Per migliaia di pensionati italiani, febbraio è uno dei mesi più delicati dell’anno.
Alla fine del mese, infatti, scade una delle principali incombenze burocratiche richieste dall’INPS: la presentazione dei modelli reddituali e delle comunicazioni obbligatorie che permettono all’Istituto di verificare il diritto alle prestazioni. Una scadenza da non sottovalutare, perché la mancata trasmissione dei documenti può portare alla sospensione dell’assegno, totale o parziale.
I documenti da inviare all’INPS per le pensioni entro febbraio
Il 28 febbraio 2026 è la data limite entro cui inviare tutta la documentazione richiesta. L’obbligo riguarda i titolari di pensioni con integrazioni o maggiorazioni, i beneficiari dell’assegno sociale e coloro che percepiscono trattamenti legati all’invalidità civile. In altre parole, una platea molto ampia, che rischia conseguenze pesanti in caso di mancato adempimento. I modelli da presentare sono principalmente quattro: Modello RED, Modello ICLAV, Modello ICRIC e altre comunicazioni periodiche richieste dall’INPS
Si tratta di dichiarazioni che l’Istituto richiede ogni anno per verificare la situazione reddituale e personale del pensionato. Molti hanno già ricevuto una lettera a casa, altri una email o un messaggio sul proprio fascicolo previdenziale. Ma attenzione: non ricevere una comunicazione non significa essere esonerati. Il consiglio è di accedere alla propria area personale sul sito INPS e verificare eventuali notifiche pendenti. Il modello RED è il più noto e riguarda i pensionati che percepiscono integrazioni al minimo, maggiorazioni sociali e assegni collegati al reddito.
Attraverso questo modello, il pensionato comunica all’INPS i redditi propri e del coniuge che possono influire sull’importo della pensione. Molti ritengono che chi presenta il 730 o il modello Redditi non debba inviare il RED. In realtà si tratta di un falso mito: esistono redditi non soggetti a IRPEF che non compaiono nella dichiarazione fiscale ma che possono incidere sulle prestazioni. Per questo l’INPS richiede comunque la comunicazione.

Oltre al RED, i titolari di prestazioni legate all’invalidità devono presentare:
- ICRIC: riguarda i ricoveri in strutture a carico dello Stato
- ICLAV: riguarda l’attività lavorativa svolta dagli invalidi parziali
Queste comunicazioni sono essenziali perché alcune prestazioni non vengono erogate durante i periodi di ricovero o possono essere ridotte in caso di attività lavorativa non dichiarata. La mancata comunicazione può portare alla sospensione dell’assegno e alla richiesta di restituzione delle somme percepite indebitamente. Particolare attenzione devono prestarla i beneficiari dell’assegno sociale, una prestazione totalmente legata al reddito. In questo caso, l’INPS deve verificare ogni anno la situazione economica del titolare.
Senza la comunicazione dei redditi, l’assegno può essere sospeso completamente, perché il diritto alla prestazione dipende esclusivamente dalla condizione economica. Le conseguenze possono essere molto serie:
- sospensione dell’assegno
- perdita delle integrazioni o maggiorazioni
- richiesta di restituzione delle somme percepite in eccesso
- interruzione delle prestazioni assistenziali
In alcuni casi, la sospensione può trasformarsi in revoca definitiva se il pensionato non regolarizza la propria posizione. Il modo più rapido per controllare se si è soggetti all’obbligo è:
- Accedere al Fascicolo previdenziale del cittadino sul sito INPS
- Controllare la sezione “Comunicazioni”
- Verificare eventuali richieste pendenti
- Rivolgersi a un CAF o patronato in caso di dubbi
Il 28 febbraio non è una scadenza qualunque: è un appuntamento fondamentale per garantire la continuità delle prestazioni INPS. Ignorarlo significa rischiare la sospensione dell’assegno e dover affrontare lunghe procedure di recupero. Per questo è essenziale agire subito, verificare la propria posizione e inviare i modelli richiesti. Un piccolo adempimento burocratico può evitare problemi molto più grandi.