Nel caso analizzato dalla Cassazione, colui che si era preso la briga di andare a riferire al vicino che i confinanti avevano illegittimamente aperto una servitù di veduta, solo in apparenza voleva fare cosa gradita al vicino, in realtà voleva solo “fare i suoi interessi”. Per questo volarono le parole grosse che gli erano state rivolte, come “spione” e “ruffiano”.
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