Cosa ne pensate di un sindaco che neghi un atto dovuto per far pressione verso il richiedente affinché accetti un accordo che fa comodo solo al comune?

Questa la storia: una società immobiliare chiede il rilascio della certificazione di agibilità di un immobile che ha sia un valido permesso di costruire che le conformità degli impianti ma il comune, con mille pretesti, ritarda per anni il rilascio. La vera ragione è che il comune stesso non è, e non sarà mai, in grado di rispettare gli impegni presi con la società in una convenzione urbanistica, e usa il bisogno di questa di avere le certificazioni come strumento di pressione per farle accettare un cambio dell’accordo, facendolo persino passare come iniziativa del privato. Quanto più la società si lamenta dei danni da ritardo, della perdita di clienti e di credibilità commerciale, quanto più il comune tarda, e anche quando la normativa permetterebbe alla società di certificare autonomamente l’agibilità dell’immobile, il comune non esegue quei collaudi banalissimi che servirebbero al tecnico della società per far da sé. Ogni richiesta a motivare il ritardo, ogni intimazione, diffida, accorata richiesta restano sempre lettera morta, nell’indifferenza di assessori, segretario comunale, funzionari dei vari uffici coinvolti…

Omissione d’atti d’ufficio, concussione, violenza privata…
Tu quale reato ravvedi? Hai un’esperienza analoga?
Parliamone su LinkedIn!