| Camorra i diversivi delle «staffette Si fanno arrestare per far passare la droga |
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| Autore: Ass. psicologia e diritto | |||
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«Dobbiamo fare punti, morti e denaro!»: la battuta ad effetto recitata in «Gomorra» dai capi del clan degli scissionisti sarà pure una trovata ad effetto che carica di pathos il finale del film di Matteo Garrone, ma è la sintesi perfetta del «pensiero forte» che ispira le attività illecite della camorra
napoletana. Dietro quella formula «punti» (acquisire sempre più controllo del territorio), morti (eliminare la concorrenza) e «denaro» (riempire le casse del clan per poi reinvestire somme a nove zeri con ulteriori acquisti di sostenze stupefacenti) c’è la realtà che si vive quotidianamente a Scampia. Ma per centrare quei tre strategici obiettivi sono necessari sforzi notevoli, e servono uomini pronti a tutto. Per una volta tralasceremo gli omicidi. Soffermiamoci invece sui trucchi - ben noti a polizia e carabinieri - che tuttavia consentono agli scissionisti di aggirare improvvisi ostacoli che si parano sul loro cammino. Espedienti che muovono almeno dieci-dodici persone contemporaneamente. «In questi giorni - spiega un investigatore che ben conosce le realtà criminali delle zone a nord di Napoli - i “capi” se ne stanno rintanati in casa; escono e si fanno vedere il meno posssibile, e il freddo non c’entra...». Capita, però, che un boss debba spostarsi. In occasione dei summit, per esempio: ed è allora che scatta il piano di scorte. Il sistema è lo stesso utilizzato quando a bordo di un Suv, di un furgone o di una anonima utilitaria, si deve provvedere al trasporto di chili di droga dai depositi alle singole piazze di spaccio. La tecnica è semplice ma efficacissima. Sei ragazzi si posizionano a bordo di tre moto. Le prime due coppie vanno in avanscoperta nel percorso utilizzato dall’auto, la terza resta arretrata. Nel caso in cui si materializzino i posti di blocco, le prime due moto operano un diversivo capace di obbligare le Volanti della polizia o le Gazzelle dei carabinieri a far scattare l’inseguimento. Nel frattempo, via radio o attraverso il cellulare, si è già dato l’allarme al conducente della macchina, che in questo caso devia verso percorsi alternativi che consentiranno di evitare l’alt e la scoperta dei suoi carichi. In casi estremi le «procedure» prevedono addirittura che si sparino dei colpi di pistola in aria per costringere poliziotti o carabinieri a intervenire nell’inseguimento delle moto-civetta. Tanto, almeno nove su dieci, gli «specchiettisti» a bordo dei bolidi a due ruote riescono sempre a trovare una via di fuga. I numeri variano, ovviamente, a seconda del calibro e del peso del boss che viaggia in auto: e se si tratta poi di un latitante di peso, di un «pezzo da 90», i fiancheggiatori raddoppiano e girano armati, con il colpo in canna. Perché - oltre al rischio di incappare in un controllo delle forze dell’ordine - il rischio maggiore resta quello delle imboscate da parte di uomini delle cosche avversarie. Punti, soldi e denaro. In questa formula è incluso anche il capillare controllo delle zone, dei quartieri, e persino dei palazzi. Lo spaccio, si sa, avviene ormai all’interno degli androni dei condomini, i cui portoni d’ingresso vengono blindati e rinforzati con staffe di ferro che, una volta azionate dall’interno, consentono al pusher di guadagnare una via di fuga nei palazzoni di Scampia. Da mesi, ormai, il commissariato Scampia e i carabinieri della compagnia Stella non danno tregua al «sistema». E smantellano, grazie ai vigili del fuoco, giorno dopo giorno tutte le grate, i catenacci e i rinforzi abusivi dei palazzi. Per questo gli scissionisti hanno inaugurato una sorta di «welfare della camorra»: pagano alcune famiglie o persone insospettabili residenti negli stabili dello spaccio, i quali nascondono vedette e spacciatori per il tempo della durata dei controlli delle forze dell’ordine. Tu mi nascondi e mi eviti le manette, io ti ricompenso con denaro contante. La tariffa si aggira sui cento euro a settimana. Fonte: Il mattino L'articolo d'origine: Camorra i diversivi delle «staffette Si fanno arrestare per far passare la droga
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