Incostituzionale la legge francese contro la pirateria web

Secondo il Consiglio costituzionale francese la sanzione amministrativa che avrebbe dovuto scattare alla terza segnalazione di un cosiddetto atto di pirateria lede la la libertà di comunicazione ed espressione garantita dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo. La libertà di sospensione può spettare solo al giudice e non a un’autorità amministrativa. Potrebbe diventare un punto di riferimento mondiale.

Pirate Bay: Meglio ripensare il sistema di tutele

Le motivazioni della decisione non sono ancora note, ma è ragionevole pensare che il tribunale abbia deciso di condannare i gestori di pirate bay ispirandosi alla violazione del principio di neutralità che salva il fornitore di servizi internet se non interferisce nelle azioni degli utenti, principio già stabilito dall’Unione Europea. Più problematica è l’analisi delle questioni di merito relative al processo.

In difesa del’Libero download’: La protesta riparte dai blog

Innanzitutto la solidarietà, perché i ragazzi di Pirate Bay «sono simpatici» e «rappresentano una nuova idea di rivoluzione». Poi la protesta, perché «cercare di imporre regole alla rete è un po’ come pretendere di violare le leggi della fisica». A seguire la voglia di reagire con un’azione eclatante, in stile net strike, la protesta elettronica collettiva.

Spegnere il web e spiare chiunque. Fa discutere proposta di legge Usa

E’ stata presentata al Senato da un repubblicano e da un democratico. Fa parte del Cyber security Act 2009, con cui si vuol prendere di petto il problema della sicurezza informatica.  Mettendo un potere immenso nelle mani del presidente. Tra i nuovi poteri previsti: il presidente avrebbe ampia e indiscussa facoltà di dichiarare lo stato di emergenza nazionale e quindi rallentare il traffico internet, fino a bloccarlo, in network internet considerati infrastrutturali.

La network neutrality e la responsabilità  dei provider

La fine della network neutrality apre la strada per la responsabilizzazione (quasi) oggettiva degli ISP. Chi si ingerisce nelle azioni degli utenti potrebbe rispondere legalmente per non avere impedito la commissione di un illecito.
Quattro dirigenti di Google vengono processati penalmente a Milano dal 3 febbraio 2009 per non avere bloccato in anticipo un video di maltrattamenti a un disabile.

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