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Autore: dr. Massimiliano Molinari
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Recentemente, nella prima pagina di un quotidiano, risaltava la notizia che riassumo nei suoi tratti salienti: Tizio, dopo aver trovato su un muretto un telefono cellulare (per il cui furto era stata presentata denuncia), a chi lo vide appropriarsene, dichiarava che era sua intenzione recarsi presso le forze dell’ordine per restituirlo, operazione che puntualmente non avveniva.
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Autore: dr.ssa Rosa Valenti
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Il reato di “stalking “ derivante dall’inglese “to stalk” (fare la posta “alla preda”) allude a condotte criminose atte ad interferire nella vita privata altrui con comportamenti antigiuridici. Il reato di atti persecutori (c.d. stalking) si sostanzia in condotte reiterate che ingenerano un fondato timore da parte della vittima di un male più grave, pure senza arrivare ad integrare il reato di lesioni o maltrattamenti (1).
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Autore: avv. Stefano Pazienza
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Commento a Cass. Civ. Sezione V, ud. 24 settembre 2009, n. 23017 Questa recentissima sentenza della Cassazione Civile offre moltissimi spunti interessanti (anche se non tutti condivisibili) per un corretta ricostruzione degli obblighi di segnalazione antiriciclaggio.
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Autore: avv. Maurizio Arena
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La legge n. 99 del 2009 ha inserito tra i reati presupposto ex d.lg. 231 una serie di fattispecie contenute nella c.d. “legge sul diritto d’autore” (legge 22 aprile 1941 n. 633). La corresponsabilizzazione dell’ente per questi tipi di reato era da tempo auspicata da molti commentatori, posto che si tratta di reati spesso commessi all’interno di aziende al fine di procurare un interesse o un vantaggio all’azienda stessa. Il nuovo articolo 25 novies prevede per l’ente sanzioni pecuniarie che possono arrivare fino a 500 quote e sanzioni interdittive per la durata massima di un anno.
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Autore: avv. Enrica Piovesan e Avv. Alberto Crivellaro
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Cenni sull’applicabilità dell’art. 388 c.p. in ipotesi di prestazioni di fare infungibili alla luce di Sez. un., 27 settembre 2007 n. 36692. Commento al Decreto di archiviazione del Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale di Treviso.
La presente analisi prende le mosse da una complessa vicenda, di cui provvedimento supra riportato costituisce solo uno dei momenti. Un socio di minoranza di una s.r.l. si determinava ad esercitare il diritto di controllo previsto dall’articolo 2476, comma secondo, del codice civile. A tal fine, si recava presso la sede della società e chiedeva all’amministratore notizie sullo svolgimento degli affari sociali e di poter consultare i libri sociali e i documenti relativi all’amministrazione, nonché di trarre copia di parte della documentazione richiesta.
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