Vaccino obbligatorio anti-Covid, perché sì

Vaccino obbligatorio, perché sì

Il dibattito tra vaccino obbligatorio e forte raccomandazione dovrebbe (a mio giudizio) attestarsi sull’obbligatorietà per la semplice considerazione dell’assoluta priorità degli interessi in gioco su ogni altra considerazione e per analogia con altri obblighi previsti dalla legge a tutela dell’incolumità e della salute individuale e pubblica.

Restando in tema di vaccini, un gran numero sono già obbligatori perché l’utilità riconosciuta è tale che nessuno dovrebbe, per alcuna ragione, non poterne beneficiare.

Si pensi alla vaccinazione esavalente (anti difterite, tetano, pertosse, poliomielite, Haemophilus influenzae di tipo B e epatite B), alle vaccinazioni anti-morbillo-parotite-rosolia e anti-varicella, alla vaccinazione anti difterite, tetano, pertosse, poliomielite e alle vaccinazioni anti-morbillo-parotite-rosolia e anti-varicella. Qui si possono consultare tutte le vaccinazioni per età.

Non si capisce quindi, onestamente, per quale ragione, avendone verificata la sicurezza, anche quello anti-Covid non dovrebbe essere un vaccino obbligatorio viste le gravi conseguenze che il virus ha dimostrato di avere sui singoli individui.

Non si capisce perché la vaccinazione contro il tetano possa essere obbligatoria senza che alcuno gridi alla “dittatura sanitaria” o alla “dittatura dei vaccini” e non quella contro un virus dalle conseguenze altrettanto letali, non solo per chi lo contrae ma anche per chi successivamente venga in contatto con lui.

Esisterebbe infatti, oltre a quella legale, anche una obbligatorietà “etica” del vaccino di chiunque, professionalmente o non a contatto con altri ogni giorno, possa non solo contagiarsi ma essere a sua volta amplificatore del contagio. Così si è espresso anche il Papa al riguardo.

Di diversa natura in quanto non implicano una iniezione, sono innumerevoli prescrizioni normative obbligatorie che hanno come scopo la tutela dell’incolumità e della salute individuale.

Si pensi all’obbligo di allacciare la cintura in auto, al casco per le moto, a specifiche protezioni in ragione di particolari lavori. Ancora una volta, a giudizio di chi scrive, non ci sarebbe ragione per decidere diversamente dall’opzione “vaccino obbligatorio” contro il quale si assiste a mere prese di posizione politiche di sterile opposizione.

Non da ultimo, l’obbligatorietà legittimerebbe anche la posizione di quanti abbiano una effettiva ragione per sottrarsi all’inoculazione in presenza di patologie incompatibili, ad esempio, che sono altrimenti compresi, senza volerlo, tra le fila dei negazionisti o degli oppositori a prescindere.



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