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Home il Foro penale Raccolta generale (il Foro penale) Sentenza del Giudice di pace in materia penale: danneggiamento e reato continuato
Sentenza del Giudice di pace in materia penale: danneggiamento e reato continuato PDF Print E-mail
Autore: GdP Avv. Nicola Parrocco   
Riceviamo e volentieri pubblichiamo una sentenza emessa da Giudice di Pace dr. Parrocco in materia penale. La pronuncia riguarda l'art. 81 c.p. in tema di danneggiamento e l'art. 635 c.p. in tema di concorso formale e reato continuato e giunge al termine del vaglio di una vicenda che, collocata nel contesto dei rapporti tra vicini, offre curiosi spunti di riflessione...

 

II Giudice di Pace Aw. Nicola Parrocco ha pronunciato la seguente

SENTENZA

Nel procedimento rubricato al n. 3/04 R.G, - 1637/02 R.G.N.R. discusso alla pubblica udienza del 24/10/05 nei confronti di:

Gob*** Giuliano, nato il 21/5/52 a Arudy, residente in Tie***, Via Deg*** Ort*** 7, difeso di fiducia dall'Avv. Pierangelo Conte, con studio in Via Tasso 7, Belluno

Libero - assente

imputato  

del delitto dì cui agli arti. 81 - 635 c.p., perché, nell'esecuzione del medesimo disegno criminoso, irrorandoli con acqua e sale, distruggeva, provocandone l'appassimento, i fiori posti all'ingresso del locale "X/ Ciod" di proprietà di Migliorerò Alessandro. In Ars*** il 27/7 ed il 25/5/2002;

persona offesa

Mig*** Alessandro, nato il 23/1/74 a Bassano del Grappa, residente in Ars*** località Ai Prà***, 2, difeso di fiducia dall'avv. Giuseppe Triolo con studio in Via A, Brustolon n. 4, Belluno, costituitesi parte civile giusta relativo atto datato 12/1/2004;

CONCLUSIONI DELLE PARTI
 
Il Pubblico Ministero:

Previo riconoscimento della penale responsabilità dell'imputato in relazione al reato contestato, condannarsi lo stesso alla pena di euro 300,00 di multa, previa concessione delle attenuanti generiche; chiede inoltre disporsi la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Belluno affinchè valuti l'ipotesi della sussistenza del reato di falsa testimonianza a carico del teste Berti Aldo;

La difesa della parte civile:

Voglia L'Ill.mo Giudice di Pace adito, ritenuta la penale responsabilità del sig. Gob*** Giuliano, in relazione alle imputazioni contestategli:
a) condannare lo stesso a giusta pena;
b) condannare il sig. Gob*** Giuliano al risarcimento dei danni tutti, patrimoniali e non, cagionati al sig. Mig*** Alessandro - ritualmente costituitesi parte civile - quantificati in euro 1.000,00;
c) condannare l'imputato al pagamento delle spese di costituzione e rappresentanza civile come da nota che si deposita con distrazione delle spese a favore del procuratore antistatario; La difesa dell'imputato:

Chiede di essere autorizzata a dimettere copia verbale sommarie informazioni e querela di Mig*** Alessandro, del 27/9/02, sommarie informazioni di Ted*** T. del 17/10/02 e Mig*** G. del 3/10/02, oltre a quattro sentenze del Tribunale di Belluno: sentenza del 15/2/05, 10/12/04; 9/2/04 e 29/12/03; chiede in ogni caso l'assoluzione dell'imputato e la condanna della parte civile costituita ex art. 541 comma 2 c.p.p al pagamento delle spese sostenute per la difesa dell'imputato nella stessa misura indicata dalla difesa della parte civile.

