Lecito dare del ‘pazzo’ al capo

“Pazzo”, “scemo”, “cretino”: il linguaggio si adegua all’e(invo)luzione sociale e recepisce una serie di insulti come appellativi comuni privi di valenza diffamatoria, anche in contesti professionali. La Cassazione  annulla, su queste basi, la condanna al risarcimento dei danni.

L‘articolo su lastampa.it

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