Video porno amatoriali fuori controllo, che fare?

Video porno amatoriali fuori controllo, cosa fare?

La quantità di quesiti che riceviamo da persone preoccupate di arginare le conseguenze di propri video intimi ‘fuori controllo’ ci spinge a pubblicare una brevissima guida

Ci sembra incredibile dover anzitutto puntualizzare l’ovvio ma pare che a molti sfugga che quando una persona maggiorenne accetta di essere ripresa in un video fatto dal compagno o dalla compagna in un particolare momento di ‘gioco’, non significa nulla di più che accettare di essere ripresi dal compagno o dalla compagna per, e limitatamente a, quel momento di ‘gioco’. Non significa che la persona ripresa, per il solo fatto di non opporsi, acconsenta anche e automaticamente all’invio o alla diffusione di quel video per qualsivoglia ragione. Per dare un’idea della gravità del gesto compiuto da chi non rispetti questa basilare regola di condotta si pensi che, nel caso in cui il video pubblicato sia lesivo della reputazione della persona ripresa o interferisca con la sua vita privata, si rischia la reclusione dai sei mesi ai quattro anni oltre a dover risarcire il danno.

Chiunque detenga un video la cui diffusione possa ledere l’immagine ‘sociale’ o professionale di altri, se proprio tutti gli interessati decidono di conservarlo, ponga la massima attenzione nella sua conservazione ‘al sicuro’ perché la responsabilità resta anche nel caso in cui lo smartphone o il computer su cui è salvato venga smarrito o gli venga rubato e non poche volte le cronache hanno riportato vicende analoghe. Buona norma, altrettanto ovvia, sarebbe di pretendere e assicurarsi che venga cancellato al termine del ‘gioco’.

Cosa fare se il video sfugge al controllo contro la propria volontà? Anzitutto è bene tenere presente che bisogna agire quanto prima denunciando il fatto e chiedendo il sequestro immediato presso chiunque, persona o sito Internet, lo detenga. Ogni minuto trascorso è prezioso e il nostro consiglio è di contattare immediatamente la Polizia di Stato tramite una delle Questure raggiungibili online. Il sequestro così come il diritto all’oblio sono senza dubbio rimedi praticabili ma quando la diffusione sia quantificabile in centinaia di migliaia di link e copie dello stesso materiale, il sequestro in particolar modo potrebbe risultare inutile o estremamente difficoltoso per cui, sapendo su quali portali sia stato pubblicato, è importante contattare senza indugio, anche direttamente per email, l’amministratore di ciascun sito chiedendo l’immediata sospensione della pubblicazione e la conservazione di ogni dato utile all’identificazione di chi l’abbia inviato, specificando il proprio nominativo e gli estremi di un proprio documento d’identità.

Fin qui, l’ipotesi di ‘adulti e consenzienti’ che liberamente e lecitamente abbiano deciso per sé. Nel caso in cui però ad uno dei partecipanti il consenso sia stato ‘strappato’ per compiacere il partner, o perché incolpevolmente sotto l’influenza di droghe o alcol, o perché la registrazione sia stata fatta di nascosto, o  perché minorenne, scattano una serie di aggravanti e reati connessi che vanno evidenziati da subito agli inquirenti nella denuncia e che possono consistere dalla violenza a tutti i reati contro la libertà sessuale.

Citazione a parte merita il comportamento di chi riceva o raggiunga quel video online. E’ opinione diffusa ed errata che, per il semplice fatto che qualcosa sia online, sia altrettanto liberamente commentabile senza freni o usabile. Ogni materiale, se non espressamente indicato come di libero uso, dovrebbe essere considerato come proprietà d’altri e quindi non copiabile o ri-pubblicabile, nemmeno in una conversazione ‘privata’ con qualunque mezzo digitale e/o sul proprio profilo privato sui social media, che ‘privato’ non è. Chiunque esponga qualcuno alla cosiddetta ‘gogna mediatica’ pubblicando parole offensive, denigranti, aggressive o minacciose nascondendosi vigliaccamente dietro all’anonimato della Rete, sappia che si tratta di autonomi, gravi, reati e che non c’è anonimato di fronte ad una denuncia. A meno che non siate hacker esperti, ogni dispositivo online è tracciabile e riconoscibile fino all’intestatario della Sim o dell’Adsl usate.