CENNI DI FATTO E SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

L'istorico di lite del presente procedimento si rinviene nell'atto di denuncia-querela acquisito agli atti di causa laddove il sig. Mig*** Alessandro raccontava di essere titolare dell'azienda agrituristica sita in Ars*** (**) in Via Ai Pra***n. 2: nello scritto l'esponente raccontava che ormai da alcuni anni i vicini di casa dello stesso si stavano accanendo in ogni modo (tra gli altri e a puro titolo esemplificativo con insulti, calunnie, danneggiamenti, molestie, aggressioni anche fisiche, uccisione di animali, avvelenamento dell'acqua del pozzo ed altro) contro l'esponente stesso, la sua famiglia e la sua attività commerciale. In particolare e da ultimo, il sig. Gob*** Giuliano avrebbe (secondo la prospettazione dell'esponente) avvelenato tutti i fiori di esterni al locale che abbellivano l'ingresso. La mattina del 27/7/2002 verso le ore 5.40 circa costui, con l'ausilio di una bottiglia riempita in casa propria, sarebbe uscito dalla sua abitazione ed avrebbe versato su tutti i fiori estemi al locale un liquido; dopo poco tutti i fiori in questione appassivano. La successiva mattina del 25/8/2002 verso le ore 7.10 circa il sig. Gob***, con due bottiglie in mano, sarebbe nuovamente uscito dalla propria abitazione ed avrebbe versato su tutti i fiori posti all'ingresso del locale un liquido, che sottoposto a successiva analisi chimica sarebbe poi risultato essere effettivamente una soluzione di acqua e sale. Di lì a poco anche i fiori in questione appassivano. Da qui la presentazione dell'atto di denuncia -querela e l'avvio dell'azione penale presso l'Intestato Ufficio nei confronti del sig. Gob***.

Tratto pertanto a giudizio in relazione all'ipotesi di reato prevista dall'ari. 635 c.p., l'imputato Gob*** si presentava alla prima udienza del 26/1/04  munito dì apposito difensore fiduciario. Si presentava altresì la persona offesa, la quale provvedeva a costituirsi ritualmente parte civile a mezzo del proprio difensore fiduciario, nulla opponendo le altre parti. Nessun esito sortiva il tentativo di conciliazione.

Non essendovi altre questioni preliminari si provvedeva alla formazione del fascicolo processuale, nel contraddittorio delle altre parti; dopo l'esposizione introduttiva da parte del P.M, d'udienza, tutte le parti formulavano le rispettive richieste istruttorie, sia documentali sia testimoniali. In particolare, la difesa della parte civile richiedeva di essere autorizzata a dimettere nel fascicolo dibattimentale una video cassetta che nell'ipotesi accusatoria avrebbe dovuto asseritamente ritrarre il Gob*** nell'atto di versare la soluzione di sale sui fiori successivamente appassiti. Il P.M. d'udienza esprimeva al riguardo parere favorevole, mentre la difesa dell'imputato si opponeva decisamente. II Giudice dì Pace, sentite le parti, non ammetteva la produzione della cassetta in questione, in quanto l'acquisizione della stessa non era stata tempestivamente indicata nei termini processuali previsti. Dopo un'udienza di mero rinvio per impedimento del difensore della parte civile, si procedeva alla successiva udienza del 27/9/04 ad escutere i testimoni, in particolare la persona offesa Mig***, la teste Todesco Tranquilla ed il teste Berti Aldo.

Quest'ultimo però rendeva una testimonianza assolutamente difforme ed incompatibile con quanto appena dichiarato dalla teste Ted***, pertanto si provvedeva ad un immediato confronto tra i due testi, al termine del quale peraltro entrambi confermavano sostanzialmente le rispettive deposizioni, pur reciprocamente incompatibili tra loro. In particolare, il contrasto tra le deposizioni in questione aveva avuto ad oggetto il comportamento del Gob*** tenuto nei giorni oggetto di contestazione; la teste Todesco affermava di averlo visto nell'atto riversare del liquido ai fiori, mentre il teste Beiti negava decisamente cale circostanza.

Al termine dell'udienza veniva disposto un rinvìo per provvedere all'esame dell'imputato, il quale avrebbe potuto rendere chiarimenti al riguardo.

Alla successiva udienza del 28/2/05 l'imputato peraltro si dichiarava non disponibile a rendere l'esame.

