Negli ultimi anni gli incentivi hanno aiutati un po’ tutte le categorie di cittadini ad affrontare la forte crisi economica che ha avuto luogo in seguito alla pandemia di Covid-19. Ad oggi, c’è un nuovo bonus che può essere di grande supporto in ambito lavorativo.
Sono molti, infatti, coloro che vogliono portare avanti determinati progetti, e un sostegno economico è fondamentale per mettere in atto quanto si desidera. Ecco, dunque, i dettagli del nuovo incentivo fino a 40.000€ senza rendicontazione.
Contributi a fondo perduto: requisiti e modalità di accesso
Prosegue il sostegno ai giovani agricoltori con contributi a fondo perduto fino a 40.000 euro, destinati a favorire il ricambio generazionale nel settore agricolo, cruciale per l’economia italiana e per la sicurezza alimentare europea. Le iniziative, attive fino al 9 febbraio 2026, sono parte di un più ampio quadro di interventi nazionali, regionali e comunitari, finalizzati a incentivare l’insediamento di giovani imprenditori agricoli in tutta Italia, con particolare attenzione a regioni come il Trentino-Alto Adige e il Veneto.

I contributi sono riservati a giovani agricoltori di età compresa tra 18 e 41 anni che si insediano per la prima volta come capo azienda agricola. Al momento della domanda, occorre aver avviato l’attività da non più di 24 mesi e presentare un piano aziendale dettagliato, che sarà valutato sulla base della sua efficacia tecnica ed economica. La dimensione minima dell’azienda deve garantire almeno 300 ore di lavoro agricolo, con l’impegno a mantenere una dimensione lavorativa annua di 2080 ore (equivalenti a un’unità di lavoro uomo full time) per almeno dieci anni.
Dal punto di vista professionale, è necessario possedere una formazione specifica: titolo universitario in agraria, forestale o veterinaria, diploma tecnico agricolo, o brevetto professionale di imprenditore agricolo (BPIA). Inoltre, il richiedente deve essere qualificato come imprenditore agricolo professionale (IAP) e iscritto all’Archivio provinciale delle imprese agricole (APIA).
La domanda di contributo va inoltrata esclusivamente online, tramite il sistema informativo agricolo provinciale SRTrento (https://srt.infotn.it), con autenticazione tramite CIE, SPID o CPS e firma digitale obbligatoria. Entro 60 giorni dalla scadenza del bando sarà pubblicata la graduatoria di merito. Il contributo viene erogato in due tranche: la prima di 30.000 euro dopo l’approvazione, garantita da fideiussione bancaria o assicurativa, la seconda di 10.000 euro a saldo, subordinata al rispetto del piano aziendale.
Incentivi regionali: il caso del Veneto e del Trentino-Alto Adige
La Regione Veneto ha stanziato un fondo analogo per giovani agricoltori under 41 che si insediano come capi azienda, con contributi forfettari fino a 40.000 euro. Il bando, aperto fino al 16 gennaio 2026, richiede un piano di sviluppo aziendale e prevede la possibilità di abbinare ulteriori interventi per migliorare competitività, sostenibilità e diversificazione. Le domande devono riguardare imprese iscritte all’Anagrafe del Settore Primario e alla Camera di Commercio veneta, escludendo i trasferimenti aziendali tra coniugi o derivanti da suddivisioni familiari.
Nel Trentino-Alto Adige, regione autonoma a statuto speciale con capoluogo Trento e Bolzano, la politica di sostegno ai giovani agricoltori si inserisce in un contesto caratterizzato da una forte attenzione al mantenimento delle tradizioni agricole e linguistiche, e da un sistema istituzionale che valorizza le peculiarità locali. Qui, oltre ai contributi statali e regionali, sono attivi incentivi specifici per favorire l’insediamento giovanile anche in aree montane e linguisticamente diverse, con un occhio di riguardo alle minoranze ladine, mocheno e cimbra.
Il quadro europeo e la PAC 2023-2027
A livello comunitario, la Politica Agricola Comune (PAC) 2023-2027 dedica risorse significative al sostegno dei giovani agricoltori, stabilendo che almeno il 3% del budget per i pagamenti diretti sia destinato a questo scopo. La PAC prevede pagamenti complementari al reddito, aiuti all’avviamento e incentivi agli investimenti, con un approccio che punta a coniugare sostenibilità economica, sociale e ambientale. Gli Stati membri personalizzano le misure in base alle proprie specificità, integrando il supporto europeo con politiche nazionali e regionali.
In particolare, la Commissione europea e la Banca europea per gli investimenti hanno confermato un impegno finanziario di quasi 1 miliardo di euro per sostenere l’agricoltura e la bioeconomia, di cui una quota significativa destinata a giovani imprenditori agricoli in Italia.
Con queste azioni integrate, si punta a contrastare l’invecchiamento della popolazione agricola, incrementare la competitività delle aziende e valorizzare le aree rurali, creando così condizioni favorevoli per il futuro dell’agricoltura italiana ed europea.