Cassazione: Vanno assunti i precari dei call center
Per la Corte suprema, il lavoro delle centraliniste è di tipo subordinato. Chi osserva un orario, utilizza strumenti del datore, ha diritto ad un contratto stabile.
Quotidiano di informazione giuridica
Per la Corte suprema, il lavoro delle centraliniste è di tipo subordinato. Chi osserva un orario, utilizza strumenti del datore, ha diritto ad un contratto stabile.
Chi ha accolto con sollievo l’abbandono della trattativa da parte di Air France dovrebbe capire che nel caso di Alitalia l’amministrazione straordinaria porta dritti al fallimento perché la compagnia, così com’è, non è in grado di generare le risorse necessarie a soddisfare i creditori. I sindacati del settore sono riusciti a perdere anche quel poco di credibilità che ancora avevano. Insieme ad alcuni politici hanno mostrato un’irresponsabilità insostenibile. Mentre la cordata fantasma resta tale. (…)
La trattativa è fallita, salta la privatizzazione, Alitalia torna nel caos. Si avvicina al fallimento, ma forse verrà evitato fino alle elezioni.
I controlli sull’uso da parte dei dipendenti di stupefacenti o di alcool stanno diventando una prassi nelle aziende, soprattutto in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. E spesso, quando il test ha risultato positivo, provoca un licenziamento.
Università del Salento Ordine degli Avvocati Provincia di Lecce Lecce
CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA
UFFICIO DEI REFERENTI PER LA FORMAZIONE DECENTRATA
CORTE D’APPELLO DI LECCE
CENTRO STUDI “D. NAPOLETANO”
Sezione di LECCE e BRINDISI
CONVEGNO
LA SICUREZZA SUL LAVORO
NOVITA’ LEGISLATIVE
LECCE 29 MARZO 2008 – ORE 9.00
G.H. Tiziano e dei Congressi
Coordina Avv. Luigi Renna, Segretario Centro Studi “D. Napoletano” Sez.ne Lecce – Brindisi
Saluti Sen. Avv. Giovanni Pellegrino, Presidente della Provincia di Lecce
Avv. Luigi Rella, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lecce
Dr. Pietro Genoviva, Magistrato Referente per la Formazione dec. – Settore civile
Relazioni: Il sistema normativo di sicurezza e igiene sul lavoro alla luce del d. lgs. 123/2007
– Prof. Avv. Cataldo BALDUCCI, Università del Salento
Individuazione del datore di lavoro a fini previdenziali
– Dr.ssa Caterina MAINOLFI, Giudice del lavoro del Tribunale di Lecce
Doveri del datore di lavoro, dirigenti e preposti in materia di sicurezza
– Dr. Mario FIORELLA, Presidente della Sezione Lavoro del Tribunale di Lecce
Presidente Centro Studi “D. Napoletano” Lecce – Brindisi
La sicurezza sul lavoro negli appalti e sub-appalti. Tutele legislative e rimedi giurisdizionali
– Prof. Avv. Fernando CARACUTA, Università del Salento
Interventi programmati :
Dr. Piero Montinari, Presidente Confindustria di Lecce
Sig. Franco Surano, Segretario CISL Lecce
Dr. Biagio Malorgio, Segretario CGIL Lecce
Sig. Salvatore Giannetto, Segretario UIL Lecce
“Pazzo”, “scemo”, “cretino”: il linguaggio si adegua all’e(invo)luzione sociale e recepisce una serie di insulti come appellativi comuni privi di valenza diffamatoria, anche in contesti professionali. La Cassazione annulla, su queste basi, la condanna al risarcimento dei danni. L‘articolo su lastampa.it
È nullo il recesso datoriale comunicato con una lettera in cui, per motivare la giusta causa, è stata richiamata la condotta colposa del lavoratore in precedenza non contestata. L’articolo su lastampa.it
L’impugnazione del licenziamento spedita al datore di lavoro tramite raccomandata si considera tempestiva quando l’affidamento alla Posta avviene entro sessanta giorni dalla comunicazione del recesso, indipendetemente dalla data di ricezione del plico. Lo hanno chiarito le sezioni Unite della Cassazione. L’articolo e il testo della sentenza – su ilsole24ore.com
Ha diritto al risarcimento del danno per mobbing da parte dell’azienda il lavoratore che viene preso di mira e ridicolizzato da un capo davanti ai colleghi. L’articolo su trovanotizie.com
Se l’aggressione fisica tra colleghi costituisce giusta causa di licenziamento, non si può dir la stessa cosa di quella verbale. Chiara la posizione dei giudici della sezione lavoro della Cassazione: le normali «baruffe» tra colleghi destinate a ricomporsi in poco tempo non possono costituire «giusta causa» di allontanamento dall’azienda. L’articolo su lastampa.it