Pertanto il P.M. d'udienza richiedeva ex art. 507 c.p.p, dì sentire l'app, s. C.C. Orler Giorgio, in quanto costui sarebbe stato in grado di fornire ulteriori elementi di fatto che avrebbero decisivamente inficiato la credibilità della deposizione resa dai teste Berti Aldo. La difesa della parte civile chiedeva inoltre l'acquisizione, sempre ex art, 507 c.p.p., dei rapporto di prova a firma Trevilab s.a.s riguardante il contenuto salino ritrovato nella terra dei fiori poi appassiti e chiedeva inoltre di sentire quale teste il sig. Migliorettò Giampietro, fratello della persona offesa, il quale aveva chiamato i Carabinieri intervenuti quella mattina ed avrebbe quindi potuto fornire ulteriori elementi di riscontro in ordine a quanto affermato dal teste Berti Aldo, associandosi quanto al resto alla richiesta del P.M.

La difesa dell'imputato si opponeva decisamente ad entrambe le richieste, ritenendole non ammissibili in quanto non rituali ed in ogni caso irrilevanti ài fini del decidere,

II Giudice di Pace, sentite le parti, letto l'art, 507 c.p.p., revocato ogni diverso provvedimento precedente, ritenuta la ammissibilità delle richieste formulate dal P.M. e dalla parte civile, nonché la rilevanza ed opportunità delle medesime ai finì dell'accertamento della verità, considerate anche le contrastanti deposizioni rese dai testi Berti Aldo e Todesco Tranquilla, disponeva ex art. 507 c.p.p. procederei all'audizione del testimone Orler Giorgio nonché Mig*** Giampietro, e disponeva altresì procedersi alla visione della video cassetta richiesta dalla parte civile, in quanto il contenuto della stessa - almeno alio stato - appariva astrattamente rilevante ed influente ai fini di causa.

Alla successiva udienza del 28/2/05 l'imputato Gob*** faceva pervenire una ulteriore richiesta di rinvio, agli atti, richiedendo un ulteriore differimento del procedimento per asserita necessità di procedere ad un accertamento medico - legale presso la Commissione Medica Ospedaliere di Verona.

Il P.M. d'udienza insisteva affinchè venisse per lo meno escusso il teste Mig*** Giampietro, il quale si era presentato all'udienza per rendere la disposta testimonianza ex art, 507 c.p.p. arrivando appositamente da Roma. Anche la difesa della parte civile si associava a detta istanza, rilevando in ogni caso come il dedotto impedimento fosse precedente alla scorsa udienza, alla quale oltre tutto l'imputato era presente.

Il  Giudice  di  Pace, sentite  le  partì, disponeva procedersi all'esame testimoniale, mentre per l'escussione dell'ulteriore teste e per la visione della video cassetta veniva disposta un'ulteriore udienza ad hoc.

Alla successiva udienza del 26/9/05 si provvedeva all'escussione del teste Orler ed alla visione della cassetta, redigendo un apposito verbale in forma riassuntiva, nel contraddittorio delle parti, verbale che per comodità espositiva di seguito integralmente si riporta: "... il Giudice di Pace provvede al-lta visione della cassetta ... viene aperto l'involucro contenente videocassetta che era sigillato in ogni sua parte e perfettamente conservato ... si tratta di una inquadratura stabile, ripresa da telecamera posizionata sul tetto che inquadra il parehéggio del locale ... vi sono posizionati alcuni automezzi e vi è luce; si distingue, la figura del Gob***, vestito con una maglietta e pantalonclni corti, che attraversa il campo visivo della telecamera più volte tenendo in mano un oggetto di plastica, verosimilmente una bottiglia di plastica ... In uno di questi passaggi verifica il contenuto della predetta bottiglia agitandolo. In sottofondo si sente un rumore di acqua che viene versata. Dalla ripresa si vede il Gob*** che sì avvicina ai tavoli posti sotto la telecamera, in prossimità dei fiori, mentre si china a terra ... nessuna altra persona accompagna il Gob*** durante questa operazione, né altra persona si vede nella visuale della telecamera. Va precisato che mentre il Gob*** percorre la scena partendo dal lato opposto, sulla sinistra con direztone verso destra, verso il locale, tiene la bottiglia con una sola mano e per il collo, e la bottiglia stessa pende verso il basso, mentre quando effettua il tragitto contrario la bottiglia viene tenuta non più versa il basso ma impugnata a metà circa e scossa ripetutamente in senso orario ed antiorario ... il nastro viene fatto correre in velocità ... nei fotogrammi successivi viene inquadrato nuovamente il Gob*** che passeggia• ... In un fotogramma successivo viene inquadrata un'altra persona che esce dall'angolo inferiore sinistro, sì tratta presumibilmente di un uomo, capelli neri, che attraverso, il piazzale, senza barba... il nastro viene fatto scorrere a, velocità... dopo un certo lasso di tempo viene inquadrato il Gob*** che utilizza il decespugliatere. Vengono quindi inquadrati il Gob*** ed il Rigo che attraversano il piazzale ... in una inquadratura successiva sì vede il Gob*** che rientra ma solo... viene inquadrata la macchina dei Carabinieri ... scendono i due carabinieri che vengono identificali nell'appuntato scelto Orler da una parte e nel Maresciallo Luppieri dall'altra ... a questo punto la visione della cassetta viene terminata ...".

