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Fiscofacile


Nasce Communitas l’Associazione dei commercialisti PDF Print E-mail
Autore: Enrico dott. Crisci   

L’oggetto è la raccolta di fondi da destinarsi a scopi benefici
A seguito della raccolta fondi più che positiva per l’Abruzzo, colpito dal sisma nel 2009, il Cndcec ha costituito, il 20 gennaio u.s, l’Associazione Onlus Communitas - Onlus, che ha per oggetto la raccolta di fondi da destinarsi a scopi benefici, con il fine specifico di migliorare la qualità della vita, lo sviluppo dell’autonomia e della dignità delle persone

 
Commercialisti nostro contributo determinante per calo evasione PDF Print E-mail
Autore: Enrico dott. Crisci   

Siciliotti: “6,6 miliardi dei quei 25,4 recuperati sono in parte nostri, ma manca il riconoscimento del nostro ruolo”. E sul redditometro: “opportuna prudenza”I risultati della lotta all’evasione annunciati oggi da Agenzia delle Entrate, Inps ed Equitalia sono soddisfacenti. E’ quanto affermano i commercialisti che sottolineano anche come il contributo fornito dalla categoria su questo fronte sia determinante.“Per quanto riguarda i dati diffusi oggi sulla lotta all’evasione

 
CAMBIANO LE REGOLE PER IL RAVVEDIMENTO OPEROSO PDF Print E-mail
Autore: admin   

della dott.ssa Annamaria Carini - Commercialista in Tivoli

La legge di Stabilità approvata per il 2011, che sostituisce la vecchia legge Finanziaria, al comma 20 modifica le regole della definizione del ravvedimento operoso rivedendo ex art. 13 D.lgs 472/1997. Le nuove sanzioni, che vedono un aumento rispetto alle precedenti modifiche introdotte con D.lgs 185/2008, entreranno in vigore a partire dal 1° febbraio 2011.

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Gli elementi distintivi del Mediatore Come si riconosce un bravo conciliatore PDF Print E-mail
Autore: Enrico dott. Crisci   

Conciliazione

Ci si domanda spesso quali siano gli elementi che contraddistinguono un bravo conciliatore? Generalmente, tali doti sono identificabili in maniera piuttosto evidente, sempre che non sussistano circostanze che interferiscano nel corretto svolgimento di una mediazione. La conciliazione può, specie per taluni versi, essere assimilata ad un’arte che si manifesta non tanto mediante l’applicazione di specifiche tecniche, ma anche (a volte soprattutto) come esternazione di doti e attitudini personali.

Difatti, se da un lato è senz’altro condivisibile che un buon mediatore debba essere pronto a raccogliere e catalogare le informazioni rese delle parti, dall’altro è indubbio che dovrebbe essere altrettanto pronto ad interpretarle, rielaborandole secondo le situazioni contingenti, valutandone inoltre l’attendibilità..

Il conciliatore non dovrebbe difatti limitarsi a sentire le parti ma, piuttosto, prestare loro ascolto, comprendendone le motivazioni e le reali esigenze, spesso palesate dagli atteggiamenti non verbali e paraverbali - costantemente accompagnati dalla gestualità - tentando di gestirle in maniera quanto più possibile efficace per il buon esito della procedura.

Altre qualità necessarie al buon mediatore sono la pazienza ed il tatto, elementi indispensabili per creare “valore” nel corso della conciliazione, ad esempio per superare le situazioni di impasse o per ottenere la fiducia dalle parti coinvolte. Tutto ciò implica ovviamente la capacità di agire sempre in maniera coerente e credibile. Il conciliatore deve inoltre essere capace di mantenere il controllo e il distacco necessari ad assicurarne la neutralità e l’imparzialità nel corso del procedimento e deve essere flessibile e capace di adattarsi ai diversi stili negoziali presenti al tavolo, alle diverse personalità con le quali dovrà interagire e confrontarsi.

L’empatia e’ un’altra dote fondamentale, in quanto consente di comprendere la posizione delle parti per guidarle eventualmente verso una soluzione comune, prevedendo magari la possibilità di “allargare la torta”, spostando l’obiettivo dalle posizioni agli interessi (Cosa vuoi? Cosa ti interessa realmente?)

Se il conciliatore sarà in grado di comprende la posizione delle parti, potrà infatti proporre delle opzioni, delle soluzioni condivise ed accettabili, traghettando le parti verso la risoluzione della loro controversia.

Altrettanto importante è il ruolo che riveste la personalità del conciliatore, che assume un ruolo fondamentale nella dinamica del procedimento. Il conciliatore difatti, pur non potendo e non dovendo risultare autoritario per le parti (che potrebbero in tal modo confonderlo con la figura del giudice), deve tuttavia dimostrarsi autorevole, mantenendo sempre il controllo del procedimento, non lasciandosi abbattere dagli eventi né, tanto meno, cadendo nella tentazione di voler formulare troppo presto la propria valutazione del caso, specie ove non espressamente richiesta dalle parti.

La professionalità, il linguaggio, gli atteggiamenti, l’efficienza ed il carisma sono tutti elementi che contribuiscono infine alla corretta percezione di questo elevato profilo professionale da parte di tutti coloro che, presenti al tavolo della mediazione, hanno l’opportunità di valutare le attitudini al ruolo e le doti umane di un bravo conciliatore.

di Leonardo Fuina e Giancarlo Angelucci

 
Cndcec un organo di controllo contabile indipendente anche per le regioni PDF Print E-mail
Autore: Enrico dott. Crisci   

Lettera di Siciliotti ai presidenti dei consigli regionali: “Colmare una grave lacuna normativa e statutaria”.

Dotare anche le regioni di un organo di controllo contabile interno. E’ la richiesta avanzata dal presidente dei commercialisti, Claudio Siciliotti, contenuta in una lettera inviata a tutti i presidenti dei consigli regionali d’Italia.  A differenza di quanto previsto per i 90.000 enti locali, soggetti a revisione contabile obbligatoria a cura di tecnici in possesso del requisito di iscrizione nel registro dei revisori contabili, nelle regioni questo tipo di controllo non è previsto. Gli statuti delle regioni, ricorda Siciliotti nella missiva, lo affidano a commissioni o organismi che, anche quando sono denominati “collegi dei revisori”, sono in realtà composti esclusivamente da consiglieri regionali.

“Ad avviso degli oltre 110mila commercialisti italiani – scrive Siciliotti – si tratta di una lacuna normativa e statutaria grave, tanto più per un ente destinato ad assumere una centralità sempre maggiore nell’ottica del processo di federalismo fiscale”. Siciliotti ricorda inoltre come, a seguito di precedenti sollecitazioni dei commercialisti in tal senso, alcune regioni hanno già cominciato a ragionare sull’ipotesi di prevedere un “vero” collegio dei revisori, composto cioè da iscritti in albi professionali che sono iscritti anche nel registro dei revisori legali.

La richiesta rivolta quindi da Siciliotti ai presidenti delle regioni è quella di modificare i propri statuti o di emanare un’apposita normativa regionale. Uno studio allegato alla missiva, curato dai consiglieri nazionali Giosuè Boldrini e Giorgio Sganga,  contiene, oltre ad una attenta disamina dell’intera questione, anche uno schema di legge regionale. Una proposta concreta per passare dalle proposte ai fatti.

 
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