Opinioni: Vogliono chiudere la Rete

A distanza di qualche settimana da quando hanno iniziato a circolare le prime indiscrezioni sulla nuova iniziativa di legge, l’on. Carlucci ha pubblicato la proposta. Il disegno di legge non sembra avere niente a che vedere con la repressione della pedopornografia in relazione alla quale, peraltro, esistono già eccellenti strumenti tecnico-normativi e magistrati e forze dell’Ordine stanno lavorando tanto e bene; sarebbe semmai antipirateria.

Processo ai Pirati. Sotto il segno di Larsson

Si celebra uno dei processi più attesi del millennio: i giganti dell’industria contro uno sparuto gruppo di «corsari» della Rete. La posta in gioco è alta, e non solo per l’anno di carcere e i 10 milioni di euro di risarcimento chiesti dall’accusa. Il punto è che i «pirati», per la prima volta nella storia del downloading,  hanno trasformato la loro guerriglia semiclandestina in uno spettacolo planetario.

Gabriel, l’hacker romeno dal carcere all’intelligence

I complimenti per Gabriel Bogdan Ionescu, in carcere a Como, oggi si sprecano. Aver prosciugato i risparmi di diversi correntisti delle Poste Italiane gli è costata una condanna di tre anni e un mese per associazione a delinquere con l’aggravante della transnazionalità del reato. Ora le aziende non vogliono farselo sfuggire.

L’Europa vuole le chiavi di Skype

La faccenda delle intercettazioni via Skype non è più una questione solo italiana. Ora anche l’Unione Europea è stata investita del problema, e l’agenzia Eurojust ha avviato un’indagine formale per stabilire quali siano i mezzi giuridici e tecnici necessari per implementare un meccanismo di wiretapping analogo a quello già esistente per la telefonia fissa e mobile tradizionale.

The Pirate Bay alla sbarra, terzo giorno

Saltano le accuse di "complicità nella violazione del copyright" visto che sui server di TPB non ci sono file coperti da diritto d’autore: quelli sono sui computer di chi si scambia le informazioni eventualmente protette. Resta l’accusa di un accordo tra i quattro accusati per spartirsi i proventi della pubblicità raccolta sul sito su conti all’estero.

Con il pacchetto sicurezza il governo imbavaglia la Rete

L’emendamento, introdotto dal senatore dell’Udc Gianpiero D’Alia, riguarda la "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo Internet", che al comma 1 recita:
 
 "Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete Internet, il Ministro dell’Interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla Rete Internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine".

Ma secondo i giuristi esperti della materia, i reati d’opinione potrebbero sovrapporsi con la manifestazione del pensiero dell’individuo: diritto tutelato dall’articolo 21 della Costituzione.  Con i fornitori di Internet costretti a setacciare la libera espressione.

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