Alla successiva udienza si procedeva alla discussione; la difesa dell'imputato chiedeva in tale sede l'autorizzazione a dimettere agli atti del fascicolo ulteriore documentazione, meglio specificata nelle conclusioni sopra epigrafate, relativa a sentenze, querele e s.i.t. proveniente dalle parti escusse come testimoni.

Al termine dell'ampia discussione, rigettata la richiesta di replica della parte civile, il Giudice di Pace si ritirava in camera di consiglio per la deliberazione, al cui esito non ammetteva la richiesta di produzione documentale proposta dalla difesa dell'imputato, restituendo alla stessa la documentazione in questione, in quanto tardiva ed in ogni caso irrilevante ed inlnfluente ai fini del decidere e provvedeva alla lettura del separato dispositivo.

MOTIVAZIONE

Va preliminarmente dato atto della mancata acquisizione dell'ulteriore documentazione richiesta dalla difesa dell'imputato in quanto tardiva, essendo stata avanzata solo in sede di discussione ad istruttoria già dichiarata chiusa e comunque non apparendo la stessa assolutamente rilevante e necessaria ai fini del decidere. La documentazione in questione è stata restituita alla difesa dell'imputato in quanto non poteva trovare ingresso nel fascicolo dibattimentale.

Cìò posto e nel merito, si ritiene che a seguito della complessiva istruttoria svolta sia emersa prova sufficiente della penale responsabilità dell'imputato in relazione alla contestata imputazione. Questi, nell'ordine, gli elementi emersi dall'istruttoria.

In primo luogo va considerata la deposizione resa dal teste persona offesa Mig*** Alessandro. Egli ha dichiarato: "... Sono stato testimone degli episodi: ho visto il sig. Gob*** Giuliano versare una bottiglia di plastica sui fiori. Al mattino, mìa mamma ha visto il Gob*** con la bottiglia d'acqua che versava liquido sui fiori. Un fatto è successo in luglio ed uno in agosto. II liquido era trasparente. Abbiamo fatto un prelievo dell'acqua dalla ciotola e l'abbiamo fatta analizzare in un laboratorio a Treviso. Ho fatto questi accertamenti ad agosto - settembre. Nel periodo di agosto c'è stata una settimana che non ho avuto tempo per bagnare i fiori. Ho visto il Gob*** che entrava ed usciva di casa 2-3 volte ... nel secondo episodio solo una volta. Nel primo episodio c'era mia mamma, nel secondo non ricordo ... il 27/7 sera intorno alle sei. era giorno, ho riconosciuto bene il Gob***, tutte le piante al 90% sono morte ... le foto che abbiamo prodotto oggi sono state fatte circa una settimana dopo ... non ho mai chiesto al Gob*** dì bagnarmi le piante ... ADR preciso che i due episodi sono avvenuti il 27/7 ed il 25/8 -.ADRPC quelle foto le abbiamo fatte noi. Si riferiscono al perìodo di settembre. Non ho mai chiesto al Gob*** di innaffiarmi i fiori.

