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Home Francesco Colaci A PROPOSITO ASSUNZIONE ISCRITTI LISTA MOBILITA’
A PROPOSITO ASSUNZIONE ISCRITTI LISTA MOBILITA’ PDF Print E-mail
Autore: francescocolaci   

 L’occasione di  intrattenersi su   quanto riportato nel titolo  viene offerta dall’opportunità di fornire chiarimenti  sui seguenti  due specifici  aspetti :

a)   conseguenze sullo stato di disoccupazione del lavoratore iscritto in lista di mobilità  ,che  sia assunto con rapporto di lavoro a tempo determinato,a norma del’art.8 della legge n.223/91 ;

b) ammissione ovvero esclusione del beneficio  di cui al comma 2 dell’art.8 della legge n.223/91   per il   datore di   lavoro    che  per due volte ,  intervallate da un ampio   periodo    temporale  l’una dall’altra,procede  all’assunzione a termine di 12 mesi   del medesimo  lavoratore ,che, a distanza  di alcuni  anni   ha  subito   un doppio  licenziamento collettivo  ed è stato   iscritto  in lista di mobilità    con distinti e successivi  provvedimenti    della competente Provincia  .

Per quanto concerne l’aspetto sub a),sembra il caso, anzitutto , di  riportarsi  alla  disciplina vigente sullo    stato di disoccupazione ,che  per  l ’Abruzzorislta formata ,oltre che  dal dec.legvo n 181/2000,dalla Delibera della Giunta Regionale n.157 del 24 febbraio 2006 , pubblicata sul BURA n,17/06.

In base alle disposizioni dei provvedimenti sopra citati risulta che:

1) lo  stato di disoccupazione  è  la condizione del soggetto privo di lavoro, che sia immediatamente disponibile allo svolgimento ed alla ricerca di una attività lavorativa secondo modalità definite con i servizi competenti -art.1 comma 2 lett.c) d.lvo n.181/00  e art.2 c.6 D.G.R.R.A. n.157/06 -;

2)  soppressione  delle liste di collocamento ordinarie e speciali, ad eccezione di quelle previste dall’articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 24 settembre 1963, n. 2053, dall’articolo 6 della legge 23 luglio 1991, n. 223 e dall’articolo 8 della legge 12 marzo 1999, n. 68 -art 1 bis comma 3 d.lvo n.181/00;

3)  conservazione dello stato di disoccupazione a seguito di svolgimento di attività lavorativa tale da assicurare un reddito annuale non superiore al reddito minimo personale escluso da imposizione -art. comma 1 lett.a) .lvo n.181/00 e art.18 D.G.R.A. n.157/06-, attualmente fissato per lavoro dipendente ad euro 8.000 e per lavoro autonomo ad euro 4 .800 ;

4)  In attesa della riforma degli ammortizzatori sociali e degli incentivi all’occupazione continuano a trovare applicazione le disposizioni vigenti in tema di trattamenti previdenziali in caso di disoccupazione, ivi compresa la disciplina dell’indennità di mobilità, di cui all’articolo 7 della legge 23 luglio 1991, n. 223-art.5 c.1 d.lvo n.181/00;

5) l’iscrizione nelle liste di mobilità vale come dichiarazione di sussistenza dello stato di disoccupazione,il quale è accer tato  secondo le specifiche disposizioni di cui alla legge 23 luglio 1991 n.223;-art.32 c.1 D.G.R.A. n.157/06 -

Inoltre ,tenendo conto dello specifico aspetto da chiarire , appare confacente richiamare alcune disposizioni dell’ art.8 della legge n.223/91 ed in particolare  quelle di cui all’art.8 ,che prevedono :

-al comma 2″ I lavoratori in mobilità possono essere assunti con contratto di lavoro a termine di durata non superiore a dodici mesi”,

-al comma 6   ” Il lavoratore in mobilità ha facoltà di svolgere attività di lavoro subordinato, a tempo parziale, ovvero a tempo determinato, mantenendo l’iscrizione nella lista”.

 La   combinazione delle disposizioni sopra riportate   consente   di conoscere     da un lato che lo svolgimento di prestazioni lavorative subordinate   da cui si  ricava    un reddito annuo  superiore   a 8.000 euro comporta  la perdita dello stato di disoccupazione , anche quando trattasi   di rapporto   a tempo determinato o  somministrato  di durata superiore  a otto mesi ovvero a  quattro mesi se  riguarda giovani,dall’altro  che il lavoratore mantiene l’iscrizione  nella  lista di mobilità    quando   accetta  l’assunzione  a tempo  determinato ,anche di durata superiore a 12 mesi ed a prescindere dall’ammontare del reddito ricavato  .

