Forgot your password?
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
  • default color
  • green color
  • red color

Diritto.net

Home Francesco Colaci REGIME LAVORO IN ITALIA CITTADINI CROATI
REGIME LAVORO IN ITALIA CITTADINI CROATI PDF Print E-mail
Autore: francescocolaci   

In relazione all’ingresso in Europa della Croazia  dal primo luglio scorso,  l’Italia ,al pari di altri Paesi ,si è avvalsa della moratoria di due anni prevista dal trattato della Comunita ,sottoponendo ad un regime speciale l’ingresso dei cittadini croati che intendano venire   nel nostro Paese per lavoro subordinato .

Di quanto sopra hanno dato notizia il Ministero del Lavoro ed il Ministero dell’Interno con la circolare congiunta prot. n. 4175 del 2 luglio 2013  sottolineando che detto regime transitorio , prima di liberalizzare completamente l’accesso al lavoro subordinato  non riguarda   il lavoro autonomo e le seguenti categorie previste nel Testo Unico dell’Immigrazione 

1)  art. 27, comma 1 (ad eccezione delle lettere g) e i) ,vale a dire:
a) dirigenti o personale altamente specializzato di società aventi sede o filiali in Italia ovvero di uffici di rappresentanza di società estere che abbi ano la sede principale di attività nel territorio di uno Stato membro dell’Organizzazione mondiale del commercio, ovvero dirigenti di sedi principali in Italia di società italiane o di società di altro Stato membro dell’Unione europea;
b) lettori universitari di scambio o di madre lingua;
c) i professori universitari destinati a svolgere in Italia un incarico accademico;
d) traduttori e interpreti;
e) collaboratori familiari aventi regolarmente in corso all’estero da almeno un anno, rapporti di lavoro domestico a tempo pieno con cittadini italiani o di uno degli Stati membri dell’Unione europea residenti all’estero che si trasferiscono in Italia, per la prosecuzione del rapporto di lavoro domestico;
f) persone che, autorizzate a soggiornare per motivi di formazione professionale, svolgano periodi temporanei di addestramento presso datori di lavoro italiani effettuando anche prestazioni che rientrano nell’ambito del lavoro subordinato;
h) lavoratori marittimi occupati nella misura e con le modalità stabilite nel regolamento di
attuazione;
l) lavoratori occupati presso circhi o spettacoli viaggianti all’estero;
m) personale artistico e tecnico per spettacoli lirici, teatrali, concertistici o di balletto;
n) ballerini, artisti e musicisti da impiegare presso locali di intrattenimento;
o) artisti da impiegare da enti musicali teatrali o cinematografici o da imprese radiofoniche o televisive, pubbliche o private, o da enti pubblici , nell’ambito di manifestazioni culturali o folcloristiche;
p) stranieri che siano destinati a svolgere qualsiasi tipo di attività sportiva professionistica presso società sportive italiane ai sensi della legge 23 marzo 1981, n. 91;
q) giornalisti corrispondenti ufficialmente accreditati in Italia e dipendenti regolarmente retribuiti da organi di stampa quotidiani o periodici, ovvero da emittenti radiofoniche o televisive straniere;
r) persone che, secondo le norme di accordi internazionali in vigore per l’Italia, svolgono in Italia attività di ricerca o un lavoro occasionale nell’ambito di programmi di scambi di giovani o di mobilità di giovani o sono persone collocate «alla pari»;
r-bis) infermieri professionali assunti presso strutture sanitarie pubbliche e private.
2) Non riguarda inoltre  i ricercatori scientifici,   di cui  all’articolo 27 ter del Testo unico citato ed i lavoratori altamente qualificati  ,di   all’articolo 27 quater sempre del detto T.U,  nonche’  i lavoratori stagionali, ivi compresi coloro che dimostrino di essere venuti in Italia almeno 2 anni di seguito per prestare lavoro stagionale ed infine  i lavoratori domestici.
Peraltro , la  circolare   fa notare che le restrizioni non saranno applicabili qualora i cittadini croati risultino occupati, alla data del 1° luglio 2013, per un periodo non inferiore a 12 mesi nel territorio italiano.
Schematizzando ,di seguito si  riportano  le diverse modalita’ da rispettare  con riferimento alle varie categorie di appartenza dei lavoratori croati  da assumere per lavoro subordinmato in Italia nel  periodo di moratoria biennale,  sottolineando  che rimane, invece, privo di ogni limitazione il lavoro autonomo.:

 A)  CATEGORIE LAVORATORI NON SOGGETTI MORATORIA BIENNALE 

- art. 27, comma 1 – ad eccezione delle lettere g) e i);

- art. 27-ter (ricercatori);

- art. 27-quater (lavoratori altamente qualificati);

- art. 24 (lavoratori stagionali, ivi compresi coloro che dimostrino di essere venuti in Italia almeno 2 anni di seguito per prestare lavoro stagionale, ai sensi dell’art. 5, comma 3 ter, del TU);

- lavoratori domestici.

Per tali  lavoratori  si potra’ farà ricorso  al regime di libero accesso al mercato del lavoro interno.