Dopo abbiamo dovuto ricomprare i fiorì. Non ricordo la cifra. Ci sono altre controversie tra dì noi. Questi episodi sono stati ripresi da una vìdeo cassetta per dare conferma alla nostra parola ... questi episodi sono stati ripresi nella videocassetta ... ADRGDP ho campionato l'acqua raccolta dal vasetto, l'ho risposta in un vasetto sterile e t'ho portata da Trevilab di Castagnole.

Hanno trovato una percentuale salina altissima che è la causa della morte delle piante. Le analisi le hanno la Trevilab. Io ho richiesto le analisi ma non le ho ritirate, sono a Treviso. Ho parlato al responsabile di cui non ricordo il nome.

La persona offesa ha reso una deposizione coerente, priva di contraddizioni, nel contraddittorio delle domande poste dalle parti, confermando integralmente il contenuto dell'atto di denuncia - querela e contestualizzando con precisione sia nel tempo sia nello spazio i fatti per cui è processo, inequivocabilmente individuando il Gob*** quale autore materiale del fatto.

I risultati dell'analisi chimica effettuata sul campione prelevato acquisito agli atti hanno confermato l'elevata percentuale salina che a sua volta ha cagionato la morte per appassimento dei fiori.

Non sono emerse dall'istruttoria svolta elementi che abbiano concretamente inficiato la validità ed attendibilità di tale analisi, né abbiano neppure posto in dubbio la riferibilità dei campioni esaminati ai reati per i quali si procede.

Tanto premesso, per giungere alla affermazione della penale responsabilità è sufficiente anche la deposizione della sola persona offesa, se presenta i caratteri della coerenza e precisione, essendo la persona offesa un teste alla pari degli altri, anche se ovviamente la deposizione resa dalla stessa va necessariamente sottoposta ad un vaglio particolare di attendibilità, stante l'interesse istituzionale della stessa contrario a quello dell'imputato.

Ma in ogni caso va precisato che la deposizione resa dalla persona offesa non deve essere pregiudizialmente interpretata in senso negativo, dovendosi presumere che la persona offesa dica la verità - al pari degli altri testimoni - salva ovviamente la eventuale prova contraria che dovesse emergere nel corso del dibattimento.

Viene poi in considerazione la deposizione resa dalla teste Ted*** Tranquilla, madre del Mìglioretto: "...il primo episodio era del 27/7/02, dalle sei alle sette. Era chiaro, un giorno normale, mi sono alzata e guardando fuori ho visto il Gob*** che con una bottiglia trasparente dava da bere al miei fiori che delimitavano la nostra casa, non glielo avevo chiesto io. Ho chiamato mio figlio che stava dormendo e ci siamo messi a guardare da una finestra della camera, non siamo usciti a dire niente, ho lasciato perdere ... mi sono chiesta perché dava da bere ai fiorì ... il 24 o 25 agosto ero stata vìa un periodo perché ho avuto un figlio che aveva avuto un incidènte, i fiori pensavo che fossero secchi, mo ho visto la bacinella dei fiori pieni d'acqua e ho vista il Gob*** che dava da bere ai fiori... i fiori stavano patendo, ancora prima di agosto e poi si è visto tutto secco e le piante erano morte, Abbiamo fotografato le piante, ho comprato altre piante ...ADR confermo di aver visto il Gob*** nel momento in cui versava il liquido e dì aver avvisato immediatamente mio figlio che è stato presente al fatto ...ADR dopo aver visto che il Gob*** dava da bere ai miei fiori e aver notato che i fiori erano pieni dì acqua e di essermì assicurato che mio figlio non aveva dato acqua ai fiori ho ritenuto di far effettuare analisi ad una ditta privata di Tfeviso. Il risultato è stato che l'acqua era piena di sale. Non so se le analisi siano state ritirate ma posso assicurare che la risposta è stata quella che ho detto ...".

La testimone ha pertanto confermato la deposizione resa dalla persona offesa in ogni sua parte. Anch'ella ha riconosciuto de visu il Gob*** quale autore materiale dì entrambi gli episodi contestati.

