Finanziamenti e prestazioni: tassi soglia per condanne di usura anche in assenza di interesse o agio sulle erogazioni liberali di somme
Negli ultimi anni, il fenomeno dell’usura ha assunto una rilevanza sempre maggiore nel panorama finanziario italiano. L’usura, infatti, rappresenta una pratica illegale che prevede l’applicazione di tassi di interesse eccessivamente elevati su prestiti o finanziamenti erogati a privati o imprese. Tuttavia, è importante sottolineare che la legge italiana prevede la possibilità di condannare per usura anche in assenza di interesse o agio sulle erogazioni liberali di somme.
La normativa italiana in materia di usura è contenuta nel Codice Penale, all’articolo 644. Questo articolo stabilisce che chiunque, in qualsiasi forma, concede prestiti o finanziamenti a tassi di interesse usurari, ovvero superiori al tasso soglia stabilito dalla legge, è punito con la reclusione da 1 a 5 anni e con una multa da 5.000 a 50.000 euro. Il tasso soglia, invece, è stabilito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e viene aggiornato periodicamente.
È importante sottolineare che la condanna per usura può essere applicata anche in assenza di interesse o agio sulle erogazioni liberali di somme. Questo significa che, anche se il finanziamento o il prestito viene concesso senza l’applicazione di interessi o spese aggiuntive, è comunque possibile incorrere in una condanna per usura se il tasso effettivo applicato supera il tasso soglia stabilito dalla legge.
La legge italiana, infatti, considera usura non solo l’applicazione di tassi di interesse eccessivamente elevati, ma anche la concessione di finanziamenti o prestiti a condizioni che, per la loro onerosità o vessatorietà, sono inique o sproporzionate rispetto al valore della prestazione o al rischio connesso all’operazione. Questo significa che, anche in assenza di interessi o spese aggiuntive, se il finanziamento o il prestito viene concesso a condizioni che risultano sproporzionate rispetto al valore della somma erogata, si può incorrere in una condanna per usura.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26992 del 2018, ha ribadito che la condanna per usura può essere applicata anche in assenza di interesse o agio sulle erogazioni liberali di somme. Secondo la Corte, infatti, l’usura non riguarda solo l’applicazione di tassi di interesse eccessivamente elevati, ma anche la concessione di finanziamenti o prestiti a condizioni che risultano sproporzionate rispetto al valore della prestazione o al rischio connesso all’operazione.
È altresì importante sottolineare che la condanna per usura può essere applicata non solo nei confronti del soggetto che concede il finanziamento o il prestito, ma anche nei confronti del soggetto che ne beneficia. Questo significa che, se un privato o un’impresa accetta un finanziamento o un prestito a condizioni che risultano sproporzionate rispetto al valore della somma erogata, può essere condannato per usura insieme al soggetto che ha concesso il finanziamento o il prestito.
In conclusione, possiamo quindi dire che la legge italiana prevede la possibilità di condannare per usura anche in assenza di interesse o agio sulle erogazioni liberali di somme. La condanna per usura può essere applicata non solo in caso di applicazione di tassi di interesse eccessivamente elevati, ma anche in caso di concessione di finanziamenti o prestiti a condizioni sproporzionate rispetto al valore della prestazione o al rischio connesso all’operazione. È importante prestare attenzione alle condizioni dei finanziamenti o dei prestiti che si accettano, al fine di evitare di incorrere in una condanna per usura. A parere di chi scrive, è fondamentale che le autorità competenti intensifichino i controlli e le sanzioni per contrastare il fenomeno dell’usura anche in assenza di interesse o agio sulle erogazioni liberali di somme, al fine di tutelare i cittadini e le imprese da pratiche finanziarie illegali e dannose.