Le 5 libertà del benessere animale violate al circo e negli zoo

5 libertà del benessere animale

Degli spettacoli viaggianti che in un mondo ormai lontano decenni e secoli da noi portavano negli angoli più remoti creature incredibili di cui in pochi avevano sentito forse parlare, mettendo sullo stesso piano l’uomo balena, la donna barbuta, ‘il nano’, l’albino, il selvaggio e tutto quanto s’era riusciti a catturare in terre lontanissime, oggi restano solo circhi e zoo in cui le 5 libertà del benessere animale continuano a essere sistematiche violate pressoché ovunque.

In Spagna, nella regione della Catalogna, al museo di Banyoles fino a pochi anni fa si poteva ‘ammirare’ il ‘Negro de Banyoles’: un guerriero del Botswana catturato nel 1830, impagliato, vestito col proprio costume tipico con tanto di gonnellino e lancia per lo stupore dei visitatori della vicina Barcelona tra cui, con un certo imbarazzo, le nazionali africane che hanno partecipato alle Olimpiadi del 1992.

Nel caso degli essere umani così umiliati, degradati e sfruttati l’indignazione è pressoché unanime e così, infatti, il guerriero è stato recentemente trasportato finalmente nella sua terra per ricevere una degna sepoltura ma, per gli animali strappati dal loro habitat naturale e senza voce, in pochi ci indigniamo per la continua violazione di quelle che la Dichiarazione Universale dei Diritti degli Animali (Pdf) ha sancito essere le 5 libertà del benessere animale.

Sempre più parte delle nostre vite abbiamo già visto ad esempio come il regolamento condominiale non possa escludere la presenza di animali d’affezione e la formalizzazione delle 5 libertà del benessere animale che ora elencheremo in un documento firmato presso l’UNESCO dai rappresentanti della società contemporanea finalmente non solo non stupisce più ma, semmai, stupisce sapere che le tristi realtà dei circhi e degli zoo attuali sia sopravvissuta dalla firma della Dichiarazione nel 198 a oggi!

Le 5 libertà del benessere animale

Il Ministero della Salute riassume così le 5 libertà del benessere animale:

  1. libertà dalla fame, dalla sete e dalla cattiva nutrizione, mediante il facile accesso all’acqua fresca e a una dieta in grado di favorire lo stato di salute;
  2. libertà di avere un ambiente fisico adeguato, comprendente ricoveri e una zona di riposo confortevole;
  3. libertà da malattie, ferite e traumi, attraverso la prevenzione o la rapida diagnosi e la pronta terapia;
  4. libertà di manifestare le caratteristiche comportamentali specie-specifiche, fornendo spazio sufficiente, locali appropriati e la compagnia di altri soggetti della stessa specie;
  5. libertà dal timore, assicurando condizioni che evitino sofferenza mentale.

Lungi dal voler puntualizzare l’ovvio, ciascuno rifletta se e quale di queste libertà sia rispettata nei circhi o negli zoo che si ostinino a impiegare animali, anziché abili circensi, nei propri spettacoli.

La tutela giuridica dei diritti degli animali

La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale non ha purtroppo alcun valore giuridico e, di conseguenza, nessun potere diretto di vietare o punire comportamenti a esso contrari ma ha il fondamentale ruolo di raccogliere in un documento internazionalmente apprezzato il comune sentire verso la progressiva affermazione dei diritti degli animali.

A parere di chi scrive, merita però di essere segnalato il recente inserimento nell’articolo 9 della Costituzione italiana del rimando alla ‘Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni’ a opera del MoVimento 5 Stelle. Principio a cui dovrà necessariamente essere ispirato ogni atto normativo in quanto gerarchicamente subordinato alla Costituzione, ivi incluse le pronunce di ogni Organo giudicante.

La concreta tutela giuridica dei diritti degli animali in Italia è così lasciata a un complesso quadro normativo che non li disciplina in modo organico ma copre singoli e sporadici aspetti con altrettanto singoli e sporadici provvedimenti quali il Trattato di Lisbona, la Legge quadro sulla tutela degli animali d’affezione, l’Accordo Stato – Regioni per taluni aspetti e la previsione di singoli reati volti a punire l’uccisione, il maltrattamento o i combattimenti tra animali…

Photo credit, Monkey showing middle finger to a visitor by Bristol Post



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