È ancora alta l’attesa per la pubblicazione delle graduatorie per un bonus da parte dell’INPS, a pochi giorni dalla chiusura ufficiale delle domande.
Nonostante il termine per le correzioni ISEE sia scaduto il 29 novembre, l’istituto ha solo di recente avviato l’istruttoria tecnica definitiva sulle circa 360 mila richieste pervenute, confermando un gap enorme tra la domanda e le risorse messe a disposizione dal Governo guidato da Giorgia Meloni.
Il sostegno economico previsto per il 2025 ammonta a 9,5 milioni di euro, una cifra che, secondo le stime più prudenti dell’INPS, potrà coprire al massimo 6.300 beneficiari. Questo significa che solo circa 1 domanda su 60 potrà essere accolta, una percentuale che mette in evidenza la forte pressione sociale e il grande bisogno di supporto psicologico nel Paese. L’anno precedente, con oltre 400 mila richieste, i fondi avevano coperto poco più di 3.300 persone.
I dati raccolti dall’associazione no profit Pubblica sottolineano come il bonus psicologo si confermi un’iniziativa di grande rilievo sociale, ma gravata da un’insufficienza strutturale delle risorse economiche stanziate. La situazione ha alimentato le critiche da parte di operatori e associazioni di categoria, che chiedono un rafforzamento del finanziamento e una revisione dell’intervento.
Requisiti, importi e modalità di erogazione
Il contributo è destinato a cittadini con un ISEE non superiore a 50.000 euro. L’entità del bonus è modulata in base al reddito:
- fino a 1.500 euro per ISEE sotto i 15.000 euro;
- fino a 1.000 euro per ISEE tra 15.000 e 30.000 euro;
- fino a 500 euro per ISEE tra 30.000 e 50.000 euro.
L’erogazione avviene tramite pagamento diretto al professionista, con un limite massimo di 50 euro per seduta, prenotabile attraverso una piattaforma dedicata. La graduatoria, distinta per Regione e Provincia autonoma, tiene conto prioritariamente del valore ISEE più basso; in caso di parità, decide la data e l’ora di presentazione della domanda.
Dal 15 settembre al 14 novembre 2025 è stato possibile presentare domanda esclusivamente online, mediante il portale INPS, con accesso tramite SPID, CIE o CNS.

Non è ancora stata fissata una data ufficiale per la pubblicazione delle graduatorie definitive, ma l’INPS ha confermato che gli esiti saranno comunicati via SMS o email, comprensivi di importo assegnato e codice univoco per la prenotazione delle sedute. I beneficiari avranno 270 giorni per utilizzare il contributo, pena la decadenza.
Il recente decreto interministeriale del 10 luglio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha ridisegnato la ripartizione delle risorse e introdotto correttivi per ottimizzare l’utilizzo del bonus, ma la questione principale resta quella del finanziamento insufficiente.
Il bonus psicologo, introdotto nel 2021 e reso strutturale nel 2023, ha rappresentato un intervento importante per far fronte alle conseguenze psicologiche della pandemia. Tuttavia, come evidenziato da Maria Antonietta Gulino, presidente del Consiglio Nazionale Ordine Psicologi (CNOP), questa misura rimane un palliativo rispetto alle esigenze reali.
«Il bonus è nato come risposta emergenziale – spiega Gulino – ma ora è necessario un salto di qualità: occorre uno psicologo di base stabile e accessibile nei territori, capace di intercettare i bisogni e garantire una presa in carico continuativa, soprattutto per i giovani». Questo modello è previsto anche nel nuovo Piano d’Azione Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030, che mira a rafforzare i servizi territoriali e a promuovere una cultura della salute mentale più inclusiva e strutturale.
Dati e numeri: un bisogno crescente
Dal lancio del bonus nel 2022, sono state presentate centinaia di migliaia di domande, con un tasso di accoglimento progressivamente calato:
- Nel 2022: 395 mila domande, di cui solo 41 mila accolte (10,5%);
- Nel 2024: oltre 400 mila domande con poco più di 3.300 beneficiari (0,8%);
- Per il 2025, con circa 360 mila domande, le risorse permetteranno di aiutare meno di 7.000 persone.
Questo trend evidenzia il permanere di una domanda di salute mentale ormai strutturale e la necessità di una risposta pubblica più robusta e capillare.
L’INPS continua a lavorare per la pubblicazione delle graduatorie definitive, mentre la società civile e gli esperti chiedono un impegno più deciso per trasformare il bonus da misura emergenziale a servizio stabile, con lo psicologo di base come riferimento territoriale per milioni di italiani.