La salute è un diritto universale, ma anche una responsabilità condivisa che coinvolge individui e istituzioni, come gli ambienti di lavoro, in un equilibrio delicato. Ogni gesto di prevenzione può fare la differenza, soprattutto quando viene sostenuto da politiche che favoriscono l’accesso alle cure senza ostacoli economici o organizzativi.
Il tempo è spesso il principale nemico della prevenzione e conciliare visite mediche con gli impegni lavorativi può diventare un ostacolo difficile da superare. Quando le regole cambiano per facilitare questo equilibrio, si compie un passo importante verso una società più attenta e inclusiva.
Finalmente le visite mediche sono retribuite
Il decreto legge 159/2025 introduce permessi retribuiti per i lavoratori che si sottopongono a screening oncologici durante l’orario di lavoro. La misura riguarda gli esami per il tumore al seno, alla cervice uterina e al colon retto, garantiti gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale.

Questi screening permettono di individuare precocemente la malattia, aumentando le possibilità di cura e riducendo il rischio di diagnosi tardive. Il decreto punta a incentivare la partecipazione, rimuovendo uno degli ostacoli più frequenti: la paura di perdere ore di lavoro retribuite.
I permessi saranno regolati dalla contrattazione collettiva, che potrà includere clausole specifiche per consentire le visite senza penalizzazioni economiche. Il diritto alla salute entra così nel cuore delle politiche aziendali, integrandosi con la sorveglianza sanitaria prevista dal d.lgs. . 81/2008.
Il medico competente aziendale avrà un ruolo più attivo, promuovendo la cultura della prevenzione e sensibilizzando i dipendenti sugli screening disponibili. Questa figura potrà anche disporre visite mediche di verifica in caso di sospetto uso di alcol o sostanze durante attività lavorative a rischio.
La possibilità di effettuare controlli preventivi sarà limitata alle categorie già sottoposte a sorveglianza sanitaria per alcol-dipendenza e tossicodipendenze. L’obiettivo è ridurre gli incidenti sul lavoro, ampliando la tutela non solo contro i rischi professionali ma anche contro quelli legati alla salute generale.
Il decreto prevede incentivi economici per le imprese che promuovono attivamente la salute, andando oltre gli obblighi minimi previsti dalla legge. Le aziende virtuose potranno ottenere sconti sui premi Inail, riducendo i costi assicurativi e migliorando il benessere interno.
Anche le microimprese riceveranno supporto specifico per organizzare la sorveglianza sanitaria, spesso difficile da gestire con risorse limitate. Questa attenzione alle piccole realtà conferma la volontà di rendere la prevenzione accessibile a tutti, indipendentemente dalle dimensioni aziendali.
Per i lavoratori, la novità significa poter aderire agli screening senza timori economici, conciliando tempi di vita e lavoro in modo più equilibrato. Le aziende, dal canto loro, potranno contare su dipendenti più consapevoli, riducendo le assenze per malattia e migliorando il clima organizzativo.