Cani e gatti, stop alle mutilazioni

Fido e Fuffi non si toccano. L’Aula della Camera ha approvato  il disegno di legge che recepisce la convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia. Il testo ora passa all’esame del Senato. Non sarà più necessario il requisito della crudeltà per punire con la reclusione da 3 a 18 mesi chi uccide un animale da compagnia. Chi maltratta un animale da compagnia potrà essere recluso da 3 a 15 mesi e condannato ad una multa da 3.000 a 18.000 euro.

La direttrice di banca Robin Hood che ripianava il rosso dei clienti

I clienti poveri con forte bisogno di denaro ma non in possesso delle credenziali e garanzie necessarie per ottenere crediti la impietosivano. E lei escogitò, per pietà e spirito di solidarietà umana, uno stratagemma per aiutarli. Non si era mai messa in tasca un cent, ma ha perso tutto: è stata licenziata in tronco dalla banca e condannata a 22 mesi con la condizionale.

Usa: Necessario trovare soluzione per detenuti di Guantanamo

USA: NECESSARIO TROVARE UNA SOLUZIONE PER IL FUTURO DEI DETENUTI DI
GUANTANAMO

Il governo statunitense deve raddoppiare gli sforzi per trovare una
soluzione al futuro dei detenuti ancora trattenuti presso il centro
militare di detenzione di Guantánamo Bay, Cuba, ha dichiarato Amnesty
International dopo che il presidente Barack Obama ha riconosciuto che la
sua amministrazione non rispettera’ la scadenza da lui preventivata per la
chiusura del centro.

‘Negli ultimi mesi, le autorita’ statunitensi hanno permesso che la
questione di Guantánamo divenisse una partita politica e che la politica
della paura avesse la meglio sui diritti umani’ – ha affermato Susan Lee,
direttrice del Programma Americhe di Amnesty International.

‘Come avrebbe dovuto fare sin dal primo giorno, ora il governo deve
trovare una soluzione per queste detenzioni, sottoponendo i prigionieri a
un processo equo o rilasciandoli immediatamente’ – ha aggiunto Susan Lee.

Il 22 gennaio 2009, il presidente Obama ha firmato un ordine esecutivo,
impegnando la sua amministrazione a risolvere i casi dei detenuti di
Guantánamo ‘il prima possibile’ e a chiudere il centro di detenzione ‘non
piu’ tardi di un anno dalla data di questo ordine’.

Nel suo commento di ieri, il presidente Obama non avrebbe fissato una
nuova data esatta per la chiusura del centro, dichiarando di aver
anticipato che sarebbe stata realizzata entro l’anno successivo e
aggiungendo che sarebbe ‘dipesa dalla collaborazione del Congresso’.

Le speranze di porre fine alle detenzioni a Guantánamo quest’anno si sono
affievolite negli ultimi mesi, quando i membri del Congresso hanno cercato
di bloccare la chiusura del centro e l’amministrazione e’ stata lenta nel
formulare le accuse contro i prigionieri.

Al tempo stesso, gli sforzi diplomatici per cercare una soluzione per i
detenuti che non possono fare ritorno ai loro paesi di origine, perche’ a
rischio di violazioni dei diritti umani, sono stati indeboliti dal rifiuto
delle autorita’ statunitensi di rilasciare anche un solo detenuto sul
territorio degli Usa.

Amnesty International chiede da tempo che i detenuti di Guantánamo siano
sottoposti a processo in un tribunale indipendente e imparziale, non una
commissione militare, oppure rilasciati immediatamente.

L’organizzazione per i diritti umani ha inoltre ripetutamente chiesto agli
Usa di non ricorrere alla pena di morte in nessun caso.

Da quando il presidente Obama si e’ insediato,  26 detenuti sono stati
trasferiti da Guantánamo mentre altri 215 sono ancora nel centro.

Un detenuto e’ stato trasferito per essere sottoposto a processo presso un
tribunale federale di New York e  l’amministrazione ha annunciato che
questo avverra’ per altri cinque prigionieri; con molta probabilita’ sara’
chiesta per loro la pena di morte.

Il ministro della Giustizia statunitense ha anche detto che
l’amministrazione ha deciso di rinviare altri cinque casi al Pentagono,
affinche’ siano processati da una commissione militare.

Nel suo ordine del 22 gennaio, che chiedeva all’amministrazione
statunitense di assicurare ‘un’immediata e appropriata’ risoluzione di
ogni caso e di chiudere il centro di Guantánamo entro un anno, il
presidente Obama aveva richiamato l’attenzione sulle ‘significative
preoccupazioni sollevate da queste detenzioni, sia negli Usa sia a livello
internazionale’.

‘Queste preoccupazioni permangono e saranno rafforzate dalle dichiarazioni
rilasciate da Obama ieri’ – ha concluso Susan Lee.

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 19 novembre 2009

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Patteggiamento, al giudice non è consentito modificare i termini dell”accordo’

Secondo la Cassazione, nel “patteggiamento” il giudice deve accettare integralmente la richiesta delle parti, ove la ritenga legittima, ovvero respingerla in toto ove la ritenga anche solo in parte non conforme alla legge. Non è consentito al gudice modificare i termini dell’accordo intervenuto tra le parti, poiché in tal modo verrebbe meno la base consensuale su cui si fonda.

Dna lo incastra, ma il reato è prescritto

Un uomo e’ stato iscritto nel registro degli indagati nel marzo 2008 dopo che  suo Dna e’ risultato corrispondere in pieno con quello del sangue trovato sul luogo del delitto, avvenuto nel 1988. La giovane eta’ dell’imputato all’epoca dell’omicidio e la sua condotta irreprensibile, dovrebbero valergli il riconoscimento delle attenuanti generiche che  portano a 20 gli anni del termine di prescrizione. compiutisi  un mese prima che fosse iscritto tra gli indagati.