CLASS ACTION? UNA BUFALA. I DANNEGGIATI PARMALAT NON POTREBBERO RICORRERE.
CONFINDUTRIA IRRESPONSABILE
Roma, 16 novembre 2007. Con questa Class action ci vorranno 20 anni prima di
aver definitivamente ragione ed ottenere un risarcimento. Una bufala. I
cittadini che volessero costituirsi in associazione per la tutela dei loro
diritti non potrebbero farlo. Per esempio i danneggiati Parmalat non
potrebbero ricorrere in quanto tali, anche con una loro associazione. Ci si
potra’ rivolgere alle associazioni di consumatori che devono essere
riconosciute dal Governo e ne prendono le sovvenzioni, e quei nuovi soggetti
che il Governo riterra’ "degni" di promuovere l’azione. Insomma piu’ che una
"azione giudiziaria collettiva" avremo una "azione giudiziaria
controllata". Bel risultato!
Giudizio a parte merita l’atteggiamento della Confindustria. Grazie alla
ottusita’ della loro posizione si e’ ottenuto questo risultato. Forse la
loro protesta fa parte del gioco (delle tre carte), sta di fatto che invece
di ragionare su esigenze dei cittadini (gli scandali finanziari bruciano
ancora) hanno fatto muro contro qualsiasi normativa in merito. Se solo
avessero letto e ponderato la proposta di legge sulla class action,
predisposta dall’Aduc e presentata dai deputati Poretti e Capezzone (1), si
sarebbero accorti che le garanzie per i cittadini e per gli imprenditori
marciano insieme. Non sono possibili le cosiddette azioni temerarie contro
le imprese e viene riconosciuto il diritto a tutti i cittadini (anche alle
loro associazioni) di costituirsi parte in giudizio. Il giudice dovra’
valutare ed accertare la sussistenza del fumus boni iuris prima di avviare
il procedimento e vi e’ automatismo fra sentenza e risarcimento del danno.
Insomma una proposta equa che ha preso spunto dalla legislazione americana
depurandola dagli elementi negativi.
Con le norme in Finanziaria si e’ persa una occasione. L’unico dato positivo
e’ che se ne parla. E’ l’Italia di Arlecchino e Pulcinella.