800 euro a portata di mano: come ottenere il Superbonus prima che scada il termine

È l’ultima occasione per accedere all’indennità mensile dedicata ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS: requisiti, scadenze e come fare domanda.

Il mondo del lavoro in Italia è variegato: se da una parte ci sono tantissimi lavoratori dipendenti, ne esistono altri che lavorano autonomamente come professionisti, consulenti, freelance, piccoli imprenditori. Sono i pilastri dell’economia reale, quella fatta di Partite IVA che ogni giorno producono valore e innovazione, spesso senza la sicurezza di un reddito stabile o di tutele adeguate.

A differenza dei lavoratori dipendenti, chi lavora in autonomia vive costantemente nell’incertezza. Le entrate variano di mese in mese, i costi fissi non mancano mai e la burocrazia, spesso, è un ostacolo più che un aiuto. In tempi di crisi economica o di calo delle commesse, non esistono ferie pagate o cassa integrazione: serve arrangiarsi, o trovare strumenti di sostegno mirati.

Ed è proprio per queste situazioni che nasce l’ISCRO, una misura poco conosciuta ma potenzialmente vitale per molti lavoratori autonomi. Si tratta di un’indennità economica, una sorta di “paracadute” temporaneo per chi ha subito un forte calo di reddito. L’importo può arrivare fino a 800 euro al mese per sei mesi, ma la finestra per fare domanda sta per chiudersi.

Ultimi giorni per chiedere l’ISCRO

Il termine per presentare la domanda scade il 31 ottobre, e si tratta di una data da segnare in rosso. L’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO) è rivolta ai titolari di Partita IVA iscritti alla Gestione Separata INPS, ossia quella categoria che comprende freelance, consulenti e autonomi senza cassa professionale.

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Il contributo è calcolato in base ai redditi degli ultimi due anni: più basso è il reddito dichiarato, maggiore sarà l’indennità spettante. L’importo varia infatti da 250 a 800 euro mensili, erogati per un periodo massimo di sei mesi consecutivi. Per poter accedere al bonus, servono alcuni requisiti ben precisi:

  • La Partita IVA deve essere attiva da almeno tre anni e riferita alla stessa attività per cui si è iscritti alla Gestione Separata.
  • Il reddito dell’anno precedente non deve superare i 12.000 euro.
  • Deve esserci stata una riduzione del reddito di almeno il 50% rispetto alla media dei due anni precedenti.
  • Non bisogna percepire altre forme di sostegno economico, come la NASpI o l’assegno di disoccupazione.

L’INPS, dopo aver ricevuto la domanda, verifica i dati fiscali tramite l’Agenzia delle Entrate e calcola l’indennità spettante. Il pagamento, in caso di esito positivo, viene accreditato mensilmente sul conto indicato dal richiedente.

Tuttavia non tutti possono presentare la domanda. Chi ha già beneficiato dell’ISCRO nel 2024 non potrà farlo di nuovo nel 2025. Inoltre, se nel corso dei sei mesi di erogazione il lavoratore chiude la Partita IVA o passa a un altro regime previdenziale, perde automaticamente il diritto all’indennità.

È importante ricordare che l’ISCRO non è un bonus automatico: va richiesta online attraverso il portale INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS. La procedura è semplice, ma richiede attenzione: basta un errore o un’informazione mancante per vedersi respinta la domanda.

Nota informativa: I contenuti di questo articolo hanno valore puramente divulgativo e non costituiscono consulenza legale professionale. Verificare sempre le fonti ufficiali o consultare un esperto.
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