Come si diventa consulente legale?

come si diventa consulente legale

Una domanda che ci sentiamo fare spesso è quella di come si diventa consulente legale, non solo da studenti che dovendo ancora indirizzare i propri studi si stiano chiedendo a quale corso di laurea iscriversi ma anche da chi una laurea in giurisprudenza già l’ha conseguita in tempi lontani e voglia iniziare l’attività di consulenza legale.

Abbiamo così raccolto in questa brevissima guida le informazioni che riteniamo essenziali sul come si diventa consulente legale nella speranza di dare un primo indirizzo a chi voglia avvicinarsi a questa professione nell’esercizio della quale il moderno consulente legale può beneficiare degli innumerevoli strumenti che la tecnologia gli mette oggi a disposizione.

Iniziamo quindi con l’inquadrare l’argomento rispondendo a un primo quesito:

Il consulente legale cosa fa?

Il consulente legale è una persona che, avendo esperienza e conoscenza della normativa che regoli una determinata materia, assiste il cliente nella soluzione di un suo problema di carattere legale o che comunque implichi delle conoscenze di tipo giuridico.

Compito del consulente è quindi quello di circoscrivere anzitutto la questione prospettatagli dal cliente al netto di tutti i fatti e le considerazioni riportate che risultino irrilevanti da un punto di vista giuridico, di individuare successivamente la normativa applicabile al caso concreto e, infine, suggerirgli in quale modo agire per la miglior tutela dei propri diritti e interessi legittimi.

Nel proprio ruolo di navigatore nel mare della normativa e della giurisprudenza che interessi ogni e qualsivoglia problema del cliente, in nessun caso l’attività del consulente legale potrà essere contra legem, ossia dare consigli su come aggirare una normativa esistente oppure su come alterare gli elementi dai quali deriverebbero conseguenze negative per il cliente.

Ma quindi, il consulente cosa fa? Da quanto sopra, benché descritto in modo piuttosto preciso, ci rendiamo conto che non appaia chiara la differenza tra consulente legale e Avvocato dal momento che, anche quest’ultimo, svolge la stessa identica prestazione per il cliente.

La differenza tra consulente legale e avvocato

La differenza tra consulente legale e Avvocato va cercata infatti nel momento successivo, quando cioè l’attività appena vista debba sfociare in una azione giudiziaria vera e propria.

Certe attività, come lo sporgere una querela oppure l’invio di una lettera di messa in mora del debitore ad esempio, non richiedono abilitazioni professionali specifiche e, quindi, così come l’interessato potrebbe far da sé in modo del tutto indipendente senza assistenza di alcun Avvocato, la legge altrettanto non vieta che per quelle medesime attività non giudiziarie possa avvalersi anche di una persona non iscritta ad alcun Albo degli Avvocati.

Per tutte le altre attività giudiziarie come la rappresentanza del cliente dinnanzi a un Organismo di mediazione, la redazione degli atti con i quali si introdurrà una causa o vi ci si costituirà come convenuti e le altre espressamente riservate dalla legge agli Avvocati, l’iscrizione all’Albo verificabile sul sito del Consiglio Nazionale Forense sarà invece obbligatoria.

La differenza quindi tra consulente legale e Avvocato consiste nella tipologia di atti che possono svolgere: solo stragiudiziali per il primo, sia giudiziali che stragiudiziali per il secondo.

Il consulente legale non Avvocato è pertanto una figura assolutamente lecita, a cui spetta il compenso per le proprie prestazioni senza che il cliente possa eccepire la mancata iscrizione all’Ordine degli Avvocati per sottrarsi al pagamento del dovuto con il limite per quest’ultimo, il consulente legale non Avvocato, di non compiere alcuna attività giudiziaria.

In caso contrario, l’articolo 348 del Codice penale prevede che: ‘Chiunque abusivamente esercita una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da € 10.000 a € 50.000’.

Consulente legale online

Come accennato e com’è ormai noto, la tecnologia oggi disponibile svincola consulente e cliente dalla necessità di un incontro di persona. Tramite questo sito, ad esempio, è possibile ricevere un parere legale online entro 24 ore dalla richiesta, con una velocità e una comodità che altrimenti sarebbero impensabili…

Ancora una volta, così come nella versione tradizionale, l’attività del consulente legale online non solo è perfettamente lecita ma perfino più agile della corrispondente attività svolta dall’Avvocato in quanto svincolato dai legacci che il Codice deontologico impone agli iscritti ad un Ordine.

Senza entrare nel dettaglio, non è questa la sede, si consideri semplicemente che a norma dell’articolo 37, comma 4, del citato Codice deontologico, agli Avvocati: ‘E’ vietato offrire, sia direttamente che per interposta persona, le proprie prestazioni professionali al domicilio degli utenti, nei luoghi di lavoro, di riposo, di svago e, in generale, in luoghi pubblici o aperti al pubblico’.