Viene quindi in considerazione la deposizione del teste Berti Aldo, teste introdotto dalla difesa dell'imputato, deposizione assolutamente stridente con quelle appena viste. Costui ha dichiarato: ".... Lavoro in uno studio di commercialisti ed abito a Thiene. Conosco da molti anni il Gob*** perché le nostre mogli lavoravano assieme. Sono parecchi anni che vado da solo dal sig. Gob***, a volte viene anche mia moglie, la domenica. Il 27/7/2002 sono arrivato Ai Pra***da solo la seratardi, sono andato a casa del Gob***; abbiamo parlato in particolare di un fatto relativo la morte di un cane. Abbiamo parlato anche di altro. Siamo andati a dormire tardi, E' una casa piccola. Il sabato mattina solitamente mi alzo alle sei - sette e mi guardo il telegiornale. Mi sveglio sempre io prima del Gob***. È impossibile che il Gob*** si alzi prima di me. Il 25/8/02 era domenica e ho fatto il taglio siepi a casa mia a Thiene. Ho chiesto al Gob*** se mi prestava l'attrezzatura a Thiene. Allo mattina presto il Gob*** è venuto a casa mia ed abbiamo iniziato il taglio siepi, Sui fiori al Ciod ho visto in più occasioni sia cani che avventori che urinavano sui fiori. ADRPC escludo nella maniera più assoluta che il Gob*** sia sceso prima di me. Il Gob*** è sceso in cucina, ha preso il caffè con me. Escludo che abbia dato acqua ai fiori. È stato sempre con me. Ho telefonato al n. fisso di casa del Gob*** il 24/8/02, ho telefonato nel pomeriggio, saranno state le 5 - 6, mi sono recato a casa alla sera alle 9 e sono andato via prima di mezzanotte e si è offerto lui di venire a fare il taglia delle siepi. Alle 7 circa di mattina è venuto a tagliare le siepi, ADRPM quasi tutti i fine settimana vado ai Prà*** saranno circa 4 anni. Vado sempre da solo. Mia moglie non si ferma a dormire a casa degli altri. Se viene mi raggiunge la domenica. Siamo andati a dormire verso le due ... quel giorno mi sono alzato alle 6, 6 e 30. ho il sonno che sento tutto ...". Il teste è stato poi sottoposto ad un esame partìcolarmente approfondito e prolungato, onde saggiarne l'attendibilità; egli ha affermato di essere stato sempre in compagnia del Gob*** - mentre lo stesso era stato visto dai precedenti due testi versare l'acqua nei fiori - ed ha altresì escluso che il Gob*** abbia mai posto in essere una simile condotta. La radicale diversità della deposizioni resa dal teste Berti ha costretto ad un immediato confronto dello stesso con la teste Ted***, al cui esito però entrambi, i testi confermavano le precedenti versioni rese.

E al riguardo va ora ricordata deposizione del teste Orler, il quale ha riferito: "... alle 6,30 mattina la pattuglia ci ha mandato al Ciod da Mig*** che aveva chiesto il nostro intervento in quanto Gob*** Giuliano disturbava tagliando l'erba. Alle 6,40 sono giunta sul posto, abbiamo notato il Miglloretto Giampietro e Gob*** Giuliano che era seduto al tavolino all'esterno della sua abitazione e stava mangiando un panino. Non c'era altra persona. Ci siamo limitati ad andare sul piazzale. Confermo che non c'era altra persona. Siamo stati lì circa una mezz'ora. Non ho mai sentito Berti Aldo. Non mi risulta che il Mig*** ed il Gob*** abbiano nominato il Berti Aldo...".

Il Carabiniere intervenuto in loco nell'immediatezza del fatto non ha trovato traccia alcuna della presenza del Berti sul posto; costui aveva invece più volte confermato di essere sempre stato in compagnia del Gob*** e dì non averlo mai lasciato solo.

