Opere d’arte per appianare i debiti tributari: una strada che i contribuenti possono percorrere fin dal 1982, quando la legge 512 ha introdotto la possibilità di pagare le imposte dirette e quelle di successione privandosi di dipinti, sculture, reperti archeologici, collezioni archivistiche e librarie, terreni e immobili di pregio. L’idea, però, ha fatto pochi proseliti.
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