La sanatoria della tettoia abusiva, quanto costa e quando è possibile?

sanatoria della tettoia abusiva

La realizzazione di una copertura per finalità anche di semplice servizio può configurare un vero e proprio abuso edilizio con la conseguente necessità di chiedere la sanatoria della tettoia abusiva se si vuole la tranquillità di non doverla demolire.

Per meglio inquadrare l’argomento, cominciamo col dire che per tettoia il TAR si è più volte espresso ritenendo tale uno spazio coperto, aperto verso l’esterno su tutti i lati qualora non sia addossato a un edificio esistente, nel qual caso sarà aperto sui tre lati liberi.

Il fatto dell’assenza di muri perimetrali, comunque realizzati, è un primo elemento, di grande importanza, perché esclude che l’opera acquisti una cubatura e, quindi, lo sottoponga all’obbligo di acquisire un Permesso di costruire o a una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) prima della sua realizzazione come previsto dal Testo Unico dell’Edilizia.

Secondo fattore che permetta la realizzazione di una tettoia senza alcun permesso o comunicazione preventiva è costituito dalle ridotte dimensioni. Comprensibilmente, un conto è riparare una finestra dalla pioggia battente, altra ricoverare cinque autobus…

Terzo elemento, la provvisorietà della struttura. Una struttura svincolata dal suolo per proteggere una catasta di legna per l’inverno sarà libera da qualunque autorizzazione, sempre che rispetti le condizioni viste sopra, mentre un tetto realizzato con le orditure in legno e una copertura magari in tegole, sorretto da pilastri in muratura che poggiano su piccole fondazioni andrà preventivamente discusso con l’Ufficio tecnico del Comune ove risieda.

Definito quindi cosa si intenda per tettoia, e più precisamente cosa si intenda per tettoia soggetta a SCIA o Permesso di costruire e cioè quella non provvisoria, non di ridotte dimensioni, chiusa lungo il perimetro, vediamo quando è possibile procedere alla sanatoria della tettoia abusiva e quanto costerà.

Primo e fondamentale requisito consiste nel fatto che la sua realizzazione non sia esclusa a priori per vincoli particolari, magari paesaggistici o di diversa natura legati al luogo come avviene nel caso delle aree archeologiche protette.

La differenza tra un condono e una sanatoria, infatti, sta nel fatto che con il primo, disposto da una legge ad hoc dello Stato, si sono potute ‘legalizzare’ in passato opere che mai sarebbero state altrimenti possibili mentre la sanatoria è un procedimento amministrativo sempre possibile, a condizione che l’opera da sanare rispetti la normativa applicabile.

Verificato quindi che quella struttura, così realizzata, avrebbe necessitato di una SCIA o di un Permesso di costruire e che la normativa urbanistica del luogo la permetta, si potrà chiedere la sanatoria della tettoia abusiva prima di ricevere, oltre che la sanzione del caso, anche l’intimazione di provvedere alla sua demolizione.

Oltre alle attività di indagine continue per l’individuazione degli abusi edilizi realizzate anche mediante rilievi aero-fotografici, abbiamo visto che chiunque può denunciare un abuso edilizio.

Per dormire sonni tranquilli sarà anzitutto necessario rivolgersi a un tecnico (geometra, architetto o ingegnere) per la realizzazione dell’elaborato progettuale e la presentazione della SCIA o del Permesso di costruire in sanatoria.

Ne seguirà l’obbligo di pagamento di una sanzione non inferiore a € 516,00 e non superiore a € 5.164,00 come previsto dall’articolo 37, comma 4, del Testo Unico dell’Edilizia che così infatti recita:

Ove l’intervento realizzato risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dell’intervento, sia al momento della presentazione della domanda, il responsabile dell’abuso o il proprietario dell’immobile possono ottenere la sanatoria dell’intervento versando la somma, non superiore a 5.164 Euro e non inferiore a 516 Euro, stabilita dal responsabile del procedimento in relazione all’aumento di valore dell’immobile valutato dall’Agenzia del Territorio.

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