Avvocati, il praticante si salva dagli studi di settore anche se ha da tempo la partita Iva

Segna un punto decisivo nella sua partita contro il Fisco la procuratrice legale che si era vista applicare gli studi di settore solo perché da praticante ha avuto per tre anni la partita Iva. Che, chiarisce la Cassazione, non è indice della produzione di reddito. L’articolo su lastampa.it

Milano ha 20 mila avvocati,la metà di tutta la Francia

Il gran numero di legali in Italia (ormai 230.000, circa 15.000 in più all’anno) non è certo una novità, tanto che al tradizionale seminario economico  di Cernobbio  Piercamillo Davigo è tornato per l’ennesima volta a cavalcare un argomento (ci sono troppe cause perché ci sono troppi avvocati) che è presente da anni nel dibattito ma … Leggi tutto

Paga l’Irap anche l’avvocato che non si dedica solo alla professione

A far scattare l’imposta regionale sulle attività produttive è sufficiente l’esercizio per professione abituale, anche se non esclusiva, Ai fini dell’imponibilità basta sempre la presenza di un’organizzazione autonoma per svolgere l’attività, per quanto modesta. L’articolo su lastampa.it

Il danno al cliente non è escluso anche se l’errore dell’avvocato si può riparare in appello

Anche gli avvocati sbagliano. E il fatto che all’errore del difensore si possa rimediare ricorrendo in appello non basta a escludere che il cliente abbia subito un danno e gli effetti negativi della negligenza del professionista. È quanto emerge dalla sentenza 15718/10  della Cassazione. L’articolo su lastampa.it

Onorari forensi italiani? Libere tariffe in libero Stato

Le conclusioni dell’Avvocato UE. Il ricorso della Commissione muove dalla premessa secondo la quale la normativa italiana conterrebbe disposizioni che impongono agli avvocati l’obbligo di rispettare tariffe massime. L‘articolo su ipsoa.it Sullo stesso argomento Tariffe forensi: legittime le regole italiane sui “massimi”– L’articolo su ilsole24ore.com  

Avvocati:Liquidazione della parcella, va verificata l’attività svolta

La Corte di Cassazione, con la sentenza 13229/2010, ha accolto il ricorso presentato da un contribuente che si era opposto all’onorario liquidato dal giudice in favore del legale che lo aveva assistito. La liquidazione del compenso deve essere calcolato sulla base del valore della domanda originaria e non sulla base del “cumulo” delle domande presentate. … Leggi tutto

Resta all’avvocato la scelta su dove citare il cliente moroso

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale sulla facoltà degli avvocati di poter citare i clienti morosi davanti al tribunale dove ha sede il Consiglio dell’ordine al quale sono iscritti. La Consulta ha infatti respinto la questione di cosituzionalità sull’articolo 637 del codice di procedura civile sollevata dalla Cassazione. L’articolo e il testo della … Leggi tutto