Multa semaforo rosso, buoni motivi di ricorso

Diciamo subito che è tra le infrazioni del Codice della Strada più pericolose in assoluto, all’origine di circa 30 mila incidenti ogni anno. Se hai ricevuto una “multa semaforo rosso” potresti rientrare tra i pochissimi con buoni motivi di ricorso, vedremo quali sono, ma è sicuramente l’occasione di riflettere sulle conseguenze, anche penali, nel caso in cui passando col rosso avessi provocato uno dei quasi 100 incidenti quotidiani…

Al conducente di qualsiasi mezzo è chiesto il rispetto delle indicazioni del semaforo, non per un capriccio limitativo della libertà personale di spostamento ma per regolare un’intersezione altrimenti pericolosa. Il Codice della Strada è chiaro nel prevedere che, durante il rosso, non si debba superare la linea d’arresto.

Durante il periodo di accensione della luce rossa, i veicoli non devono superare la striscia di arresto, in mancanza di tale striscia i veicoli non devono impegnare l’area di intersezione, né l’attraversamento pedonale, né oltrepassare il segnale, in modo da poterne osservare le indicazioni.

Art. 41 Comma 11 Codice della Strada

Per sottolineare la pericolosità del non rispetto del rosso, lo stesso Codice della Strada prevede sanzioni importanti rappresentate da una sanzione amministrativa tra i 167 e i 665 Euro, oltre alla decurtazione di 6 punti della patente di guida (12 nel caso di un neo-patentato) con un inasprimento nel caso in cui la violazione avvenga tra le 22 e le 7 del mattino quando, per il minore traffico, non è infrequente che le auto giungano all’incrocio a velocità superiori rispetto al giorno.

Il conducente del veicolo che prosegue la marcia, nonostante che le segnalazioni del semaforo o dell’agente del traffico vietino la marcia stessa, e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 167 a € 665.

Art. 146 Comma 3 Codice della Strada

Nessuna tolleranza è nemmeno ammessa per i recidivi della “multa semaforo rosso” ai quali è sospesa la patente se abbiano commesso di nuovo la stessa violazione entro 2 anni dalla precedente.

Quando lo stesso soggetto sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui al comma 3 per almeno due volte, all’ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi (…)

Art. 146 Comma 3-bis Codice della Strada

Premesso e ribadito che è un’infrazione pericolosissima, giustamente sanzionata con un’importante sanzione pecuniaria, la decurtazione di punti dalla patente e perfino la sospensione della patente per i recidivi, esistono tuttavia della cause in cui, messi sui due piatti della bilancia la pericolosità sociale del passaggio col rosso e un diverso diritto che il trasgressore era impegnato a tutelare, potrebbero apparire buoni motivi di ricorso.

Il primo è lo stato di necessità. Previsto come causa di non punibilità perfino dal Codice penale, prevede che un soggetto non sia responsabile di quanto fatto per salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno alla persona. L’ipotesi più comune è quella di chi sia passato col rosso per portare al Pronto soccorso qualcuno che avesse bisogno di cure immediate, o in prossimità del parto. Se la circostanza risponde al vero, e se è dimostrabile, è sicuramente un buon motivo di ricorso contro una multa semaforo rosso.

Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo.

Art. 54 Codice penale

Infine, l’art. 4 della Legge nr. 669 del 1981 prevede che “non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il fatto nell’adempimento di un dovere o nell’esercizio di una facoltà legittima, ovvero in stato di necessità o di legittima difesa”.

Il secondo è connesso alle condizioni di traffico. Al conducente è richiesto di essere prudente, sempre. Ad esempio di limitare la propria velocità in considerazione delle condizioni del mezzo, della strada, meteorologiche o personali nonostante il limite di velocità massima sia superiore e altrettanta prudenza è richiesta nel caso di avvicinamento a un incrocio dove la velocità dovrebbe essere sempre tale da permettere l’arresto in sicurezza nel caso di luce gialla ma… non è detto che il veicolo seguente rispetti le distanze di sicurezza, o che non si debba facilitare un’ambulanza o un altro mezzo di soccorso. Ecco quindi che il superamento della linea d’arresto nonostante il semaforo fosse rosso può essere reinterpretato e le specifiche (e documentabili) condizioni di traffico essere un buon motivo di ricorso.

Esistono poi dei vizi del verbale che giustificherebbero un ricorso contro la multa semaforo rosso. Li vediamo brevemente: anzitutto, se il verbale appare incompleto in qualche sua parte, se esistono degli errori nel numero di targa, nel modello del veicolo descritto, se la notifica del verbale è giunta oltre 90 giorni dall’infrazione (ripeto, dall’infrazione, non dal momento in cui l’Agente ha deciso di visionare i filmati o le fotografie scattate dall’apparecchiatura in automatico).

Nei 30 giorni seguenti la ricezione del verbale, se ricorre uno dei motivi di ricorso sopra visti, si potrà fare ricorso al Giudice di Pace, oppure ricorso al Prefetto nei 60 giorni seguenti. Rimandiamo alle specifiche schede di approfondimento per più dettagli, oppure alla nostra Guida – Multe, contravvenzioni e verbali per violazioni del CdS



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