Pertanto ,i datori di lavoro che intendono procedere all’assunzione di lavoratori croati appartenenti ad una delle categorie sopra indicate dovranno rispettare solo gli ordinari adempimenti previsti dalla normativa vigente in materia di lavoro, effettuando le comunicazioni obbligatorie – di cui all’art. 9 bis, comma 2, del d.l. 1 ottobre 1996, n 510 convertito con modifiche nella legge 28 novembre 1996, n, 608 – ai servizi territorialmente competenti, secondo le modalità prescritte dal D.M. 30 ottobre 2007 del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

 .

 B) CATEGORIE LAVORATORI PREVISTE DA ART  27, co. 1 lettere g) ed i)  T.U.

Si premete che a dette categorie appartengono :

g) lavoratori alle dipendenze di organizzazioni o i
mprese operanti nel territorio italiano, che siano
stati ammessi temporaneamente a domanda del datore
di lavoro, per adempiere funzioni o
compiti specifici, per un periodo limitato o determ
inato, tenuti a lasciare l’Italia quando tali
compiti o funzioni siano terminati;
h
i) lavoratori dipendenti regolarmente retribuiti da
datori di lavoro, persone fisiche o giuridiche,
residenti o aventi sede all’estero e da questi dire
ttamente retribuiti, i quali siano
temporaneamente trasferiti dall’estero presso perso
ne fisiche o giuridiche, italiane o straniere,
residenti in Italia, al fine di effettuare nel terr
itorio italiano determinate prestazioni oggetto di
contratto di appalto stipulato tra le predette pers
one fisiche o giuridiche residenti o aventi sede
in Italia e quelle residenti o aventi sede all’este
ro, nel rispetto delle disposizioni dell’art. 1655
del codice civile e della legge 23 ottobre 1960, n.
1369, e delle norme internazionali e
comunitarie

I datori di lavoro devono rimettere la   richiesta di nulla osta al lavoro   allo Sportello Unico, con le consuete modalità informatiche, utilizzando i modelli L Croazia ed M Croazia disponibili sul sito del Ministero dell’Interno (https://nullaostalavoro.interno.it).

  L’istruttoria  di queste  richiestseguirà una procedura semplificata con il rilascio del parere soltanto da parte della Direzione Territoriale del Lavoro,mentre ai    datori di lavoro verrà rilasciato dallo Sportello Unico della provincia dove sarà svolta l’attività lavorativa il prescritto nulla osta al lavoro, senza procedere alla sottoscrizione del contratto di soggiorno.

L’assunzione del lavoratore seguirà con gli ordinari adempimenti previsti dalla normativa vigente in materia di lavoro (comunicazioni obbligatorie con le modalità prescritte dal D.M. 30 ottobre 2007 del Ministero del lavoro e delle politiche sociali).ed il lavoratore croato dovrà richiedere l’iscrizione anagrafica al Comune (ai sensi della Legge 1228/54 e DPR 223/89), previa esibizione del nulla osta al lavoro rilasciato dallo Sportello Unico per l’Immigrazione.

C)  CATEGORIE LAVORATORI APPARTENENTI AI RESTANTI SETTORI PRODUTTIVI

Per tutti i restanti settori produttivi non rientranti nelle categorie A) e B) sopraindicate, qualora vengano programmate future quote di ingresso in vigenza del presente regime transitorio, saranno contestualmente individuate le modalità di presentazione delle richieste di nulla osta al lavoro.

NOTA BENE

 1) le restrizioni non saranno in ogni caso applicabili ai cittadini croati che, alla data del 1° luglio 2013 o successivamente, risultino occupati legalmente e ammessi al mercato del lavoro italiano per un periodo non inferiore a 12 mesi. Tale condizione è riscontrabile con il possesso di un permesso di soggiorno per motivi che abilitano al lavoro subordinato di durata non inferiore ai 12 mesi (anche per attesa occupazione).

2) i cittadini croati, che alla data del 1 luglio 2013 avessero un regolare rapporto di lavoro, possono iscriversi ai Centri per rimpiego territorialmente competenti, in caso di cessazione del rapporto stesso.

3) i benefici cessano in caso di abbandono volontario del mercato del lavoro italiano da parte del cittadino croato.

Per maggiori informazioni vai alla
Circolare congiunta Interno/Lavoro del 2 luglio 2013 
- pagina dedicata del portale Integrazione Migranti  del ministero del lavoro
 

L'articolo d'origine: REGIME LAVORO IN ITALIA CITTADINI CROATI

 

Altri articoli dello stesso autore

Banner

francesco colaci

Articoli tratti da: Francesco Colaci

Tutti i materiali (e le opinioni) sono dell'Autore

Newsletter

Ricevi gratuitamente la Newsletter settimanale di Diritto.net per restare sempre informato!
Terms and Conditions

il Foro civile

il Foro civile

il Foro penale

il Foro penale

il Foro tributario

il Foro tributario

Eur-Lex

Eur-Lex Legal services since 1992

Trova un avvocato

  • Trova un Avvocato su Diritto.net!
  • Trova un Avvocato su Diritto.net!