Quale mutuo conviene nel 2026? Lo studio non mente: con questo risparmi 8mila euro all’anno

Il mercato dei mutui italiani ha chiuso il 2025 con segnali di ripresa, evidenziando un cambiamento significativo nelle preferenze delle famiglie sul tipo di tasso da scegliere.

Nel nuovo anno, la domanda più frequente resta: quale mutuo conviene nel 2026? Un’analisi dettagliata dei dati più recenti mostra come, nonostante il calo dei tassi variabili, la maggioranza degli italiani continui a privilegiare la sicurezza di un tasso fisso.

Tasso fisso o variabile: quale conviene davvero nel 2026?

Secondo le rilevazioni del Gruppo Tecnocasa, nei primi nove mesi del 2025 sono stati erogati mutui ipotecari per un totale di 40,6 miliardi di euro, con un incremento del 32,8% rispetto allo stesso periodo del 2024. Le stime indicano che l’intero anno potrebbe chiudersi con erogazioni intorno ai 54 miliardi di euro. Anche l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) conferma questa crescita: a dicembre 2025 i prestiti alle famiglie sono aumentati del 2,3% su base annua, segnando il dodicesimo mese consecutivo in espansione. Parallelamente, il tasso medio applicato sui nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni è sceso a dicembre 2025 al 3,37%, in netto calo rispetto al 4,42% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente.

Il confronto tra tasso fisso e variabile è centrale per chi deve scegliere un mutuo. Dati aggiornati da MutuiOnline.it indicano che a dicembre 2025 il Tan medio del tasso variabile si è attestato al 2,66%, con un calo di oltre un punto percentuale rispetto a gennaio dello stesso anno. Al contrario, il tasso fisso medio è salito a 3,33%, partendo dal 2,83% di gennaio 2025. Considerando un mutuo da 100.000 euro su 20 anni, la differenza si traduce in:

  • rata mensile variabile di circa 538 euro;
  • rata mensile fissa di circa 571 euro.

Il risparmio potenziale scegliendo il tasso variabile è dunque di circa 33 euro al mese, pari a oltre 8.000 euro per tutta la durata del mutuo. Tuttavia, nel 2025 il 96,1% delle richieste di mutuo ha riguardato formule a tasso fisso, mentre solo il 2,9% ha optato per il variabile. Due sono i principali fattori che spiegano questa scelta apparentemente controcorrente rispetto ai dati economici. In primo luogo, la ricerca di stabilità finanziaria delle famiglie italiane è ancora molto forte. Dopo gli aumenti rapidi dei tassi decisi dalla Banca Centrale Europea negli anni recenti, molti mutuatari sono riluttanti a esporsi alla volatilità dei tassi variabili.

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Fisso o variabile, quale tasso conviene per i mutui nel 2026 – Diritto.net

La priorità è infatti assicurarsi una rata costante per due o tre decenni, anche a costo di pagare un po’ di più oggi. In secondo luogo, le particolari condizioni di mercato del 2025 hanno influito sull’andamento dei tassi fissi. A partire da aprile, le crescenti tensioni geopolitiche globali, insieme a prospettive economiche incerte per l’eurozona, hanno fatto aumentare i rendimenti dei titoli di stato tedeschi a 30 anni.

Questo ha compresso la differenza tra i tassi fissi e variabili, riducendo il vantaggio economico del variabile ma non abbastanza da convincere i più prudenti a cambiar idea. Per il 2026 si prevede una maggiore stabilità finanziaria: la Bce dovrebbe mantenere un atteggiamento attendista, senza nuovi cicli di rialzi o tagli. In questo contesto, la decisione tra mutuo a tasso fisso o variabile rimane fortemente legata alle caratteristiche individuali del mutuatario.

Chi ha una bassa propensione al rischio e preferisce la certezza di una rata invariata, nonostante il costo iniziale più elevato, continuerà a privilegiare il tasso fisso. Al contrario, chi prevede di estinguere il mutuo in tempi brevi o ha una maggiore capacità di sopportare fluttuazioni nei pagamenti mensili potrebbe trovare più conveniente il tasso variabile. Va sottolineato che, sebbene risaliti rispetto ai minimi recenti, i tassi fissi restano su livelli storicamente accettabili. Bloccare oggi un tasso intorno al 3,3% potrebbe rivelarsi una strategia previdente qualora il contesto economico futuro vedesse nuovi rialzi dei tassi di interesse.

Nota informativa: I contenuti di questo articolo hanno valore puramente divulgativo e non costituiscono consulenza legale professionale. Verificare sempre le fonti ufficiali o consultare un esperto.
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