Se  ,a quanto or ora  evidenziato,si aggiunge  la constatazione   :

- circa la sopravvivenza    delle liste di mobilita’  ( art 1 bis comma 3 d.lvo n.181/009),

- che continuano a trovare applicazione le disposizioni vigenti   sulla  disciplina dell’indennità di mobilità  (-art.5 c.1 d.lvo n.181/00) ,

- che  l’iscrizione nelle liste di mobilità vale come dichiarazione di sussistenza dello stato di disoccupazione (art.32 c.1 D.G.R.A. n.157/06 ),

 si è portati a ritenere ,senza operare  alcuna forzatura , bensì facendo   riferimento  alla  previsione delle norme prima  riportate ,che il comma 6 dell’art.8  della  legge n.223/91 ,in quanto  norma speciale , pur se  precedente al dec.legvo n.181/2000,risulta    tuttora efficace ,tanto da porsi    quale eccezione alla regola della perdita dello stato di disoccupazione in caso di assunzione a tempo determinato di   oltre 8 mesi ovvero  quattro per i giovani,se  comportante un reddito annuo superiore al reddito minimo personale escluso da imposizione , che attualmente è fissato ad 8.000 euro.

Infatti ,  non accettare  la predetta conclusione ,significherebbe   vanificare e non  rispettare    l’art.8 comma 6 della legge n.223/91,considerato che il   mantenimento dell’iscrizione nella lista di mobilità ,sancito dallo stesso,è possibile soltanto  ritenendo persistente   lo  stato di disoccupazione ,che   quindi nella fattispecie  non subisce alcuna  interruzione nè sospensione  in forza dell’indiscusso  principio  che riconosce  all’iscrizione nelle liste di mobilità  gli stessi effetti dell’iscrizione nell’elenco dei disoccupati del collocamento ordinario e che pertanto deve   valere   in tutti i casi in cui per l’assunzione si fa  riferimento   all’anzianità dello stato di disoccupazione ,come è, ad esempio, per l’art.8 comma 9 della legge n.407/90 .

 Per quanto riguarda l’aspetto sub b),pare consono prendere le mosse dalle disposizioni legislative ed amministrative vigenti  ,cominciando dalla legge n.223/91  e proseguendo con le indicazioni del Ministero del Lavoro e dell’Inps.

L’art.8 comma 2 della legge  citata sopra stabilisce che :”I lavoratori in mobilità possono essere assunti con contratto di lavoro a termine di durata non superiore a dodici mesi. La quota di contribuzione a carico del datore di lavoro è pari a quella prevista per gli apprendisti dalla legge 19 gennaio 1955, n. 25, e successive modificazioni”

 Il  Ministero del Lavoro nella nota n.1364 del 13.7.06 ,rispondendo ad apposito interpello, ha affermato  la possibilità per l’azienda che ha posto  in mobilità i dipendenti di riassumerli usufruendo dei benefici contributivi ed economici previsti dalla legge n.223/91 una volta che siano trascorsi sei mesi dal licenziamento.

L’Inps con la circolare  n.50 del 5 marzo 1997  ha precisato  quanto segue.

Con la circolare n. 197 del 30 luglio 1992 e’ stato reso noto il contenuto della circolare n. 55/92 del
23.4.1992, con la quale il Ministero del lavoro e della previdenza sociale ha precisato che il legislatore con la
norma di cui all’art. 8, comma 2, della legge n. 223/1991 ha inteso configurare una fattispecie ulteriore, , di
apposizione lecita di un termine finale al contratto di lavoro, per ampliare la possibilita’ di assunzioni a tempo
determinato dei lavoratori in mobilita’, al fine di incentivarne il reimpiego sia pure in occasioni temporanee,
e di agevolare la successiva trasformazione di tali con- tratti in rapporti di lavoro a tempo indeterminato, con la
previsione di ulteriori agevolazioni contributive in favore  del datore di lavoro.
          La legge n. 223/1991 detta la seguente disciplina:

