Nel 2026 confermata la flat tax agevolata per nuove partite IVA, con limiti aggiornati su ricavi e redditi da lavoro dipendente. Ecco cosa cambia per autonomi e professionisti
Il regime forfettario continua a rappresentare una scelta privilegiata per i lavoratori autonomi e i piccoli imprenditori italiani anche nel 2026, mantenendo conferme e novità importanti. L’aliquota agevolata al 5%, pensata per favorire l’avvio di nuove attività, resta pienamente valida, mentre sono stati ribaditi e aggiornati i criteri di accesso all’agevolazione, fondamentali per evitare l’uscita dal regime.
I requisiti fondamentali per accedere al regime forfettario nel 2026
A seguito delle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2023 e confermate nel 2026, il limite massimo di ricavi e compensi per poter usufruire del regime è stato portato a 85.000 euro annui. Superare questa soglia ma restare entro i 100.000 euro comporta l’uscita dal regime a partire dall’anno fiscale successivo. Nel caso di ricavi superiori ai 100.000 euro, invece, la fuoriuscita è immediata e si deve passare al regime ordinario.
Un altro paletto significativo riguarda il reddito da lavoro dipendente o assimilato percepito nell’anno precedente. La soglia, originariamente fissata a 30.000 euro, è stata incrementata a 35.000 euro con la Manovra di Bilancio 2025 e confermata anche per il 2026. Questo ampliamento consente a un numero maggiore di contribuenti di accedere o restare nel regime forfettario con part-time o redditi misti.
L’aliquota agevolata al 5%: condizioni e durata nel 2026
L’elemento più attrattivo del regime forfettario rimane l’imposta sostitutiva ridotta al 5%, applicabile per i primi cinque anni di attività. Tale aliquota è riservata a chi apre una nuova partita IVA, a condizione che non abbia svolto attività d’impresa, professionale o artistica nei tre anni precedenti, nemmeno in forma associata o familiare. Inoltre, la nuova attività non deve essere una mera prosecuzione di un’attività precedente, con eccezione per le pratiche obbligatorie di alcune professioni.

Per chi ha iniziato la propria attività nel 2026, questa aliquota agevolata sarà valida fino al 2030, dopodiché si applicherà automaticamente l’aliquota ordinaria del 15%. La stessa regola vale per chi ha già iniziato in anni precedenti e non ha esaurito il quinquennio agevolato.
Semplificazioni fiscali e tassazione nel regime forfettario 2026
Il regime forfettario sostituisce l’IRPEF e le addizionali regionali e comunali con un’unica imposta sostitutiva, semplificando così la gestione fiscale. La tassazione si basa su un coefficiente di redditività associato al codice ATECO specifico dell’attività, che determina la quota di ricavi tassabile.
Nel 2026, l’aliquota ordinaria è confermata al 15%, mentre l’aliquota ridotta al 5% continua a rappresentare un incentivo per i nuovi imprenditori e professionisti. Questa struttura consente di mantenere un equilibrio tra semplificazione e incentivi fiscali, sostenendo la crescita di piccole realtà economiche senza appesantire la burocrazia.
Gli interventi normativi degli ultimi anni hanno rafforzato il ruolo del regime forfettario come strumento di politica fiscale, garantendo regole più chiare e una maggiore accessibilità, in particolare per chi combina redditi da lavoro autonomo e dipendente. Il regime si conferma quindi una scelta strategica per molti contribuenti nel 2026, grazie a requisiti di accesso più flessibili e a un sistema di tassazione agevolato e trasparente.