Sconto del 90% sulle tasse se appartieni a questa categoria di lavoratori: come richiederlo

Tra le misure di rilievo spicca l’agevolazione fiscale che consente di escludere il 90% del reddito derivante da attività di ricerca e docenza dalla base imponibile Irpef, una delle iniziative più significative per incentivare il rientro dei cervelli nel Paese.

Ecco di cosa si tratta nel dettaglio.

Agevolazioni fiscali per docenti e ricercatori: come funziona l’agevolazione

Introdotta dall’articolo 44 del Decreto Legge n. 78/2010, questa misura fiscale premia chi decide di trasferire la residenza fiscale in Italia dopo aver svolto attività di ricerca o insegnamento all’estero per almeno due anni consecutivi. La norma prevede che solo il 10% del reddito derivante da queste attività concorra alla formazione del reddito complessivo, riducendo così significativamente il carico fiscale per i beneficiari.

Dal 2017, con la Legge di Bilancio, l’agevolazione è diventata permanente, eliminando ogni limite temporale, mentre il Decreto Crescita del 2021 ha esteso la durata dell’agevolazione da quattro a sei anni, con possibilità di ulteriori proroghe. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che lo scopo della normativa è duplice: contrastare la fuga dei cervelli e promuovere lo sviluppo tecnologico e scientifico nazionale.

Spesso si confonde questa agevolazione con il regime fiscale degli impatriati, istituito dall’articolo 5 del Dlgs n. 209/2023, che riduce del 50% il reddito imponibile per chi torna a lavorare in Italia. Tuttavia, il regime per docenti e ricercatori è più vantaggioso in quanto esclude il 90% del reddito specifico da ricerca e docenza, ma si applica esclusivamente a tali attività.

Recentemente, con la risposta all’interpello n. 16 del 28 gennaio 2025, l’Agenzia delle Entrate ha sancito la possibilità di cumulare i due regimi nel medesimo periodo d’imposta, a patto che vengano rispettati separatamente i requisiti di ciascuna agevolazione. Questa novità apre interessanti prospettive per i professionisti che svolgono attività miste, permettendo una consistente riduzione fiscale.

ricercatore italia tasse
In Italia qualcosa sta cambiando – www.diritto.net

Requisiti per accedere all’agevolazione e aspetti formali

I principali requisiti per usufruire della detassazione sono:

  • Possesso di un titolo di studio universitario o equiparato. Nel caso di titoli conseguiti all’estero, è indispensabile ottenere la dichiarazione di valore rilasciata dalle rappresentanze diplomatiche italiane, che certifica il valore del titolo nel paese d’origine.
  • Residenza stabile all’estero, non occasionale, per almeno due anni, documentata tramite iscrizione all’AIRE.
  • Svolgimento documentato di attività di ricerca o docenza presso università o centri di ricerca pubblici o privati.
  • Trasferimento della residenza fiscale in Italia e prosecuzione dell’attività di ricerca o insegnamento sul territorio nazionale.

L’Agenzia delle Entrate ha specificato che la residenza all’estero deve essere stabile: la semplice presenza occasionale non è sufficiente per accedere all’agevolazione.

La detassazione riguarda esclusivamente i redditi derivanti da incarichi di ricerca e docenza, che contribuiscono solo per il 10% alla formazione del reddito imponibile Irpef. L’applicazione della misura decorre dalla data di acquisizione della residenza fiscale italiana e deve rispettare le soglie previste dal regime de minimis, in particolare per chi svolge attività autonoma.

L’attenzione a questi aspetti formali è fondamentale per evitare il rischio di esclusione dall’agevolazione. Grazie a queste misure, l’Italia punta a consolidare il proprio ruolo come polo attrattivo per il capitale umano qualificato nel settore accademico e della ricerca scientifica.

Change privacy settings
×