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Home Francesco Colaci COMMISSIONE SENATO APPROVA EMENDAMENTI TESTO PROPOSTA GOVERNO RIFORMA LAVORO
COMMISSIONE SENATO APPROVA EMENDAMENTI TESTO PROPOSTA GOVERNO RIFORMA LAVORO PDF Print E-mail
Autore: francescocolaci   

Come gia’ evidenziatto nei giorni scorsi su questo blog, il disegno di legge del Governo per la riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali ,da alcuni giorni si trova al Senato e ieri è iniziato l’esame  dello stesso  da parte della XI Comissione ,che ha   approvvato i primi 13 articoli,tranne l’11° riguardante i voucer in agricoltura,  introducendo alcuni  emendamenti al testo originario,che di seguito si evidenziano.

 LAVORO A TEMPO DETERMINATO

Per il   periodo  senza d attivita’   fra  un precedente  ed un  nuovo contratto a tempo determinato, che,   nel testo originario della riforma del  Governo   risultava   stabilito in  60 e 90 giorni (  mentre attualmente la norma vigente   stabilsce in 10 e 20 gg.), a seconda se il primo sia durato meno o più di 6 mesi,è rimessa  alla contrattazione collettiva  la facolta’ di ridurre i periodi di vuoto lavorativo  sino rispettiovamente a 20 e 30 giorni,in  presenza di specifiche determinate situazioni (star up,lancio prodotti,cambiamenti tecnologici,ecc) precisando che, in caso di mancata regolamentazione delle parti sociale entro 12 mesi ,provvede il MLPS.    Inoltre si stabilisce che la facolta’ di stipulare  primi contratti a termine senza obbligo di specificare la relativa causa    sara’ consentito  a quelli sino a 12 mesi di durata,anche con rapporti in somministrazione ovvero nell’ambito di processi organizzativi, se consentito dal ccnl nel limite del 6 % della forza lavoro,Per quanto riguarda  la prosecuzione del rapporto a termine  oltre la scadenza ,risultera’  ammessa la prosecuzione sino a 30 ovvero 50 giorni ,in relazione alla dursata del rapporto fino   ovvero superiore a 6 mesi,fermo restando che il datore di lavoro deve effettuare la comunicazione obbligatoria della prosecuzione  non oltre la scadenza dell’originario rapporto ed altresì se il raèpporto prosergua oltre il termine di 30 o 50 giorno ,lo stesso si trasforma a tempo indeterminato.Infine, non solo risulta confermata la trasformazione a tempo indeterminato del rapporto a trermine di durata superiore a 36 mesi ,svolgendo mansioni equivalenti  ,ma  si è anche deciso  che nel calcolo dei 36 mesi  verranno inseriti pure i periodi di lavoro in somministrazione prestati presso  lo  datore di lavoro

Inoltre si affida  alla contrattazione collettiva    la facolta’ di assumere a termine senza  indicare una specifica causa    causa  nell’ambito di processi organizzativi e nel limite del 6% della forza lavoro .

APPRENDISTATO

Risulta una durata minima dell’apprendistsato ,che spettera’ ai ccnl stabilire ma la stessa comunque non potra’ essere  in misura  inferiore a sei mesi.

Tra  apprendisti e qualificati è fissato il  rapporto di tre apprendisti per ogni 2 lavoratori apprendisti   specializzati e/o    qualificati  in servizio,  comunque con un minimo di 3 apprendisti  Il vincolo della trasformazione   per procedere all’assunzione di nuovi apprendisti è previsto nella percentuale  del 50% dei rapporti di apprendistato  scaduti nei 36 mesi precedenti ,ferma   la possibilita’ di assumere sempre un nuovo apprendista ed il 30% nei primo triennio di  efficacia della riforma. .

Per i datori di lavoro piccoli,ossia con un numero di dipendenti inferiori a 10n unita’  è stabilito che:

-il rappporto tra dipendenti e apprendisti non potra’ superare il 100%;

-esonero assoluto dall’applicazione del vincolo della stabilizzazione dei precedenti rapporti di apprendistasto nei 36 mesi precedenti per poter assumere nuovi apprendisti.

LAVORO A CHIAMATA

Torna ad essere consentita      l’assunzione  conlabvoro a chiamata dei soggetti sopra i 50 anni o con meno di   25 anni di età. ,restando fermo che si deve effettuare una     nuova comunicazione di chiamata al lavoro ,anche attrasverso sms , la cui mancanza determina la sanzione amministrativa   tra 400 e 2.400euro

CO.CO.CO .

Nasce il salario base per i co.co.pro,che  sarà calcolato dal Ministero del Lavoro  attraverso  la media tra le tariffe minime dei lavoratori autonomi e le retribuzioni stabilite dai contratti collettivi.

Perche’ sia ritenuto vero co co co , nel lavoro autonomo devono  riscontrarsi  almeno due dei seguenti presupposti:

-durata della collaborazione superiore ad otto mesi nell’anno solare  (ossia il periodo mobile intercorrente fra un qualsiasi giorno dell’anno e il corrispondente giorno dell’anno successivo,che si distingue dall’anno ciovile che va dal 1° gennaio al 31 deicembre);

-un fatturato verso un unico committente oltre l’80% del volume d’affari in un anno solare ;

-possedere una postazione fissa presso una sede del committente.

