Addio IMU 2025, esenzione totale per questa categoria: la novità che aspettavano tutti

Con la scadenza del pagamento dell’IMU fissata per il 16 dicembre 2025, molti contribuenti che hanno acquistato la propria abitazione principale nel secondo semestre del 2025 potrebbero trovarsi di fronte a dei dubbi riguardo al pagamento della tassa.

La domanda che si pongono in molti è se, e in che misura, possano usufruire dell’esenzione per l’immobile acquistato, e quali siano le condizioni da rispettare per poterla ottenere. Nonostante le regole relative all’IMU siano ben definite, la loro applicazione può risultare complessa, in particolare in caso di situazioni particolari che sfuggono a una semplice interpretazione.

L’esenzione dall’IMU per l’abitazione principale non è una prerogativa automatica, ma dipende dal fatto che l’immobile soddisfi i requisiti stabiliti dalla legge. È importante sottolineare che, per poter accedere all’esenzione, l’immobile deve effettivamente essere utilizzato come abitazione principale e non come una seconda casa travestita da residenza principale. In altre parole, un’abitazione deve essere abitata stabilmente dal proprietario e dai membri del suo nucleo familiare, e deve risultare da un punto di vista anagrafico come la residenza principale.

Addio IMU 2025, esenzione totale per questa categoria: la novità che aspettavano tutti

Un altro punto cruciale riguarda le possibili “zone grigie” che potrebbero far sorgere dei controlli da parte degli Enti Locali. Ad esempio, se un immobile, pur essendo formalmente l’abitazione principale, viene utilizzato come seconda casa, il contribuente rischia di non poter beneficiare dell’esenzione, con la conseguente obbligatorietà del pagamento dell’IMU.

La Legge di Bilancio 2020 (Legge 160/2019) offre una definizione chiara di “abitazione principale” nell’ambito dell’IMU. In base a questa normativa, un immobile è considerato abitazione principale se si tratta dell’unica unità immobiliare di proprietà del soggetto e se è destinato a essere abitato stabilmente da lui e dal suo nucleo familiare. Inoltre, la residenza anagrafica deve coincidere con il luogo di dimora abituale, il che implica che, per accedere all’esenzione, il proprietario e i membri del suo nucleo familiare devono risiedervi anagraficamente.

Tuttavia, la questione si complica quando ci sono più immobili di proprietà all’interno dello stesso nucleo familiare. Se i componenti della famiglia stabiliscono la residenza in abitazioni diverse, anche se situate nello stesso Comune o in Comuni differenti, l’esenzione si applicherà solo a uno degli immobili, scelto dal nucleo familiare. Questa interpretazione della legge è stata recentemente riconsiderata dalla Corte Costituzionale, che ha modificato il quadro normativo.

Nel 2022, la Corte Costituzionale ha emesso la sentenza n. 209, che ha avuto un impatto significativo sulla definizione di abitazione principale per quanto riguarda l’esenzione IMU. La Corte ha stabilito che la possibilità di applicare l’esenzione non dipende più dalla residenza anagrafica di tutti i membri del nucleo familiare, ma esclusivamente dalla residenza e dalla dimora abituale del soggetto proprietario dell’immobile.

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