Consulenti legali gratis

Una volta di più, Avvocati e consulenti legali non presentano differenze nemmeno sotto questo aspetto potendo entrambi praticare uno sconto fino a operare senza alcun corrispettivo del tutto.

Fiscalmente, la prestazione dovrà figurare resa senza alcun corrispettivo o con lo sconto applicato che riduca o azzeri il corrispettivo della prestazione resa, e ciò in ragione del fatto che a nessuno può essere impedito di regalare il proprio tempo, le proprie conoscenze, la propria prestazione sempre che tale volontà risulti nel dovuto documento fiscale.

In verità, se i consulenti legali gratis sono sempre leciti, esiste un caso in cui un Avvocato (e solo chi eserciti come Avvocato) non possa lavorare gratuitamente: è il caso in cui quest’ultimo sia motivato da secondi fini, come quello più evidente del ricevere pubblicità assistendo (gratuitamente) la vittima di un fatto di cronaca riportato dalle televisioni o dalla stampa.

I costi della consulenza dell’Avvocato

Avendo visto fin qui come si diventa consulente legale e quanto l’attività di quest’ultimo coincida con quella resa da un Avvocato, non c’è ragione per la quale i costi della consulenza dell’Avvocato debbano essere diversi.

Premesso quindi che non esiste un tariffario minimo a cui il professionista debba attenersi, l’unico fattore capace di incidere nella determinazione dei costi della consulenza dell’Avvocato sembra risiedere nella presenza di eventuali titoli di quest’ultimo, tali da dargli formalmente la qualifica di esperto nell’argomento che specificamente interessa il cliente.

Distinguendo tra una consulenza legale verbale resa nel corso di un incontro, una consulenza legale scritta e corredata dai riferimenti normativi e giurisprudenziali del caso, possiamo dire che il costo medio della prima si aggira tra i 100 (cento) e i 200 (duecento) Euro, e per la seconda dai 200 (duecento) ai 1.000 (mille) Euro.

Esiste, in verità, una terza possibilità, caratterizzata da maggior brevità e informalità (ed economicità), costituita dal parere legale online via e-mail che, da queste nostre pagine, si può ottenere in meno di 24 ore e al costo di € 19,90

La consulenza penale in Italia

Non esiste branca del diritto in cui non si possa rendere una consulenza e così è anche per la consulenza penale in Italia come altrove.

Come visto più sopra spiegando come si diventa consulente legale, la scelta se rivolgersi a un consulente legale oppure a un Avvocato andrà incardinata sulla possibilità di dover successivamente compiere degli atti di attività giudiziaria in senso stretto oppure no.

Esiste una vastissima casistica, che interessa le attività più comuni dell’agire quotidiano, in cui la consulenza penale in Italia è chiamata a pronunciarsi su questioni come le frodi online (si veda, Truffe su Marketplace, cosa si può fare?) oppure episodi di diffamazione (si veda, Querela per diffamazione, come si incastra il colpevole) oppure di aggressioni fisiche (si veda, Denuncia per percosse senza testimoni) oppure ancora di bullismo e cyberbullismo (si veda, Differenza tra bullismo e cyberbullismo, come difendersi).

In tutte queste eventualità la vittima potrebbe tranquillamente dar corso alla querela o alla denuncia del caso autonomamente per cui, come visto, l’assistenza di un Avvocato non sarà obbligatoria ma, viceversa, quando si tratti del soggetto coinvolto nei medesimi casi sopra citati in qualità di supposto truffatore online, diffamatore, aggressore o bullo, allora l’assistenza di un legale iscritto all’Ordine sarà non solo opportuna ma necessaria.

Consulente del lavoro o Avvocato?

In tema di diritto del lavoro, avendo visto come si diventa consulente legale, la scelta tra consulente o Avvocato dovrebbe ispirarsi in base alla prospettiva della futura eventuale azione necessaria per far valere i diritti in gioco.

Un conto è calcolare il compenso spettante al cliente lavoratore, calcolare i giorni di ferie, il trattamento di fine rapporto, altro conto è dover instaurare una causa di lavoro in Tribunale. In questo caso, tra consulente del lavoro o Avvocato, sarebbe opportuno che la scelta ricada su quest’ultimo sin dal principio.

Forse, a giudizio di chi scrive, a differenza della consulenza penale le questioni affrontate dal consulente del lavoro sono percentualmente più di natura stragiudiziale interessando attività di materiale gestione delle paghe, di gestione dei dipendenti e solo occasionalmente di vertenze o cause del lavoro in senso proprio.

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