È stato finalmente sottoscritto il rinnovo della parte economica del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per un comparto lavorativo.
Questa intesa coinvolge circa 1,2 milioni di lavoratori pubblici, di cui circa 850mila sono docenti delle scuole di ogni ordine e grado. La firma è avvenuta il 5 novembre presso l’ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) e prevede un aumento medio degli stipendi e il riconoscimento degli arretrati, che secondo le prime stime potrebbero essere corrisposti tra dicembre 2025 e gennaio 2026.
Le risorse stanziate per il rinnovo contrattuale sono state distribuite attraverso le Leggi di bilancio degli ultimi anni ed ammontano complessivamente a circa 3 miliardi di euro. A queste si aggiungono 240 milioni di euro previsti dal recente Decreto Maturità, approvato dalla Camera il 28 ottobre scorso, che contribuisce ad incrementare il fondo a disposizione per i trattamenti economici del personale scolastico.
L’accordo stabilisce aumenti medi pari a circa 150 euro lordi mensili su tredici mensilità, con oscillazioni in base all’anzianità di servizio e alla qualifica. Gli insegnanti potranno beneficiare di incrementi fino a 185 euro mensili, mentre i ricercatori e i tecnologi del settore potranno arrivare a 240 euro. Gli arretrati accumulati, relativi al periodo di vigenza del precedente contratto, potrebbero raggiungere per i docenti una cifra media di 1.450 euro, con punte che sfiorano i 2.000 euro.
Aumenti previsti seguendo le fasce
- Docenti della scuola dell’infanzia e primaria: tra 110 e 159 euro lordi al mese;
- Docenti diplomati nelle scuole secondarie di secondo grado: tra 110 e 164 euro;
- Docenti della scuola media: tra 119 e 176 euro;
- Docenti laureati nelle scuole secondarie di secondo grado: da 119 fino a 185 euro.
Questi importi sono influenzati da vari fattori, quali gli anni di servizio, l’ordine e il grado scolastico di appartenenza e il titolo di studio posseduto.

L’aspetto legato al pagamento degli arretrati rappresenta uno dei nodi più attesi dal personale scolastico. Secondo le dichiarazioni di Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, è probabile che le somme che comprendono sia gli aumenti mensili sia gli arretrati vengano corrisposte entro la fine del 2025 o all’inizio del 2026. Tuttavia, restano alcune incertezze sulla tempistica precisa, legate anche alle procedure amministrative di liquidazione.
Castellana ha inoltre sottolineato che, nonostante il rinnovo rappresenti un passo avanti, le risorse stanziate non sono sufficienti a coprire interamente l’inflazione registrata negli ultimi tre anni, né a colmare il divario salariale esistente nel comparto scuola. Ha evidenziato, però, che l’incremento previsto è il massimo ottenibile con le risorse attualmente disponibili, considerando che circa 110 milioni destinati al fondo d’istituto sono stati dirottati direttamente ai lavoratori tramite l’aumento del trattamento economico.