Abolizione caccia, iniziato l’iter per il referendum

Così come previsto dalla nostra Costituzione, i rappresentanti di alcune associazioni animaliste hanno avviato in Cassazione la procedura per la raccolta delle 500 mila firme necessarie perché sia indetto il referendum nazionale battezzato “abolizione caccia”.

L’iniziativa, acclamata dai tantissimi animalisti, ha ovviamente allarmato le lobby delle armi e affini che, con questo “sport”, muovono circa mezzo punto del PIL italiano, tanto che intorno all’iniziativa si sono levate le voci più varie e discordanti, il più delle volte mirate a disinformare sull’iniziativa.

Tra le più eclatanti voci contrarie, quelle di ENPA, che si è dichiarata estranea e contraria a questo referendum di abolizione caccia perché, a proprio dire, “…chiede di cancellare tutta la legge 157 del 1992…”.

In realtà, la richiesta di referendum depositata in Cassazione prevede abrogazioni mirate del testo della legge come si può vedere già in apertura del quesito che recita chiaramente: “…volete che sia abrogata la legge 11 febbraio 1992, nr. 157 nelle seguenti parti…”. Il testo, qui.

La presa di posizione risulta, a parere di chi scrive, insostenibile e sorprendente.

Altrettanto molti dei post che in rete vorrebbero l’incostituzionalità del referendum “abolizione caccia” perché abrogativo di una legge nazionale con cui si è recepita una Direttiva europea.

Su quelli infine che esaltano l’occasione di socialità delle battute di caccia, che parlano di tradizione e cultura venatoria, di attività sportiva, che sminuiscono l’argomento riconducendolo a poche e anziane doppiette, su quelli secondo cui senza la caccia non ci sarebbe un ambiente pulito, sorvolerei… salvo ribattere che, con l’abolizione caccia, si salverebbero molte vite delle vittime degli incidenti di caccia.

A modesto avviso di chi scrive, ogni iniziativa con cui si spari di meno è benaccetta e benvenuta.

Image credits to: Vauro per il Blog delle Stelle



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