Il giusto tempo di preavviso per il licenziamento

tempo di preavviso per il licenziamento

A seconda dello specifico contratto collettivo applicabile e delle ore settimanali previste, il giusto tempo di preavviso per il licenziamento da parte del datore di lavoro varia come mostrato dalle tabelle che seguono.

Questo diritto è infatti previsto dall’art. 2118 del Codice civile, sia per il dipendente che per il datore di lavoro, così disponendo: Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato, dando il preavviso nel termine e nei modi stabiliti dalle norme corporative, dagli usi o secondo equità.

Nel caso del licenziamento, anche il datore di lavoro è quindi tenuto a rispettare un tempo di preavviso minimo, diverso a seconda del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro nonché a seconda del numero di ore settimanali di lavoro previste.

La durata del preavviso, che è quindi il periodo intercorrente tra la data di comunicazione del recesso dal rapporto di lavoro e il momento in cui esso diviene efficace, diviene particolarmente importante nel caso in cui non sia rispettato dal datore di lavoro giacché, in base ai giorni di preavviso mancati, e della retribuzione del dipendente, si potrà calcolare la cosiddetta indennità sostitutiva spettante al lavoratore.

Il mancato rispetto del preavviso potrebbe essere una scelta calcolata del datore di lavoro che, volendo liberare immediatamente il dipendente da ogni obbligo lavorativo nei propri riguardi, opti per il cosiddetto preavviso non lavorato a cui segue necessariamente il pagamento dell’indennità sostitutiva.

Per completezza sottolineiamo che non contano ai fini del calcolo del giusto tempo di preavviso per il licenziamento i giorni di malattia, quelli per ferie, e quelli per il congedo di maternità fino al compimento del primo anno di vita del nuovo nato.

Non si dimentichi che, fuori dall’ipotesi di licenziamento per giusta causa ‘in tronco’, la funzione principale del preavviso, benché il rapporto di lavoro continui regolarmente, è quella di permettere al dipendente di trovare un nuovo impiego con il quale sostentarsi per cui quale è il giusto tempo di preavviso per il licenziamento ed è sempre dovuto il preavviso?

Oltre al licenziamento ‘in tronco’ per giusta causa, il preavviso è escluso quando la natura del contratto di lavoro non facesse presupporre a una continuità certa. E’ il caso del contratto di lavoro subordinato a un periodo di prova, quando scada il periodo di prova appunto, oppure in tutti i contratti di lavoro a tempo determinato che si intendono validi sino alla scadenza convenuta se non intervenga prima una giusta causa di licenziamento.

Nel caso in cui il contratto preveda un impegno superiore a 24 ore settimanali:

Meno di 5 anni di anzianità15 giorni
Più di 5 anni di anzianità30 giorni
Preavviso per licenziamento per contratti oltre 24 ore settimanali

Nel caso in cui il contratto preveda un impegno inferiore a 24 ore settimanali:

Meno di 2 anni di anzianità8 giorni
Più di 2 anni di anzianità15 giorni
Preavviso per licenziamento per contratti fino a 24 ore settimanali




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