Il saldo IMU va versato entro il 16 dicembre 2025, e chi non effettuerà il pagamento entro questa data dovrà fare i conti con le sanzioni aggiornate.
Si avvicina la scadenza per il versamento del saldo IMU, fissata al 16 dicembre 2025. Questa imposta, di competenza comunale e applicata su immobili diversi dalla prima casa, inclusi terreni agricoli ed edificabili, rappresenta un obbligo fiscale importante per molti contribuenti italiani.
Tuttavia, spesso il saldo IMU viene dimenticato, esponendo i ritardatari a sanzioni pecuniarie che, dal 1° settembre 2024, sono state oggetto di modifiche normative rilevanti.
Novità sulle sanzioni per l’omesso versamento IMU dal 1° settembre 2024
Il Decreto 87 del 14 giugno 2024, noto come Decreto Sanzioni, ha introdotto cambiamenti significativi nel sistema punitivo tributario, con l’obiettivo di rendere più proporzionate e meno onerose le sanzioni per omesso o ritardato pagamento di imposte come l’IMU. In particolare, è stata prevista una riduzione della sanzione dal 30% al 25% sull’importo non versato, valida per le violazioni commesse a partire dal 1° settembre 2024.
Questa modifica riguarda non solo le sanzioni ordinarie, ma anche le penalità applicate in caso di ravvedimento operoso, cioè quando il contribuente decide di regolarizzare spontaneamente la propria posizione entro determinati termini.

Se il pagamento viene effettuato entro 90 giorni dalla scadenza, la sanzione si dimezza, passando al 12,5%. Ulteriori riduzioni sono previste per i ritardi inferiori ai 15 giorni: in tal caso, la sanzione è calcolata come un quindicesimo del valore originario per ogni giorno di ritardo, corrispondente allo 0,83% giornaliero.
Dettaglio delle sanzioni per versamenti IMU in ritardo
Analizzando nel dettaglio le sanzioni per chi non rispetta la scadenza del 16 dicembre per il saldo IMU o quella del 16 giugno per l’acconto:
- Per ritardi superiori a 90 giorni, la sanzione è del 25% sull’importo dovuto.
- Per ritardi fino a 90 giorni, la sanzione si riduce a metà, ossia al 12,5%.
- Per ritardi fino a 15 giorni, la sanzione è ulteriormente ridotta a circa 0,83% per ogni giorno di ritardo.
Queste disposizioni si applicano esclusivamente alle violazioni commesse dopo l’entrata in vigore del decreto, mentre per le violazioni antecedenti continuano a valere le regole precedenti, con sanzioni più elevate.
L’importanza del saldo IMU e i rischi del mancato pagamento
L’IMU, che colpisce in particolare gli immobili diversi dall’abitazione principale, rappresenta una fonte importante di entrate per i comuni, destinata a finanziare servizi locali. Il mancato o ritardato versamento dell’imposta può comportare non solo sanzioni economiche ma anche l’iscrizione a ruolo del debito, con ulteriori aggravi.
In un contesto fiscale in continua evoluzione, è fondamentale per i contribuenti rimanere aggiornati sulle scadenze e sulle modifiche normative, come quelle introdotte dal Decreto 87/2024. La riduzione delle sanzioni mira a incentivare la regolarizzazione spontanea, ma non elimina la necessità di rispettare con precisione le date di pagamento.
Per evitare queste penalità, è possibile avvalersi del ravvedimento operoso, che consente di limitare la quota sanzionatoria se il pagamento viene effettuato entro tempi brevi dal termine previsto.