Con l’approssimarsi delle festività natalizie, torna in primo piano il tema del Bonus Natale 2025, un aiuto economico rivolto a pensionati.
Le risorse stanziate e le normative aggiornate ampliano la platea dei beneficiari, confermando l’importanza di questa misura nel sostegno al reddito delle famiglie italiane.
L’integrazione economica una tantum destinata ai pensionati ammonta a 154,94 euro, cifra comunemente indicata come “bonus 155 euro”. La sua origine risale all’articolo 70 della Legge 388/2000 e nel corso degli anni si è consolidata come un sostegno diretto ai titolari di pensioni di importo contenuto, erogato dall’INPS.
Il beneficio spetta esclusivamente ai pensionati con prestazioni previdenziali erogate dall’INPS o da gestioni accorpate, a condizione che i requisiti reddituali vengano rispettati. Sono esclusi dal bonus coloro che percepiscono pensioni assistenziali come l’assegno sociale o l’invalidità civile, nonché pensioni particolari quali quelle per dirigenti d’azienda o trattamenti non contributivi.
I requisiti economici fissati per il 2025 prevedono un reddito pensionistico annuo massimo di 7.936,87 euro e un reddito complessivo personale fino a 11.672,90 euro (23.345,79 euro in caso di reddito coniugale). Il pagamento avviene in modo automatico insieme alla tredicesima mensilità nel cedolino di dicembre, senza necessità di presentare domanda.
Bonus Natale 2025 per i lavoratori dipendenti: ampliamento della platea e modalità di erogazione
Accanto al bonus per i pensionati, il Bonus Natale per i lavoratori dipendenti si conferma come una misura di sostegno dedicata a chi ha almeno un figlio fiscalmente a carico e un reddito complessivo annuo non superiore a 28.000 euro. Una recente modifica normativa, approvata con il decreto fiscale del 4 dicembre 2024, ha eliminato il vincolo del coniuge a carico, facendo così crescere significativamente il numero dei beneficiari, che ora si stima siano circa 4,5 milioni di lavoratori.
Il bonus può raggiungere un importo massimo di 100 euro netti e viene erogato in busta paga insieme alla tredicesima. Per ottenerlo, il lavoratore deve presentare una dichiarazione scritta al datore di lavoro che autocertifichi il possesso dei requisiti e attesti che l’altro genitore non beneficia dello stesso contributo, in ottemperanza al divieto di cumulo. Il datore di lavoro eroga il bonus e recupera la somma tramite credito d’imposta, utilizzando i codici tributo stabiliti dall’Agenzia delle Entrate (1703 per modello F24 e 174E per F24 Enti pubblici).
L’importo del bonus viene calcolato in proporzione ai mesi di lavoro effettivi nell’anno d’imposta 2024: chi ha lavorato per l’intero anno percepisce 100 euro, mentre chi ha iniziato nel corso dell’anno riceve una somma ridotta in base ai mesi lavorati.

Per i pensionati, l’accredito del Bonus Natale 2025 insieme alla tredicesima decorre di norma dal 2 dicembre. I lavoratori dipendenti privati riceveranno l’importo aggiuntivo entro il 24 dicembre, mentre per i dipendenti pubblici l’erogazione avverrà nella seconda metà del mese.
L’impatto economico complessivo stimato per questa tornata natalizia prevede una distribuzione di risorse pari a 59,3 miliardi di euro, con circa 35 milioni di beneficiari tra pensionati e lavoratori dipendenti. Lo Stato incasserà circa 14,5 miliardi di euro grazie all’Irpef generata sulle entrate aggiuntive.