Debiti con l’INPS, la pensione è a rischio? Quanto ti viene tolto dall’assegno

Con l’aumento dell’aspettativa di vita e il progressivo innalzamento dell’età pensionabile, molti italiani si avvicinano al momento della pensione con un misto di soddisfazione e preoccupazione. Tra i timori più frequenti c’è quello legato ai debiti con l’INPS e al possibile impatto che questi possono avere sull’erogazione della pensione.

A fronte di omissioni contributive o di prestazioni indebitamente percepite, l’Istituto nazionale della previdenza sociale dispone di strumenti per recuperare le somme dovute, ma la legge prevede anche tutele precise per garantire al pensionato una vita dignitosa.

Come l’INPS recupera i crediti e quali sono i limiti

Il debito con l’INPS non determina automaticamente il blocco della pensione. L’Istituto può infatti procedere con una trattenuta diretta sull’assegno pensionistico, come previsto dall’articolo 69 della legge n. 153 del 1969 e confermato da recenti pronunce della Corte d’Appello di Bari (sentenza n. 76/2022). Questa procedura permette all’INPS di compensare direttamente quanto dovuto, senza dover avviare necessariamente una causa legale.

Va precisato, tuttavia, che nel caso di omissioni contributive, la trattenuta può coprire soltanto i contributi mancanti, escludendo interessi e sanzioni amministrative (Tribunale di Velletri, sentenza n. 542/2020). L’aspetto più rilevante riguarda però i limiti invalicabili della trattenuta. La legge tutela il pensionato fissando paletti rigorosi:

  • La trattenuta non può superare un quinto (20%) dell’importo netto della pensione, cioè dopo le trattenute fiscali (Corte d’Appello Bari, sentenza n. 1460/2023; Tribunale di Velletri, sentenza n. 542/2020).
  • La trattenuta deve rispettare la “quota intangibile”, cioè la parte di pensione corrispondente al trattamento minimo, che viene considerata essenziale per la sopravvivenza del pensionato (Tribunale di Pisa, sentenza n. 679/2020).
  • Tale quota minima vitale non può scendere sotto i mille euro, ed equivale almeno al doppio dell’assegno sociale rivalutato annualmente.
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INPS: come recupera i crediti attenzione ai limiti – Diritto.net

Un tema spesso trascurato è la distinzione tra prestazioni previdenziali e prestazioni assistenziali. Le prime derivano dai contributi versati, come la pensione di vecchiaia o di anzianità, mentre le seconde sono erogate per rispondere a bisogni essenziali, indipendentemente dai contributi (ad esempio, la pensione di invalidità civile o l’assegno sociale).

La giurisprudenza, con la recente sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro (n. 25/2023), ha chiarito che le prestazioni assistenziali sono maggiormente protette da eventuali trattenute. È quindi illegittimo che l’INPS recuperi un debito previdenziale trattenendo somme da una prestazione assistenziale. Inoltre, il recupero su prestazioni assistenziali è ammesso solo se il debito ha origine dalla stessa prestazione, oppure con il consenso espresso del pensionato in caso contrario (Corte d’Appello Brescia, sentenza n. 55/2023).

Nel campo previdenziale, la restituzione di somme indebitamente percepite non è automatica se l’INPS ha commesso errori. La buona fede del pensionato viene tutelata, soprattutto quando l’erogazione errata deriva da un difetto dell’Istituto stesso, come evidenziato dal Tribunale di Palermo (sentenza n. 15/2023). L’INPS, infatti, dispone di banche dati aggiornate (come il Casellario centrale dei pensionati) e non può giustificare errori con la mancata comunicazione da parte del pensionato (Tribunale di Marsala, sentenza n. 196/2017).

Un caso particolare riguarda chi riceve la NASpI e contemporaneamente matura il diritto alla pensione. La Cassazione (sentenza n. 11965/2024) ha stabilito che, dal momento in cui si acquisisce il diritto alla pensione, decade l’erogazione dell’indennità di disoccupazione. Le somme incassate oltre tale data vengono considerate indebitamente percepite e l’INPS può recuperarle per intero, senza rispettare il limite del quinto previsto per le trattenute su pensione.

Nota informativa: I contenuti di questo articolo hanno valore puramente divulgativo e non costituiscono consulenza legale professionale. Verificare sempre le fonti ufficiali o consultare un esperto.
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