La deposizione del teste Orler è deposizione proveniente da militare intervenuto in loco nell'immediatezza dei fatti ed appare particolarmente degna di fiducia in virtù sia della posizione dì assoluta terzietà ed imparzialità del teste - viceversa il Berti aveva confermato di essere amico da tempo dell'imputato - sia per la particolare veste pubblica rivestita. E viene quindi in considerazione la deposizione resa dal sig. Mig*** Giampietro, il quale ha riferito: "... sono fratello dell'odierna parte civile. Il 27/7/02 ero a casa dei mìei, con la mia famiglia, ero sulla mansarda eravamo in vacanza. Eravamo da qualche giorno prima. Mi ricordo il giomo perché la mattina molto presto sono stato svegliato da più rumori di decespugliatori... sono stato svegliato alle 7 meno 20 ... ho chiamato i C.C. d'Ars***. Quando è arrivata la pattuglia sono uscito e si è avvicinato alla pattuglia il sig. Gob***. Non ricordo nessun altro. Ho sentito nominare Berti Aldo, non l'ho mai visto ... quel giorno non l'ho mai visto ... non ho visto nessun altro ... sono sicuro che non c'era nessuno ...".

Neppure tale teste ha visto il Berti presente in loco, nonostante le contrarie affermazioni dello stesso.

La deposizione dei teste Migtioretto Giampietro coincide e rafforza la deposizione del teste Orler.

La deposizione resa dal teste Berti Aldo si è pertanto dimostrata in insanabile contrasto con le deposizioni rese dai testi Mig*** Alessandro, Ted*** Tranquilla, Orler e Mig*** Giampietro.

La deposizione del teste Berti non ha trovato nessun riscontro nelle altre deposizioni acquisite.

Il radicale contrasto tra le deposizioni non pare possa essere spiegato con una mera svista o ad un difetto dì memoria da parte del Berti, il quale è stato sottoposto ad un stringente e prolungato esame anche da parte del giudicante, ha più volte confermato la propria versione ed è stato più volte ammonito della responsabilità che comporta l'ufficio di testimone anche prima del confronto.

Sul punto non potrà pertanto che seguire apposita segnalazione con separato atto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Belluno affinchè la stessa valuti l'eventualità di acquisire gli atti del procedimento in relazione all'ipotesi di eventuale falsa testimonianza a carico del testimone Berti Aldo, per il seguito dì competenza.

Va detto da ultimo che anche dalla visione della cassetta in udienza è apparso il Gob*** immortalato nell'atto di versare disinvoltamente e più volte un liquido da una bottìglia di plastica sui fiori posti al di fuori del locale.

Benché tale filmato appaia compatibile con la versione degli eventi data dalla persona offesa e dagli altri testi e benché il comportamento tenuto dal Gob*** e documentato dalla cassetta non possa essere spiegato in altro modo se non proprio con l'intento di rovinare i fiori della persona offesa (anche perché difficilmente si potrebbe sostenere l'ipotesi che il Gob*** in quel frangente li stesse semplicemente innaffiando con dell'innocua acqua, visto che i fiori si trovavano in una proprietà privata non sua e visti i pregressi difficili rapporti di vicinato e vista l'assenza di qualsìvoglia autorizzazione data in tal senso dal proprietario), pur tuttavia va rilevato che nel nastro non appare una data certa che permetta di meglio inquadrare temporalmente il filmato.

Per tale motivo non si ritiene di poter utilizzare il contenuto della cassetta visionata per poter giungere ad una declaratoria di responsabilità a carico dell'imputato, responsabilità che trova già adeguato conforto probatorio nelle concordanti ed univoche deposizione resi dalla persona offesa e dai testi Ted*** Tranquilla, Mig*** Giampietro e Orler.

Ritenuta pertanto la penale responsabilità dell'imputato in relazione ad entrambi le ipotesi di reato ipotizzate, unificate dal vincolo della continuazione stante l'evidente unicità del disegno criminoso avuto di mira dal Gob*** (ovvero il recare danno e molestia continua all'agriturismo), ritenuta l'applicabilità in concreto del minimo edittale previsto ex lege, più un modesto aumento per la continuazione, si perviene ad una pena finale di euro 300,00 di multa, oltre al pagamento delle spese processuali.

Non si ritiene concedibile beneficio delle attenuanti generiche ex art. 61 bis c.p., tenuto conto della complessiva condotta anche processuale dell'imputato della assoluta inescusabilìià dei fatto commesso.

Il riconoscimento della penale responsabilità dell'imputato comporta la correlativa condanna del medesimo al ristoro dei danni nascenti dal reato e sofferti dalla parte civile.

