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Autore: dr. Giuseppe Paccione
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Il fenomeno dell’immigrazione [1], in cui si è di fronte non a migrazioni ma davanti a migrazioni di popoli, che hanno invaso in maniera presentita, quasi del tutto inaspettata e massiccia, il territorio italiano, è un fenomeno inatteso che ha cagionato situazioni emergenziali e, ancora oggi, non si è usciti dalla legislazione dell’emergenza dello straniero.
Lo straniero viene visto come legislazione di emergenza e legislazioni, presumibilmente, non perfette. È ovvio anche la virulenza con cui ondate di persone, le quali si sono riversate sulle coste italiane, hanno creato problemi di sicurezza interna. Tengo a precisare che la stragrande maggioranza dei reati commessi dagli immigrati, per quanto a volte ripugnanti nei reati contro la persona, sono una parte infinitesimale dei reati che commettono gli italiani.
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Autore: dr. Giuseppe Paccione
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Il sistema di sicurezza collettivo trova la sua espressione nel capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite che, proprio dopo la fine della Guerra fredda, ha funzionato ad un ritmo che taluni hanno aggiudicato, addirittura, frenetico o, meglio, ha iperfunzionato dopo una lunga quasi paralisi durata circa quarantacinque anni, grazie al mutato atteggiamento di uno dei suoi membri permanenti l’URSS, poi divenuta Federazione di Russia. Il meccanismo di sicurezza collettivo ha potuto prendere quello slancio che era stato promesso dall’inizio, sebbene i termini della Carta delle Nazioni Unite promettevano.
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Autore: dr. Giuseppe Paccione
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Il fenomeno della tratta di persone è a tutti gli effetti una forma di schiavitù moderna. Rispetto alla schiavitù cosiddetta “storica”, cioè quella che ha trovato il massimo sviluppo a partire dal XV secolo e fino al secolo XIX, la nuova schiavitù presenta caratteristiche radicalmente differenti: su tutte l’illegalità di quest’ultima rispetto alla legalità della prima, e l’attuale non-consenso della popolazione al prodursi del fenomeno, di contro al largo benestare della società di un tempo.
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Autore: dr. Giuseppe Paccione
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Si hanno tematiche complementari, un flusso migratorio enorme che arriva dalle coste africane, in cui si hanno due esigenze, due problemi che sono assolutamente complementari. Da un lato, le esigenze di soccorso e di salvaguardia della vita umana in mare che sono prioritarie anche a livello internazionale e, dall’altro, le operazioni di polizia marittima con le quali si devono cercare di arginare questo fenomeno, perché, così, si può comprendere meglio quali sono le problematiche attraverso il sistema di funzionamenti dei confini marittimi.
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Autore: dr. Giuseppe Paccione
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La Corte Internazionale di Giustizia è uno degli organi principali dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. L’articolo 92, infatti, della Carta delle Nazioni Unite enuncia che la Corte rappresenta l’organo principale delle Nazioni Unite. Così, la Corte, rispetto alla precedente Corte Permanente di Giustizia Internazionale, è stata inserita del tutto nella nuova organizzazione internazionale. Infatti, la CPGI, benché voluta dalla Società delle Nazioni, non ne faceva de jure parte.
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