La Legge 104/1992 continua a rappresentare un fondamentale strumento di tutela per le persone con disabilità e per i loro familiari.
Tra queste, un ruolo centrale è occupato dalle agevolazioni per la ristrutturazione della casa, pensate per migliorare l’accessibilità e la qualità della vita domestica di chi convive con disabilità gravi. Nel contesto del 2024 e proseguendo nel 2025, tali incentivi sono stati aggiornati e ampliati, integrando nuove opportunità e semplificazioni per i beneficiari.
La Legge 104 prevede per le persone con disabilità grave, così come per i familiari fiscalmente a carico, una serie di detrazioni IRPEF per gli interventi di ristrutturazione finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche e al miglioramento dell’autonomia abitativa.
In particolare, i beneficiari possono accedere a:
– Detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione, con un tetto massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare, ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
– Bonus Barriere Architettoniche al 75%, che consente di detrarre tre quarti delle spese per interventi specifici volti ad abbattere barriere architettoniche, con massimali variabili in base alla tipologia e alla dimensione dell’edificio.
Queste agevolazioni sono distinte ma complementari: mentre la detrazione al 50% riguarda una vasta gamma di lavori di ristrutturazione, il bonus al 75% si concentra in modo mirato sugli interventi per l’accessibilità, quali ascensori, rampe, eliminazione di scale, allargamento di porte e adattamento dei servizi igienici.
Chi può beneficiare delle agevolazioni e quali interventi sono ammessi
I destinatari delle agevolazioni sono principalmente:
– Le persone con disabilità riconosciute come gravi ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge 104/1992.
– I familiari fiscalmente a carico che assistono direttamente il disabile, inclusi coniuge, genitori, figli, fratelli e sorelle, nonché parenti entro il secondo e terzo grado in specifiche condizioni di assistenza e necessità.
– I caregiver, introdotti nelle recenti normative, che forniscono assistenza continuativa anche senza vincoli di parentela.
Gli interventi ammessi per le detrazioni comprendono l’eliminazione di barriere fisiche e ostacoli architettonici, ad esempio:
– Installazione di ascensori, montacarichi, servoscala e piattaforme elevatrici.
– Costruzione di rampe di accesso e passerelle.
– Allargamento di porte e corridoi per il passaggio agevolato di sedie a rotelle.
– Sostituzione di vasche con docce a filo pavimento.
– Adeguamento dei servizi igienici per garantire l’accessibilità e la sicurezza.
– Installazione di dispositivi di segnalazione per la mobilità dei non vedenti all’interno degli edifici.
– Rifacimento o adeguamento degli impianti tecnologici, inclusi quelli elettrici e di comunicazione, per favorire l’autonomia tramite strumenti tecnologici e domotici.

Per usufruire delle agevolazioni è necessario seguire una procedura amministrativa che prevede:
– La presentazione di una richiesta al Comune di residenza o all’ente competente, corredata da documentazione che comprovi la condizione di disabilità grave certificata da commissioni mediche pubbliche.
– L’esibizione del titolo di possesso dell’immobile, che può essere proprietà, contratto di locazione o comodato d’uso, purché il richiedente sostenga le spese.
– La presentazione della documentazione tecnica e amministrativa relativa agli interventi da effettuare, prima dell’inizio dei lavori.
– La conservazione e trasmissione delle fatture e dei bonifici “parlanti” effettuati per i pagamenti, fondamentali per la detrazione fiscale.
– In alcuni casi, entro 15 giorni dal termine dei lavori, la presentazione di una relazione tecnica o certificazione che attesti la conformità degli interventi eseguiti.
Nel caso in cui i fondi comunali destinati a questi interventi siano insufficienti, è prevista l’istituzione di una graduatoria basata sul grado di disabilità e sulle necessità prioritarie, così da assicurare una distribuzione equa delle risorse.
Tra le novità più importanti del 2024 e 2025 si segnala la proroga del Bonus Barriere Architettoniche fino al 31 dicembre 2025 e l’inclusione di nuovi interventi ammissibili, come l’installazione di sistemi domotici per il controllo ambientale della casa, a sostegno dell’autonomia delle persone con disabilità. Restano attive le possibilità di cessione del credito e sconto in fattura, seppur con alcune limitazioni normative che rendono consigliabile il supporto di un consulente esperto.