Sulla quantificazione degli stessi va rilevato che sì deve tener conto di tutte le circostanze complessivamente emerse dall'istruttoria e che non ci si può limitare acriticamente a rapportare il danno nascente dal reato a quello meramente rieavabìle da semplice valore venale delle piante distratte, invero notoriamente modesto.

Al riguardo, va tenuta presente innanzi tutto l'assoluta inescusabìlità della condotta tenuta dall'imputato, guidato dall'evidente fine dì recare molestia e disturbo al pacifico godimento dell'immobile senza alcun giustificato motivo; va poi considerato l'ulteriore deprecabile scopo ultimo avute evidentemente di mira dallo stesso, ovvero recare continua molestia al fine di provocare il prevedìbile allontanamento della persona offesa dalla propria proprietà e la correlativa ben prevedibile chiusura dell'attività commerciale; va considerata quindi la sofferenza patita dalla persona offesa, la quale si è vista sottoposta senza sua colpa ad un episodio continuato di danneggiamento alla propria proprietà; infine la necessità per il danneggiato di dotare la propria proprietà di un sistema di vìdeo sorveglianza, per prevenire e documentare futuri episodi analoghi di danneggiamento, con relativa spesa a proprio carico; la necessità di ricorrere al laboratorio privato, per riscontrare le presenza del sale, sopportando tutti gli oneri conseguenti, anche economici; la necessità di adire la Giustizia per ottenere finalmente ristoro del proprio buon diritto, ingiustamente calpestato; la necessità di presenziare a più udienze con l'ausilio di una difesa tecnica professionale.

Tali circostante fattuali non consentono di limitare il quantum della pretesa nsarcitoria al mero valore commerciale dei fiori rovinati.

La liquidazione dovrà pertanto avvenire in via equitativa e dovrà cercare di tradurre in corrispettivo economicamente apprezzabile tutte le circostanze sopra evidenziate, tenendo in ogni caso ben presente che la quantificazione dovrà assolvere anche ad una insopprimibile esigenza di prevenzione, nell'auspicio che l'imputato si renda cosi finalmente conto del disvalore morale e sociale della condotta tenuta e si astenga per il futuro dal commettere reati d'indole analoga a quelli per quali oggi si procede.

Sul punto, va rilevato che una quantificazione rapportata unicamente al valore commerciale delle piante - invero modesto - rischierebbe di ingenerare nell'autore de! fatto la convinzione di essersi assicurato la possibilità di infrangere la legge mediante la corresponsione alla persona offesa di un minimo importo economico; è evidente che una tale conseguenza finirebbe per svilire del tutto la finalità del Giudice di Pace, il quale è chiamato proprio a dirimere e se del caso sanzionare con pena pecuniaria economicamente congrua e significativa quei comportamenti che pur in sé e per sé considerati minimi da un'astratta prospettiva criminale rischiano però concretamente dì minare alla radice lapacifica convivenza sociale tra i privati. Alla luce di tutte le suesposte considerazioni si ritiene congruo ed equo quantificare i danni in un importo pari ad euro 1.000,00, oltre che al pagamento delle spese processuali.

Segue la condanna al ristoro delle spese di costituzione di parte civile, nella cui liquidazione si è dovuto necessariamente tener conto della lunghezza del processo - articolatesi in più udienze - nonché della tipologia e complessità delle questioni trattate anche in punto di rito, con distrazione a favore del procuratore che si è dichiarato antistatario.

P.Q.M.


Letti gli artt. 533 e 535 c.p.p.

dichiara

l'imputato colpevole del reato in rubrica scrittori e per l'effetto lo condanna alla pena di euro 300,00 di multa, oltre che al pagamento delle spese processuali.

Letto l'art. 538 c.p.p.,

condanna
 
l'imputato a risarcire in favore della costituita parte civile i danni nascenti da reato, da liquidarsi in via equitativa in euro 1.000,00, oltre che al pagamento delle spese di costituzione di parte civile liquidate in euro 2.300,00. oltre ad accessori, come per legge, con distrazione a favore del procuratore antistatario.

Feltre, 24/10/05.
 
Il Cancelliere B3 Francesca Giacometti

Il Giudice di Pace Avv. Nicola Parrocco

Depositato in Cancelleria il 5.11.05

 
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