- il contratto a termine non puo’ avere una durata superiore
  a dodici mesi (art. 8, comma 2);
- durante il periodo di occupazione il trattamento di
  mobilita’ e’ sospeso, ma il lavoratore conserva l’iscri-
  zione nella lista (art. 8, comma 6) a condizione che
  effettui una preventiva comunicazione all’Inps ( art. 9,
  comma 1, lett. d);
- tale possibilita’ non e’ “ad libitum” ( art. 8, comma 7):
  trova il proprio limite nel periodo complessivo di
  spettanza del trattamento, che e’ individualizzato con
  riferimento all’eta’ anagrafica del lavoratore,
  all’anzianita’ aziendale ed alle zone
  economico-territoriali nelle quali era occupato.
     Conseguentemente il lavoratore puo’ stipulare anche vari contratti a termine con diversi datori di lavoro: a
tale proposito e’ stato ritenuto che la formulazione dell’art. 8, comma 7, non impedirebbe che si stipulino anche
con la medesima azienda.
   L”apposizione del termine e’ priva di effetto, se non risulta da atto scritto 
- proroga eccezionale del termine, con il consenso del
  lavoratore, non piu’ di una volta e per un tempo non
  superiore alla durata del contratto iniziale  nell’ambito sempre della
  durata massima di dodici mesi (art. 8, comma 2, legge n.
  223/1991);
- possibilita’ di reiterazione, nell’ambito della capienza
  complessiva del trattamento spettante al lavoratore (art.
  8, comma 7, legge n. 223/1991), purche’ sia passato un
  periodo di  10 ovvero di 20giorni   dalla data di
  scadenza di un precedente contratto di durata
  rispettivamente inferiore o superiore a sei mesi     

 Il Ministero del lavoro e della previdenza sociale ha
precisato che il limite massimo di dodici mesi previsto
dall’art. 8, comma 2, della legge n. 223/1991 per la stipula
del contratto a termine ha la sua ragion di essere proprio
nella tipologia soggettiva introdotta dalla norma, indipen-
dentemente dalla ricorrenza di particolari esigenze produt-
tive.
     Per cui:
- e’ possibile la proroga del contratto, se inizialmente
  costituito per un periodo inferiore a dodici mesi e
  qualora il rapporto non superi, nel complesso, questo
  periodo stesso;
- non e’ esclusa la ipotesi della riassunzione decorso il
  termine di quindici o trenta giorni previsto dall’art. 2,
  comma 2, legge n. 230/1962, ferma restando la durata
  complessiva sopra specificata e la sua accertabilita’
  nella fase di assunzione;
- e’ pero’ escluso che la stessa azienda possa procedere
  a successive assunzioni dello stesso lavoratore in
  mobilita’, se e’ gia’ esaurito il periodo di dodici mesi
  e sia pure in presenza di situazioni di mobilita’ lunga.
     Il Ministero del lavoro e della previdenza sociale ha
quindi escluso che lo stesso lavoratore possa procedere alla
stipula con la stessa azienda di piu’ di un contratto a
termine, oltre il periodo massimo di dodici mesi.
     Pertanto non potranno essere concesse le agevolazioni
contributive per gli avviamenti al lavoro effettuati dopo
l’emanazione della presente circolare sulla base di con-
tratti a termine stipulati dal lavoratore con la stessa
azienda, oltre il periodo massimo di dodici mesi.

Nel successivo   messaggio Inps n.32661 del 27 dicembre 2010   si  evidenziano i  seguenti aspetti.

Anzitutto si chiarisce che le assunzioni previste dal messaggio citato risultano essere quelle dell’art.8 c.2 della legge n.223/91,che testualmente afferma  : “i lavoratori in mobilità possono essere assunti con contratto di lavoro a termine di durata non superiore a dodici mesi”, con la conseguente applicazione – per il corrispondente periodo appunto non superiore a 12 mesi- dell’agevolazione contributiva   riconosciuta  all’apprendistato

 La norma predetta (applicabile anche agli iscritti in lista di mobilità senza indennità ed ai beneficiari dell’indennità in deroga) secondo l’Inps   ha una duplice valenza  ,nel senso che : da un lato introduce nell’ordinamento italiano una particolare deroga, di carattere soggettivo, alle  d isposizioni che limitano l’apposizione del termine finale al rapporto di lavoro subordinato e dall’altro lato prevede un’agevolazione contributiva.

Proseguendo il messaggio prevede che , in  conseguenza  di quanto sopra  ,il datore di lavoro può assumere a tempo determinato un lavoratore iscritto nelle liste di mobilità, anche in assenza delle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, che giustifichino l’apposizione del termine in base all’art. 1 del d.l.vo 368/2001 ,ma in  tal caso, tuttavia, il rapporto dovrà avere una durata massima (originaria o attraverso proroghe successive) di 12 mesi con analoga durata  dell’agevolazione contributiva.

Peraltro, osserva ancora l’Istituto,può   accadere che l’assunzione a tempo determinato di un lavoratore iscritto nelle liste di mobilità abbia alla base una delle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, previste dall’art. 1 del d.l.vo 368/2001. In tali casi il rapporto di lavoro potrà avere – conformemente alla disciplina contenuta nel decreto legislativo citato – durata massima (originaria o attraverso proroghe successive) superiore a 12 mesi ,però in ogni caso,  l’agevolazione contributiva spetterà per il periodo massimo di 12 mesi.

