Primo sì al ddl collegato alla finanziaria
Primo via libera della Camera, il 4 novembre, al ddl collegato alla legge finanziaria. Tra i principali contenuti del provvedimento la delega al governo che in materia di energia nucleare.
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Primo via libera della Camera, il 4 novembre, al ddl collegato alla legge finanziaria. Tra i principali contenuti del provvedimento la delega al governo che in materia di energia nucleare.
Il dispositivo, che passa ora all’esame del senato, prevede misure strutturali destinate al rilancio dell’economia, fra cui: Delega al Governo per la configurazione giuridica delle reti d’impresa e rafforzamento della lotta alla contraffazione e della tutela della proprietà industriale.
In Italia micro-imprese e auto-impiego sono più diffusi che in altri paesi. E le donne rappresentano il 25 per cento di questa categoria di imprenditori. Ma le banche praticano un tasso di interesse più alto quando è un’imprenditrice a chiedere l’accesso al fido, una fonte di credito importante per le necessità di cassa di aziende così piccole. Il differenziale non è giustificato da un maggior rischio di fallimento, si rileva su tutto il territorio nazionale ed è alto all’interno dei settori. Scende se c’è un garante uomo. E se si trattasse di una forma di discriminazione?
L’iniziativa "Obbligazioni a basso rischio e a basso rendimento" di PattiChiari, il consorzio dell’Abi per l’educazione finanziaria, che consisteva nella pubblicazione di un elenco di bond segnalati all’attenzione dei risparmiatori, è terminata di colpo alla mezzanotte di martedì scorso, 28 ottobre. La pagina internet sul sito di PattiChiari è vuota. ConfConsumatori e Adusbef in testa, stanno raccogliendo materiale in vista dell’avvio di possibili cause legali.
Più di 20 compagnie. E quasi 2 miliardi di premi. Versati da persone convinte di comprare prodotti sicuri. Così ora partono le richieste di risarcimento.
Il piano europeo per uscire dalla crisi va nella giusta direzione. Ma potrebbe incontrare l’ostilità dell’opinione pubblica, per le ingenti risorse pubbliche dirottate verso un sistema bancario che negli ultimi dieci anni ha realizzato enormi profitti. Tre proposte a vantaggio dei cittadini europei: aumentare la concorrenza nel sistema bancario per ridurre i costi e migliorare i servizi. Prevedere un programma di aiuto per famiglie in difficoltà con le rate del mutuo. E riduzioni fiscali per i redditi più bassi. Servirebbe anche a rendere la recessione meno duratura.
L’impegno dei governi europei per varare misure adeguate a contrastare la crisi, potrebbe non essere sufficiente. E’ importante intervenire anche sui mutui, aiutando le famiglie in difficoltà perchè indebitate per pagarsi la casa. Negli Stati Uniti Hillary Clinton ha proposto piano di acquisto e finanziamento dei mutui. Con le dovute differenze, anche i governi europei potrebbero pensare a politiche di sostegno per rinegoziare determinate categorie di prestiti immobiliari.
Ad integrazione del recente decreto recante misure urgenti per garantire la stabilità del sistema creditizio e la continuità nell’erogazione del credito alle imprese e ai consumatori, è disposta l’autorizzazione del Ministero dell’economia e delle finanze, fino al 31 dicembre 2009, a concedere la garanzia dello Stato, sulle passività delle banche italiane.
In Gazzetta l’annunciato decreto recante misure urgenti per garantire la stabilità del sistema creditizio e la continuità nell’erogazione del credito alle imprese e ai consumatori.
La corsa dei governi europei a garantire i depositi della clientela presso le banche non sembra l’obiettivo giusto: la crisi ha sinora colpito il sistema interbancario. Vi è un problema di aspettative e le banche non si prestano più liquidità. Una situazione molto delicata che apre nuovi scenari. E che potrebbe richiedere anche soluzioni estreme, come l’estensione della garanzia statale ai depositi interbancari.