Cassazione, la multa per un passaggio col rosso è annullabile se ci sono i testimoni
Secondo gli ermellini il pubblico ufficiale non è infallibile perchè «i corpi-oggetti» sono in movimento
Quotidiano di informazione giuridica
Secondo gli ermellini il pubblico ufficiale non è infallibile perchè «i corpi-oggetti» sono in movimento
E’ vessatoria la clausola contenuta nelle condizioni generali di contratto che riconosce unilateralmente al professionista la facoltà di modificare le disposizioni economiche del rapporto contrattuale, anche in mancanza di un giustificato motivo.
La Cassazione ha stablito che chi ostruisce i binari del treno sia mediante materiali che con la propria persona rischia una condanna per il reato di blocco ferroviario, in quanto tale reato non è stato depenalizzato.
Così si esprime la Suprema Corte con sentenza 16889, nel contenzioso che ha visto coinvolto il Ministero dell’interno contro il Tribunale di Rimini, avverso la sentenza con la quale lo stesso Tribunale, nel maggio del 2002, annullava una multa ad un au
Richiesta a sorpresa. Il procuratore generale della Cassazione Francesco Iacoviello nella sua requisitoria ha chiesto l’assoluzione per l’ex capo dei giudici per le indagini preliminari di Roma Renato Squillante e corpose riduzioni di pena per Previti e gli altri imputati del processo Lodo Mondadori-Imi Sir. Con l’eventuale assoluzione di Squillante viene a mancare la continuità della corruzione in atti giudiziari.
Erika De Nardo, che il 12 febbraio 2001 uccise a Novi Ligure la madre e il fratellino con la complicità del fidanzato Omar , deve rimanere in carcere in quanto non si è ravveduta per il "vissuto criminale" di "gravissima entità " del quale si è resa colpevole. Lo ha stabilito la Cassazione nella sentenza 18486.
La sentenza chiarisce che "i brutti presagi non sono contemplati nel codice": "Non punibile chi augura la cattiva sorte".
Non è punibile la madre che, per difendere il proprio figlio, rende dichiarazioni false e reticenti. Lo ha stabilito la Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione.
Rischia il licenziamento il dipendente che offende il capo. Nessuna attenuante nemmeno se l’ingiuria viene pronunciata nel corso di una accesa riunione sindacale ”connotata da aggressioni reciproche”.
Niente condanna per una signora che si era sfogata per il cane dei vicini che con i suoi bisogni sporcava la sua biancheria. Per la Cassazione la donna ha reagito alla “condotta negligente delle persone offese”.