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Autore: corriere.it
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Alcune riflessioni sulla sentenza emessa dal Tribunale di Torino nel caso che ha visto Fiat vs Annozero per un servizio giornalistico in cui sono state confrontate tre autovetture in una prova di velocità.
L'articolo su corriere.it |
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Autore: ipsoa.it
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Come annunciato, il nuovo Governo ha varato una nuova corposa manovra finanziaria che sostanzialmente si basa sulla crescita e sull'equita'. L'intervento tocca punti vitali del sistema fiscale e previdenziale e introduce disposizioni per ridurre i costi della politica e consolidare il sistema finanziario italiano ed internazionale. Vediamo in sintesi quali sono le novita' piu' rilevanti.
L'articolo su ipsoa.it |
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Autore: lavoce.info
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Rigore, equità e crescita sono i tre principi che Mario Monti ha indicato quali pilastri per le scelte di politica economica. Nella manovra varata dal suo governo c'è molto rigore, forse troppo. Poca equità. E soprattutto pochissima crescita. Il tempo a disposizione era limitato. Ma proprio perché siamo in condizioni di emergenza si poteva e si doveva fare di più. C'è comunque un miglioramento rispetto alle manovre estive, in particolare in materia previdenziale, deindicizzazione a parte, e nello spostare la tassazione dal lavoro ai patrimoni. Davvero molto, però, resta ancora da fare.
L'articolo di Tito Boeri e Fausto Panunzi su lavoce.info |
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Autore: Ass. VivInsieme
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Un istituto valido ed innovativo che può e deve essere ulteriormente perfezionato. Questa, in sintesi, l'autorevole opinione del Primo Presidente della Corte di Cassazione Ernesto Lupo contenuta nella sua "Relazione sull'amministrazione della Giustizia nell'anno 2010".
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Autore: avv. Antonio Pileggi
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Nota a cura dell'avv. Antonio Pileggi
In questa breve nota sollevo una questione di cui poco si parla. Le "pene" sulle quali voglio richiamare l'attenzione, non sono quelle trattate nel famoso saggio dell'illuminista milanese Cesare Beccaria, quindi non sono quelle che si scontano nelle patrie galere, ma quelle che colpiscono e che segnano la vita di ogni persona vittima delle attività delittuose. In Italia c'è una grande difficoltà a far valere i diritti di difesa da parte delle vittime di reati. Ciò si verifica prima, durante e dopo che sia instaurato un procedimento penale nei confronti degli autori di crimini. Ci sono le norme previste dall’art. 111 della Costituzione con riguardo al giusto processo e c'è l'obbligatorietà dell'azione penale per il P.M. Ma se il PM non si attiva tempestivamente e adeguatamente c'è il rischio di vedere sfumare ogni tentativo di difesa delle parti civili. Se poi consideriamo la lentezza tipica della Giustizia italiana e l'istituto della prescrizione, che è una vera "manna dal cielo" a favore degli imputati, cosa resta da fare alle vittime di atti delittuosi? Sta di fatto che alle parti civili rimangono spazi del tutto marginali entro cui esercitare il loro diritto di difesa. C'è un grande e diffuso impegno ad affinare gli strumenti di difesa dell'imputato ed è giusto che sia così anche perché l’art. 111 della Costituzione è molto puntuale su questo argomento. Ma a quando un impegno dei legislatori ad affinare gli istituti giuridici a difesa delle parti offese dei reati? Gli imputati, specialmente i colletti bianchi, sanno come destreggiarsi (con l’assistenza di bravi e valenti avvocati) fra le norme in vigore e, de jure condendo, fra le norme da far approvare dai legislatori perché siano rispettati al massimo tutti i loro diritti di difesa. E c’è di più. Per l’imputato eccellente, quasi sempre il giusto processo è un processo da far durare a lungo allo scopo di ottenere una “bella” e risolutiva prescrizione. Invece, le vittime dei reati sono vittime due volte. La prima quando subiscono gli effetti dannosi delle azioni o delle omissioni accertabili penalmente. La seconda quando si accorgono che devono disporre di ingenti somme di denaro per pagare spese legali a difesa dei loro diritti violati con atti di rilevanza penale. Chi è vittima di un'attività criminale si accorge, a sue spese, di avere a disposizione un ordinamento giuridico caratterizzato da norme non adeguate alla difesa puntuale dalla ritardata o dalla denegata giustizia. |
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