Montecitorio affossa amnistia e indulto
Cade definitivamente l’ipotesi di un’amnistia. Ma anche l’indulto è stato affossato da Montecitorio. Decisivi i veti incrociati di Ds e Margherita sull’amnistia e di Forza Italia sul solo indulto.
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Cade definitivamente l’ipotesi di un’amnistia. Ma anche l’indulto è stato affossato da Montecitorio. Decisivi i veti incrociati di Ds e Margherita sull’amnistia e di Forza Italia sul solo indulto.
Il provvedimento, approvato dalla Camera nel settembre 2005, approda in Aula al Senato l’11 gennaio. Il ddl modifica il codice di procedura penale sancendo l’inappellabilità delle sentenze di proscioglimento.
Nuovo via libera alle cosiddette ganasce fiscali, cioè al fermo amministrativo dei veicoli degli evasori: lo ha reso noto l’Agenzia delle entrate con la risoluzione 2 del 2006.
Quaranta articoli con un cocktail di rinvii che interessano le materie più disparate, dal digitale terrestre alla privacy, dagli ammortizzatori sociali alla scuola, dalle strutture ricettive fino all’incenerimento dei rifiuti e all’avvio del credito d’imposta per i giovani imprenditori agricoli. E’ il contenuto del decreto legge “milleproroghe”, il 273/2005, entrato in vigore il 31 dicembre 2005.
Dopo una giornata di appelli, auspici, richieste e pressioni per una sua ricandidatura, alla fine Ciampi ha detto no: non ci sarà un suo secondo settennato. I motivi? «Non ritengo – rileva Ciampi – data l’età avanzata di poter contare sulle energie necessarie all’adempimento» e «nessuno dei precedenti nove presidenti della Repubblica è stato rieletto. Ritengo che questa sia divenuta una consuetudine significativa. E’ bene non infrangerla»
Al presidente della Repubblica spetta la decisione finale per un eventuale secondo mandato, un’ipotesi respinta alcune settimane fa e che ora si ripropone sotto le severe spoglie dell’unica soluzione possibile per trovare concordia in un Paese spaccato in due e che si appresta a un difficile varo della legislatura.
Silvio Berlusconi ha annunciato ai suoi ministri le dimissioni del governo e ha lasciato Palazzo Chigi per recarsi al Quirinale. Il mandato di Carlo Azeglio Ciampi si conclude il 18 maggio e lo stesso Capo dello Stato aveva ipotizzato che soltanto il suo successore avrebbe conferito l’incarico al nuovo Premier.
C’era una volta il Manuale delle Giovani Marmotte, con i rassicuranti consigli di Qui, Quo Qua e del Gran Mogol… Ora i consigli ‘splatter’ del manuale scout, anche se dedicati alla sopravvivenza in condizioni estreme: «Gettate il riccio nel fuoco e poi trafiggetegli il cuore…Catturate i cani e cuoceteli in umido». Per la lega antivivisezione è istigazione a delinquere.
Franco Marini è il nuovo Presidente del Senato. È stato eletto con 165 voti, contro i 156 di Giulio Andreotti, una sola scheda bianca. Hanno votato tutti i 322 senatori. Il quorum era dunque invariato a 162 consensi. A Montecitorio, al quarto scrutinio Fausto Bertinotti è stato eletto Presidente della Camera dei Deputati con 337 voti sui 305 necessari e sui 348 totali dell’Unione.
Oggi è la seconda giornata di votazioni per eleggere, nell’aula di Montecitorio, il nuovo presidente della Camera. Stamattina si ripartirà con il quarto scrutinio, nel quale è richiesta la maggioranza assoluta dei voti.
Al Senato è in corso la seduta per il terzo scrutinio per eleggere il presidente dell’assemblea. Il regolamento stabilisce che alla terza votazione venga eletto chi raggiunge "la maggioranza assoluta dei presenti, computando tra i voti anche le schede bianche".