1 e 2 novembre, come vengono pagati in busta paga: l’effettiva retribuzione del weekend di Ognissanti

Novembre porta con sé un doppio appuntamento tra festa e ricordo: ma come incidono davvero il 1° e il 2 novembre sulla busta paga dei lavoratori italiani?

Sembra un paradosso, ma la cosa più importante per ogni lavoratore dipendente, ovvero la busta paga, per molti è un foglio di cifre e descrizioni incomprensibili. Una pecca che andrebbe superata ma che trova riscontro nel dubbio che sorge ogni anno in questo periodo e che accomuna molti subordinati.  

Con l’arrivo di novembre, molti lavoratori si fanno sempre la  domanda: come vengono pagati il 1° e il 2 novembre in busta paga? Le due giornate, molto vicine nel calendario, non hanno però lo stesso peso dal punto di vista economico e contrattuale. Se il giorno di Ognissanti, il 1° novembre, è considerato a tutti gli effetti una festività nazionale, la Commemorazione dei defunti del 2 novembre è invece una ricorrenza religiosa, ma non festiva per legge. Comprendere questa differenza è fondamentale, perché incide sullo stipendio mensile, soprattutto per chi lavora nel weekend o in turni festivi.

Molti pensano che entrambe le giornate garantiscano un compenso aggiuntivo, ma non è così. La distinzione tra “festivo” e “non festivo” è regolata da norme precise e dai contratti collettivi, che determinano chi ha diritto a una maggiorazione in busta paga e chi, invece, percepirà la normale retribuzione. In altre parole, il primo novembre rappresenta un’opportunità per guadagnare di più, mentre il secondo è una giornata lavorativa come le altre.

Gli italiani spesso non hanno le idee chiare su ciò che spetta loro e viceversa, lavorativamente parlando. Una caratteristica che non porta giovamento soprattutto a chi tutti i giorni si alza dal letto per andare a lavorare  sotto le dipendenze di qualcuno. E quindi al lavoratore stesso. 

Due giorni simili ma diversi

Eppure, basta guardare il calendario per capire come vengono trattati i giorni in busta paga e nello specifico il primo e il due novembre

1 e due novembre
1 e 2 novembre non vengono conteggiati allo stesso modo in busta paga – diritto

Il 1° novembre, giorno di Ognissanti, è una delle festività riconosciute dalla legge italiana (legge n. 260 del 27 maggio 1949). Questo significa che tutti i lavoratori dipendenti hanno diritto a essere pagati anche se non prestano servizio. Chi quel giorno resta a casa riceve comunque la retribuzione piena, come se avesse lavorato normalmente.

Diverso è il caso di chi lavora il 1° novembre: in quel caso, la paga è maggiorata. La percentuale del compenso extra varia in base al contratto collettivo nazionale (CCNL) di riferimento, ma in generale oscilla tra il 30% e il 50% in più rispetto alla paga ordinaria. In pratica, chi lavora a Ognissanti non solo non perde la giornata, ma guadagna di più. Per questo motivo, il 1° novembre è considerato un giorno “positivo” per la busta paga, a prescindere dal fatto che si lavori o meno.

Il 2 novembre, dedicato alla Commemorazione dei defunti, non rientra tra le festività riconosciute dalla legge. È una ricorrenza religiosa, ma non comporta diritti economici particolari. Se cade in un giorno lavorativo, il dipendente percepisce la normale retribuzione, senza alcuna maggiorazione. Se invece coincide con il giorno di riposo, non dà diritto a recuperi o compensi aggiuntivi.

Questo significa che, dal punto di vista della busta paga, il 2 novembre viene trattato come un giorno ordinario: non ci sono indennità, bonus o maggiorazioni, anche se molte aziende scelgono comunque di concedere permessi o ferie in quella data per agevolare i lavoratori.

La normativa italiana prevede che i giorni festivi siano retribuiti anche se non lavorati, e che chi lavora in tali date riceva una maggiorazione economica. Tuttavia, la legge non obbliga il dipendente a lavorare nei festivi, a meno che non operi in settori essenziali o continuativi (come sanità, sicurezza o trasporti). Lo ha chiarito anche la Corte di Cassazione, secondo cui il lavoro festivo deve essere concordato tra azienda e dipendente.

Nota informativa: I contenuti di questo articolo hanno valore puramente divulgativo e non costituiscono consulenza legale professionale. Verificare sempre le fonti ufficiali o consultare un esperto.
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