Ad esempio, nel caso in cui si stipuli, per ragioni produttive, un contratto di durata di 16 mesi, spetta l’agevolazione per i primi 12 mesi; se, per ragioni produttive, si stipuli un contratto di 6 mesi e poi – ricorrendo sempre le ragioni produttive – si proroghi il rapporto per ulteriori 10 mesi, spetterà l’agevolazione contributiva per i complessivi primi 12 mesi del rapporto.

A fronte delle disposizioni esposte in precedenza, non può che prendersi atto che lo stesso datore di lavoro (compreso quello che ha posto in mobilità oltre i sei mesi precedenti il lavoratore da assumere )   interessato a conseguire il beneficio  della riduzione della contribuzione a carico ,cosi’ come fissata per gli apprendisti,  attraverso l’assunzione a termine di lavoratori in lista di mobilità, può ottenerlo limitatamente ad    un periodo non superiore a 12 mesi e per una   volta soltanto,in quanto in tal senso si sono espressi  chiaramente sia il Ministero del Lavoro, che l’Inps .

Invece  si esprime qualche   riserva sulla circostanza  che sia  altrettanto chiaro ed  certo  che   il limite del  beneficio  in questione  per  il masssimo di 12 mesi  , conseguibile da un medesimo datore di lavoro  soltanto per una volta ,debbano valere anche nell’ipotesi  relativa a datore di   lavoro    che  per due volte ,  intervallate da un ampio   periodo    temporale  l’una dall’altra,procede  all’assunzione a termine di 12 mesi   del medesimo  lavoratore ,che, a distanza  di alcuni  anni   ha  subito   un doppio  licenziamento collettivo  ed è stato   iscritto  in lista di mobilità    con distinti e successivi  provvedimenti    della competente Provincia  .

Non si può fare a meno di sottilineare che la fattispcie in esame appare  fondamentalmente  diversa da quella prefigurata  e disciplinata nell’art.8 comma 2  della legge n.223/91 , e che ha formato oggetto d  ‘interpretazione  ed d’  indicazioni operative da parte del  Ministero del Lavoro e dell’Inps .

Infatti il caso in esame fa riferimento ad un lavoratore  posto   in  mobilità a seguito di licenziamento collettivo  non una ,ma due volte ,a distanza di un   consistente periodo temporale tra l’una e l’altra ed al riguardo l’applicazione dell’art.8 c.2 dellalegge n.223/91 in maniera rigida e limitativa propria dell’ipotesi dell’assunzione relativa a lavoratore andato in mobilità una sola volta,appare restrittiva ed anche  caratterizzata   da disparità di trattamento , in quanto nega al lavoratore  interessato una chance ,costituita dall’agevolazione contributiva , dstinata a   favorirne  la rioccupazione ,    inizialmente a termine ,ma con la  probabilità   di trasformazione a tempo determinato , posto che  per la seconda iscrizione  viene impedito   ciò che invece è stato consentito per la prima  iscrizione in lista di mobilità.

 In merito  si  richiama    l’affermazione contenuta nella circolare inps n.50/1997,secondo cui “ tale possibilita’ non e’ “ad libitum”  ,ma  trova il proprio limite nel periodo complessivo di spettanza del trattamento, che e’ individualizzato con riferimento all’eta’ anagrafica del lavoratore,all’anzianita’ aziendale ed alle zone economico-territoriali nelle quali era occupato”.

Si afferma che detta   affermazione  appare adeguata anche per l’art.8 comma 2 della legge n.223/91, così che di conseguenza  ,  nell’ambito del  limite massimo  previsto  ciascun periodo di iscrizione nella lista, al lavoratore va  consentito di giocare le proprie    chances , rendendo possibile e legittimo   che    nei suoi confronti siano utilizzabili tutti gli strumenti previsti dalle norme per abbandonare la condizione di disoccupato .

In  definitiva, pur   concordando  sull’affermazione istituzionale che nei confronti dello stesso datore di lavoro l’agevolazione prevista dal comma 2 dell’ art. 8 della legge n.223/91 appare utilizzabile una sola volta nel limite masssimo di 12 mesi,  si osserva chev tuttavia la stessa deve trovare  applicazione  nell’ambito   di   ciascun periodo d’iscrizione in lista di mobilità del lavoratore interessato all’assunzione a termine , quando siastato   destinatario  per più di una volta di   provvedimenti di  licenziamento collettivo ovvero individuale per riduzione di personale , non risultano   legittimo applicare  la medesima unica  regolamentazione a fattispecie non identiche ,come  sono  quelle  esaminate.  


L'articolo d'origine: A PROPOSITO ASSUNZIONE ISCRITTI LISTA MOBILITA’

 

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