In vigore la legge anticriminalità  informatica

Dal 5 aprile è in vigore anche in Italia la Convenzione di Budapest del 2001 sulla criminalità informatica. Ha come primo obbiettivo la persecuzione di tutti gli atti criminali perpetrati attraverso l’uso del computer e di internet. Ad essere nel mirino sono tutti i reati che violano i diritti d’autore, le frodi, la pedopornografia e la sicurezza delle reti (come gli scherzetti combinati dai “pirati” informatici).

Le condanne dei fannulloni

Statali, ecco le sentenze della Corte dei Conti. Il giudice che ha fatto 18 udienze in 10 anni.
Il primario che faceva interventi estetici in ospedale, condannato a restituire alla Regione Toscana 72 mila euro. 
I centralinisti della Regione che chiamavano dall’ufficio amici e parenti. Ora devono pagare la bolletta: cinquemila euro.

Opinioni: Andate a votare, comunque

La legge elettorale è incivile. Ma ci sono almeno tre motivi per votare comunque. Le liste bloccate danno molte informazioni sulle vere priorità dei partiti e su come interpretano il rinnovamento della classe politica: dalle quote rosa eluse al ringiovanimento spesso solo di facciata, mentre nella nuova Camera ci saranno almeno dodici deputati già condannati. Non è vero che i programmi dei due maggiori schieramenti sono uguali. L’unica cosa che hanno in comune è il fatto di essere libri dei sogni. E sulla legge elettorale, non tutti i partiti vogliono davvero cambiarla.

Il 13 e 14 aprile andremo a votare con una legge elettorale da paese incivile. Sembra fatta apposta per incoraggiare l’astensione al voto. Ci ha fatto assistere, prima, all’avvilente spettacolo di segretari di partito che contrattano con potenziali alleati e correnti interne sui nomi, oltre che sul numero, dei singoli deputati e senatori sicuri. Grazie a questa legge ignobile abbiamo poi potuto leggere sui giornali nomi e cognomi dei “nostri” eletti nelle varie circoscrizioni un mese prima del voto. Naturale chiedersi: ma perché andare a votare se tanto hanno già scelto loro?

Eppure ci sono tre motivi per cui andremo a votare e invitiamo tutti voi a fare altrettanto.  (….)

Diritto di critica – Apprezzamenti negativi del cliente sull’operato del legale

A seguito della conclusione di una vicenda di carattere stragiudiziale, un cliente invia una lettera al proprio avvocato  criticando l’operato di quest’ultimo. L’avvocato, considerando le espressioni usate nella lettera lesive della sua immagine professionale, cita il cliente contestandogli i reati di ingiuria e diffamazione.