Pertanto se sussiste la  co.co.co.  ,la stessa per legge  è  soggetta ai presupposti tipici del lavoro a progetto, nonche’ alla conseguenza   secondo cui ,in assenza del progetto,  trova applicazione    la sanzione della conversione in rapporto di lavoro dipendente dall’origine.

Tuttavia,la nuova regolamentazione  non si applicherà alle partite Iva relative ad attività con competenze di alto grado e con un reddito annuo superiore a 1,25 volte il minimale contributivo di artigiani e commercianti ( pari a 18.663 euro nel 2012), nonché alle attività professionali il cui esercizio è subordinato all’iscrizione ad albi, registri, ruoli o elenchi.

Infine ,si introduce un sostegno al reddito piu’ significativo quando   il co co co co perde il lavoro.Infatti,  esclusa ,per   carenza di risorse, la proposta di  estendere la mini-Aspi ai parasubordinati,    risulta  deciso di rafforzare l’indennità una tantum ,  fissata in misura   pari «al 7% del minimale annuo».  Pertanto se il co.co.pro. ha lavorato almeno  6-12 mesi precedenti dovrebbe ricevere una indennità una tantum di seimila euro , a cui si accederà  con modalita’ e procedura notevolmente semplificate      ,mentre la misura dell’indennita’  è  prevista  per un periodo, sperimentale   di 3 anni.

 

LICENZIAMENTI

Vengono introdotte modifiche al sistema del processo del lavoro ,attraverso l’introduzione di corsie preferenziali per le udienze ,sul calendario dedicato e soirvegliato  e stabilendo di dedicare  particolare attenzione affinche’ si evitino decadenze.

Tra le modifiche tecniche si cita   l’eliminazione del  riferimento alle «previsioni di legge», mentre ritornano le «tipizzazioni previste dai contratti collettivi o dai codici di disciplina» per la verifica da parte del giudice dell’insussistenza dei fatti contestati al lavoratore in caso di licenziamento per giustificato motivo soggettivo o giusta causa, al fine di applicare la reintegrazione nel posto di lavoro (articolo 18).   Risultano variati  tempi, luoghi e modi per la comunicazione preventiva dovuta al lavoratore dal datore di lavoro nei casi di licenziamento economico (giustificato motivo oggettivo).

Circa il  licenziamento economico le modifiche  riguardano la procedura di comunicazione preventiva di licenziamento, che nella riforma governativa stabilisce che    il datore di lavoro, prima di licenziare, è tenuto a inviare una comunicazione alla direzione territoriale del lavoro, trasmessa per conoscenza al lavoratore, in cui dichiara la sua intenzione di procedere al licenziamento, indicandone motivi ed eventuali misure di assistenza alla ricollocazione del lavoratore. Entro sette giorni dal ricevimento della comunicazione, la dtl procede a convocare lavoratore e datore di lavoro al fine di un tentativo di conciliazione.

Rispetto a quanto sopra ,la modifica definita dall’ emendamento inserito dalla Commissione del Senato   ,   stabilisce che la comunicazione con l’invito alla conciliazione  si considera validamente effettuata quando è recapitata al domicilio del lavoratore indicato nel contratto di lavoro o altro domicilio formalmente comunicato dal lavoratore al datore di lavoro, ovvero è consegnata al lavoratore che ne sottoscrive copia per ricevuta.

La riforma del Governo poi stabilisce che  nei  successivi 20 giorni dalla convocazione, salvo proroga su volontà delle parti  ,presso la dtl, si tiene il tentativo di conciliazione finalizzato a soluzioni alternative al licenziamento.

La variazione stabilita dall’emendamento   su questo aspetto indica che  la malattia del lavoro non stoppa la procedura di conciliazione a presenziare all’incontro,salvo che siua per maternita e infortunio. La procedura comunque può essere sospesa per massimo 15 giorni. Al termine, se la conciliazione fallisce, il datore di lavoro può proseguire comunicando il licenziamento al lavoratore.

LAVORO ACCESSORIO OCCASIONALE  AGRICOLTURA

Risulta accantonato l’emendamento relativo a tale argomento ,in attesa di trovare intese per superare i contrasti tra i  commponenti della Commissione ,che sono divisi sulla  possibilta’ di ricorso ai voucher   limitata alle sole aziende agricole con un volume di affari non superiore a 7 mila euro l’anno ,nonche ‘sul valore  di ogni un singolo buono, che , fissato attualmente a 10 euro ,  si vorrebbe  destinare alla paga p  per un ‘   ora di lavoro.Infine si prevede che i buoni in questione possano essere utilizzati soltanto nei confronti dei  non iscritti negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli,

 


L'articolo d'origine: COMMISSIONE SENATO APPROVA EMENDAMENTI TESTO PROPOSTA GOVERNO RIFORMA LAVORO

 

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