Decreto anticrisi: novità  positive per mutui e conti correnti

Sanzioni per le banche che non applicano la portabilità dei mutui ed eliminazione dell’iniqua commissione di massimo scoperto. Queste le misure positive per i consumatori previste nel pacchetto anticrisi che ha ottenuto il via libera definitivo della Camera e ora passa all’esame del Senato.

I requisiti per diventare consulente finanziario

In vigore dall 14 gennaio 2009 il decreto con i requisiti patrimoniali, di professionalità, onorabilità e indipendenza necessari per l’iscrizione all’Albo dei consulenti finanziari. Necessario il diploma di istruzione secondaria superiore e un’adeguata conoscenza in materie giuridiche, economiche, finanziarie e tecniche, accertata tramite una prova valutativa.

Mutui per la prima casa con tetto al 4% nel 2009

Il provvedimento relativo ai mutui a tasso variabile. indirizzato agli istituti autorizzati all’esercizio dell’attività bancaria, precisa che per i mutui a tasso variabile erogati entro il 31 ottobre 2008 a persone fisiche per l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione dell’abitazione principale, le rate da corrispondere nel 2009 sono calcolate con riferimento al maggiore tra un tasso di interesse pari al 4%, senza spread, spese varie o altro tipo di maggiorazione e il tasso contrattuale alla data di sottoscrizione del contratto.

Opinioni: Misure anticrisi? Ma lo Stato ci guadagna

Il decreto anticrisi ha un saldo netto in positivo di 390 milioni. Un risultato sorprendente. Pur con la prudenza dovuta al livello del debito pubblico, sarebbe stato fondamentale aumentare la spesa pubblica o ridurre la pressione fiscale. Invece, il provvedimento prevede un incremento netto delle entrate, in gran parte tributarie, per compensare quello delle spese. In recessione l’unico modo per migliorare i conti pubblici è far ripartire l’economia. E il governo dovrà presumibilmente intervenire in corso d’opera perché le misure di spesa appaiono sotto finanziate.

Opinioni: Se il banchiere centrale mette mano ai suoi attrezzi

La Banca Centrale Europea ha abbassato il tasso di riferimento dello 0,75 per cento. Un taglio consistente che tuttavia lascia ancora un buon margine di discesa senza trascurare la stabilità macroeconomica. Negli Stati Uniti, invece, il tasso della Fed si avvicina pericolosamente allo zero. Con il rischio che si rendano inefficaci i diversi strumenti strategici del banchiere centrale, dalle operazioni di mercato aperto al manovrare correttamente le aspettative. Come si stanno comportando, in concreto, i governatori degli istituti di Francoforte, Washington e Londra?