Se hai più di 63 anni puoi richiedere fino a 1.500 euro: bastano questi requisiti ma bisogna sbrigarsi

La scadenza del 30 novembre si avvicina rapidamente, segnando l’ultima opportunità dell’anno per presentare domanda di Ape sociale.

C’è l’opportunità di anticipare il pensionamento per chi ha compiuto almeno 63 anni e 5 mesi, ma il termine ultimo della richiesta è più vicino che mai.

Questa misura di sostegno, confermata anche nella manovra di bilancio 2026, continua a rappresentare un importante strumento per chi si trova in condizioni di particolare fragilità lavorativa o personale, consentendo di ricevere un assegno mensile fino a 1.500 euro lordi.

Ape sociale: cos’è e come funziona nel 2025

L’Ape sociale è un’indennità economica mensile che accompagna il lavoratore fino al raggiungimento dell’età pensionabile di vecchiaia, attualmente fissata a 67 anni, con un progressivo aumento previsto dal 2027 in base all’adeguamento alla speranza di vita. L’importo massimo erogabile è pari a 1.500 euro lordi per dodici mensilità e non può essere cumulato con altre forme di sostegno al reddito legate alla disoccupazione.

È importante sottolineare che le domande inoltrate dopo il 30 novembre saranno valutate solo se residuano fondi dopo aver esaminato tutte le richieste presentate nelle finestre precedenti, pertanto non è garantito l’accesso automatico.

Chi può accedere all’Ape sociale: requisiti e categorie tutelate

Per ottenere l’Ape sociale è necessario soddisfare diversi requisiti, tra cui l’età minima di 63 anni e 5 mesi e specifici requisiti contributivi, che variano a seconda della categoria di appartenenza:

Se hai più di 63 anni puoi richiedere fino a 1.500 euro
Come richiedere i 1500 euro – diritto.net
  • Lavoratori disoccupati con almeno 30 anni di contributi, che abbiano perso il lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa o scadenza di contratto a termine, con almeno 18 mesi di lavoro negli ultimi tre anni e conclusa la fruizione dell’indennità di disoccupazione.
  • Caregiver familiari che assistono un parente convivente con handicap grave da almeno sei mesi e che abbiano maturato almeno 30 anni di contributi.
  • Invalidi civili con una invalidità pari o superiore al 74% e almeno 30 anni di contributi.
  • Addetti a lavori gravosi, categoria per la quale la soglia contributiva sale a 36 anni (ridotta a 32 per alcune professioni come edili e ceramisti), con almeno sette anni di lavoro gravoso negli ultimi dieci o sei negli ultimi sette anni.

La normativa prevede inoltre un beneficio per le donne, che possono ridurre la soglia contributiva di un anno per ogni figlio, fino a un massimo di due anni.

Lavori gravosi riconosciuti e modalità di presentazione della domanda

L’elenco delle attività considerate gravose è ampio e include docenti della scuola primaria e dell’infanzia, tecnici della salute, operatori sanitari e sociali, lavoratori agricoli, artigiani, conduttori di impianti, addetti alla raffinazione del gas e del petrolio, oltre a numerose altre professioni caratterizzate da condizioni lavorative particolarmente impegnative.

Le domande devono essere presentate esclusivamente online tramite i canali ufficiali dell’INPS, entro le scadenze fissate per le finestre di accesso: 31 marzo, 15 luglio e ultima chiamata il 30 novembre 2025. È possibile inoltrare una richiesta preliminare già entro il 31 dicembre 2025, mentre chi possiede tutti i requisiti e ha cessato l’attività lavorativa può presentare direttamente la domanda di accesso alla prestazione, anche durante la fase di verifica.

Il processo di valutazione delle domande è gestito congiuntamente da Ministero del Lavoro, INPS, INAIL, ANPAL e INL, che effettuano controlli approfonditi sulla veridicità delle dichiarazioni dei richiedenti e dei datori di lavoro. Chi intende beneficiare dell’Ape sociale deve quindi muoversi con tempestività per non perdere questa importante opportunità di uscita anticipata dal mondo del lavoro.

Nota informativa: I contenuti di questo articolo hanno valore puramente divulgativo e non costituiscono consulenza legale professionale. Verificare sempre le fonti ufficiali o consultare un esperto.
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